Roma-Richard Avedon. In the American West. 1979-1984-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Roma-Richard Avedon. In the American West. 1979-1984-
Roma- Organizzata dalla Fondation Henri Cartier-Bresson, con opere di Richard Avedon in prestito da The Richard Avedon Foundation, e curata da Clément Chéroux, la mostra a Palazzo Esposizioni presenta la storica serie di ritratti del fotografo americano Richard Avedon, nata su commissione dell’Amon Carter Museum of American Art di Fort Worth, in Texas, e poi pubblicata nel 1985 nel volume “In the American West” edito da Harry N. Abrams (New York).

Alla fine degli anni Settanta Avedon era noto principalmente per le fotografie di moda pubblicate su riviste come Harper’s Bazaar e Vogue e per i ritratti di artisti e personalità pubbliche. Già nel 1962 lo Smithsonian Institution di Washington gli aveva dedicato una retrospettiva e nel 1978 il Metropolitan Museum of Art di New York aveva ospitato una sua mostra personale. Il ritratto del caposquadra di un ranch, scattato dal fotografo nel 1978 durante un periodo di convalescenza in Montana e pubblicato su Newsweek, attirò l’attenzione di Mitchell A. Wilder, allora direttore dell’Amon Carter Museum, che propose ad Avedon di sviluppare un progetto dedicato all’Ovest degli Stati Uniti.


Nei mesi estivi del 1979 e degli anni successivi fino al 1984, il fotografo attraversò così ventuno Stati, dal Colorado al Montana, dal Wyoming al Texas e alla California. Fermandosi nelle aree di sosta per camionisti, nei mercati di bestiame, negli accampamenti minerari e nei giacimenti petroliferi o aggirandosi tra la folla di fiere, rodei e luna park, Avedon fotografò oltre mille persone davanti a un semplice fondale bianco appeso all’aperto e all’ombra, senza luci artificiali: privato di riferimenti ambientali, ogni soggetto fotografato è sottratto al proprio contesto immediato e presentato allo spettatore attraverso la relazione diretta con l’obiettivo, assumendo una dimensione più ampia e diventando una rappresentazione di un Paese attraversato da cambiamenti economici e sociali.

Insieme alle 110 fotografie pubblicate nel libro, la mostra espone materiali d’archivio della Richard Avedon Foundation, che documentano il metodo di lavoro del fotografo: manoscritti, polaroid di lavoro e altri documenti provenienti dai fascicoli che raccoglieva sui singoli soggetti, compresa la corrispondenza intercorsa con le persone fotografate.
Foto: Sandra Bennett, twelve year old, Rocky Ford, Colorado, August 23, 1980 ©The Richard Avedon Foundation
Quando
dal 9 Ottobre 2026 al 31 Gennaio 2027
Dove
VIA MILANO, 13
VIA NAZIONALE, 194
Orari
Dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 20.00Ultimo ingresso alle ore 19.00 Lunedì chiuso

Biografia di Avedon, Richard

Avedon, Richard Fotografo statunitense, nato a New York il 15 maggio 1923. Dopo aver trascorso il periodo bellico prestando servizio nella sezione fotografica della marina mercantile statunitense, ha iniziato nel 1945 la propria attività sotto la guida di A. Brodovitch e la decisa influenza del fotografo ungherese M. Munkacsi, proponendosi all’attenzione per un’interpretazione della fotografia di moda in senso decisamente naturalistico e dinamico. A partire dall’inizio degli anni Cinquanta ha collaborato con prestigiosi periodici come Life, Look e Graphics, acquistando nel campo della foto di moda una tale notorietà da diventare modello ispiratore del personaggio interpretato da F. Astaire nel musical Funny face (1957) per il quale A. fu consulente del colore e degli effetti fotografici. Sempre più costretto nel ruolo di semplice fotografo di moda, A. ha abbinato le realizzazioni per periodici come Vogue, con cui collabora dal 1966, o per importanti aziende, con un’intensa attività nel campo del ritratto.

La ricerca di A. nel campo della foto di moda ha subito un’evoluzione costante partendo dalle immagini realizzate in esterni e contraddistinte dalla estrema naturalezza degli ambienti e della illuminazione, per arrivare alle foto in studio che isolano il soggetto dall’ambiente e ne esaltano la vitalità contro uno sfondo neutro grazie alla fredda e calibrata luce del flash. Analogamente nel ritratto, coerente con una teoria più volte dichiarata (“Il ritratto è la fotografia di qualcuno che sa di essere fotografato, e questa consapevolezza è parte integrante della foto tanto quanto lo sono gli abiti e lo sguardo del soggetto”), A. si è prima imposto con immagini, in cui il soggetto, sempre appartenente a un’élite culturale o sociale, è ritratto frontalmente contro uno sfondo bianco e partecipa emotivamente al confronto con il fotografo, per poi sviluppare, negli anni Ottanta, una linea più raffinata anche se certamente meno intensa, con immagini piene di solitudine e di alienazione dove comunque il soggetto è spinto a divenire simbolo di se stesso.

Tra i volumi da lui pubblicati ricordiamo Nothing personal con un testo di J. Baldwin (1964), Portraits (1976) e il più recente In the American West (1985). Nel 1996 è stato pubblicato Evidence 1944-1994, catalogo della retrospettiva dedicata alla sua opera e allestita al Whitney Museum of American Art di New York nel 1993.
bibliografia
- Hall-Duncan, History of fashion photography, New York 1979.
- Barthes, La chambre claire. Note sur la photographie, Paris 1980 (trad. it. Torino 1980).
Contemporary photographers, ed. M. Marix Evans, New York 1995.
© Fonte Istituto della Enciclopedia Italiana