Roma | La Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza riapre al pubblico -Biblioteca DEA SABINA
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Roma | La Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza riapre al pubblico –
Roma– Dopo un lungo intervento di restauro curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma finanziato con fondi del PNRR Caput Mundi, dal 27 ottobre 2026 la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza riapre le sue porte al pubblico. La restituzione alla città di uno dei luoghi più significativi del Barocco romano assume un duplice valore: storico, per l’eccezionalità dell’evento, e civico, perché rinsalda il legame tra la comunità e il proprio patrimonio.
La chiesa è parte integrante del complesso di Sant’Ivo alla Sapienza, sede dell’Archivio di Stato di Roma. L’apertura è resa possibile dalla collaborazione tra la Direzione generale Archivi, la Diocesi di Roma e il Touring Club Italiano. Attraverso il progetto ‘Aperti per voi’, i volontari del Touring contribuiranno a garantire l’apertura continuativa della chiesa dal lunedì al venerdì, accogliendo i visitatori e accompagnandoli alla scoperta del cortile e della chiesa del complesso. Un impegno che favorisce la conoscenza del patrimonio culturale e la partecipazione attiva dei cittadini alla sua valorizzazione.

Alla conferenza stampa interverranno il Capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, Luigi La Rocca, il Direttore Generale Archivi Antonio Tarasco, il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro, il Direttore dell’Archivio di Stato di Roma, Riccardo Gandolfi, il Rettore di Sant’Ivo, Monsignor Rosario Matera, e il Vicepresidente del Touring Club Italiano, Giuseppe Roma.
«Sant’Ivo alla Sapienza è tra le creazioni più originali del Barocco, un capolavoro della storia dell’arte. In questa chiesa Francesco Borromini ha rivoluzionato il linguaggio architettonico del suo tempo, trasformando il rigore della geometria in bellezza, la materia in movimento e la luce in un elemento essenziale dello spazio. Un’opera nella quale la razionalità matematica incontra la libertà dell’immaginazione e l’architettura diventa espressione di conoscenza. Dopo molti anni di chiusura, Sant’Ivo torna a essere parte della nostra vita culturale, offrendo ai visitatori la possibilità di riscoprire una delle testimonianze più straordinarie del genio creativo italiano», ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

«La riapertura di Sant’Ivo alla Sapienza rappresenta un’importante occasione per riaffermare il valore della tutela del patrimonio culturale, promuovendone la conoscenza, assicurandone la conservazione e favorendone la restituzione alla collettività – queste le parole del Capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, Luigi La Rocca-. Questo risultato testimonia il valore aggiunto del Dipartimento che ho l’onore di dirigere, capace di favorire il dialogo e la sinergia tra i diversi Uffici afferenti, che operano in ambiti distinti, mettendo a sistema competenze e professionalità per il raggiungimento di obiettivi condivisi. La riapertura di un luogo di eccezionale valore storico e artistico, emblematico della storia architettonica di Roma, sottolinea quanto la collaborazione istituzionale sia fondamentale per rendere il patrimonio culturale sempre più accessibile e vivo, rafforzando il legame con la comunità e garantendone la trasmissione alle generazioni future».
«La riapertura di Sant’Ivo alla Sapienza restituisce alla città uno dei capolavori più significativi del Barocco romano – ha sottolineato il Direttore Generale Archivi, Antonio Tarasco -. La collaborazione con la Diocesi di Roma e il Touring Club Italiano dimostra come l’impegno condiviso possa rendere nuovamente accessibili luoghi di straordinario valore storico e artistico. Sant’Ivo è un esempio di come arte, spiritualità e memoria possano dialogare, continuando a parlare alle nuove generazioni: restituire questi spazi alla collettività significa conservarne la bellezza e mantenerne vivo il significato».

“La restituzione di questo capolavoro dell’architettura barocca – spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – ha comportato un restauro virtuosistico sul colore bianco, con tutte le sue sfumature più calde o più fredde, che Francesco Borromini aveva usato per questa chiesa. Siamo intervenuti su tutte le superfici sia interne che esterne dell’edificio, compreso il cupolino dove spicca il “color dell’aire” con i raggi d’oro. Anche la pala d’altare, ultimo capolavoro di Pietro da Cortona terminato dai suoi allievi è stato restaurato. Inoltre, sono state ripristinate le coperture e assicurato lo smaltimento delle acque piovane che provocavano infiltrazioni. Finalmente è possibile ammirare la magistrale abilità di Borromini che, attraverso un unico colore, ha dato ritmo e dinamica a una delle sue architetture più emblematiche”.
Dichiara Riccardo Gandolfi Direttore dell’Archivio di Stato di Roma: “Contribuire attivamente alla riconsegna della chiesa di Sant’Ivo alla collettività ci rende particolarmente orgogliosi: l’apertura del capolavoro di Borromini – da oggi liberamente visitabile – rappresenta un segno tangibile dell’impegno portato avanti dall’Archivio di Stato di Roma per un patrimonio culturale sempre più accessibile e condiviso. L’iniziativa va, infatti, letta in parallelo alla quotidiana opera di tutela e valorizzazione della nostra storia, portata avanti con passione e dedizione dall’Istituto attraverso la cura di 60 km lineari di registri, volumi e pergamene dal IX secolo sino ai giorni nostri.”
Dichiara Monsignor Rosario Matera, Rettore di Sant’Ivo: “Il 16 novembre 1659 Papa Alessandro VII consacrò con solennità la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, rendendo il complesso borrominiano il sacramento della bellezza di Dio e dell’umanità. […] Auguro a tutti coloro che vi entreranno a vario titolo l’estasi del cuore e l’incontro spirituale con il grande Borromini, che da oggi si compiace di rivedere restituito il luogo sacro alla sua originale finalità: la liturgia divina.”
Dichiara Giuseppe Roma, Vicepresidente del Touring Club Italiano: “Siamo entusiasti di poter collaborare alla riapertura di uno dei luoghi più affascinanti dell’architettura barocca, caro ai romani e ai visitatori della città, simbolo di cultura, di studio e di spiritualità, che sono anche i nostri valori.”
Informazioni per il pubblico
Indirizzo: Corso del Rinascimento, 40 – Roma
Apertura: dal 27 ottobre 2026
Giorni e orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30§
Ingresso: libero
Roma, 2910/2026 –
Roma-Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza
La chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza si erge all’interno del piccolo cortile del Palazzo della Sapienza, antica Università di Roma dal XV secolo fino al 1935, quando divenne sede dell’Archivio di Stato.

Eretta tra il 1642 e il 1660, la chiesa è opera del geniale Francesco Borromini che, nel 1632, viene nominato architetto della Sapienza e riceve l’incarico da Papa Urbano VIII Barberini di portare a termine il complesso, già progettato e parzialmente realizzato da Giacomo Della Porta. All’epoca, l’impianto del cortile era completato e così anche la facciata principale; nonostante la complessità dell’opera, Borromini crea un capolavoro dallo straordinario valore artistico e tecnico.

L’intervento del grande architetto inizia sulla facciata già esistente con l’aggiunta dell’attico, decorato con i simboli araldici dei Chigi, le stelle ad otto raggi e le sei cime, in onore di papa Alessandro VII.

Sull’attico, svettano la maestosa cupola polilobata e l’ardita lanterna cuspidata a spirale, con fiaccole di travertino, culminante in una corona fiammata, su cui sono poste una sfera, una croce e una colomba con il ramoscello d’ulivo nel becco, realizzate in ferro battuto.

L’interno della chiesa, per la movimentata planimetria e lo slancio delle lesene, continuato dalla cupola a sei spicchi, tutto a chiare tinte, è ancor più sorprendente per novità di concezione e di ornamentazione, tale da far presentire l’avvento del Rococò.

La pianta centralizzata, mistilinea, disegna una sorta di stella a sei punte, e le mura ne ricalcano il perimetro. La Trinità, simboleggiata dal triangolo, è la figura di partenza che, combinata con un altro triangolo rovesciato e con parti di cerchio concave e convesse, formerà la figura stilizzata di tre api, simbolo a sua volta di carità, prudenza e laboriosità, nonché elemento araldico nello stemma della famiglia Barberini, ripetuto ovunque nella chiesa.

L’altare maggiore è occupato da una grande pala raffigurante Sant’Ivo, patrono degli avvocati, dipinta da Pietro da Cortona, e terminata nel 1683 dal suo allievo, Giovanni Ventura Borghesi.

Il pavimento, disegnato dal Borromini, ha un articolato disegno a intarsi marmorei bianchi e neri, di grande eleganza.
Dal centro del cortile, ovunque si volga lo sguardo, si vedono simboli araldici: i draghi dei Boncompagni, le api dei Barberini, le aquile dei Borghese, le stelle e le cime dei Chigi.

Informazioni
Indirizzo
CORSO DEL RINASCIMENTO, 40
Orari
La chiesa sarà accessibile al pubblico da martedì 27 ottobre 2026, osservando i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13.30.Per info: as-rm.mostre@cultura.gov.it
Fino al 26 ottobre 2026:La Santa Messa viene celebrata dal Lunedì al venerdì alle ore 9.00 presso la Sala della rettoria con ingresso da Corso del Rinascimento 40 e da Via del Teatro Valle 33. La Domenica e festivi, l’ingresso è consentito solo da Via del Teatro Valle 33. Alla riapertura della Chiesa, la Liturgia verrà trasferita in Sant’Ivo alla Sapienza.
Contatti
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info@sivoallasapienza.eu (Centro Culturale Paolo VI)
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mons.rino@outlook.com (rettore)