Tawara Machi -Mattina d’agosto-Rivista Nuovi Argomenti
La Poesia di Tawara Machi -Mattina d’agosto compone la prima sezione del canzoniere d’amore L’anniversario dell’insalata (1987), della poetessa giapponese Tawara Machi, scritto quando aveva ventisei anni. Il successo commerciale dell’opera testimonia come la giovanissima scrittrice abbia saputo dare voce al vocabolario emotivo di una nuova generazione. L’uso della forma metrica del tanka, inoltre, fa dialogare l’opera con l’eredità della poesia giapponese classica. Pubblichiamo alcuni estratti, nelle traduzioni inedite di Damiana De Gennaro.
Tawara Machi
この曲と決めて海岸沿いの道とばす君なり「ホテルカリフォルニア」
tu sei questo brano
che scorre con il lungomare – Hotel California
陽の当たる壁にもたれて座りおり平行線の吾と君の足
i raggi colpiscono la parete
a cui siamo poggiati –
le nostre gambe, linee parallele
ぼってりとだ円の太陽自らの重みに耐えぬように落ちゆく
come se non sopportasse
il suo stesso peso,
il sole, ovale, sta cadendo
オレンジの空の真下の九十九里モノクロームの君に寄り添う
arancione, il cielo
sulla spiaggia di Kujūkuri –
mi avvicino a te, monocromo
あいみてののちの心の夕まぐれ君だけがいる風景である
fa sera nel mio cuore
quando te ne vai –
solo tu sei nel paesaggio
君を待つ土曜日なりき待つという時間を食べて女は生きる
un altro sabato ad attenderti –
le donne vivono mangiando
il tempo dell’attesa
球場に作り出される真昼間を近景として我ら華やぐ
come la luce di mezzogiorno
nel campo da baseball
noi splendiamo
「また電話しろよ」「待ってろ」いつもいつも命令形で愛を言う君
telefonami, poi; aspetta
si coniuga la lingua del tuo amore
sempre all’imperativo
一生かけて愛してみたき人といて虚実皮膜の論を寂しむ
pensando al labile confine
tra reale e irreale, il dolore
di volerti amare per la vita
いつか君が歌ったこんな夕暮れのハートブレイクホテルの灯り
una volta, nella luce
di un tramonto simile, cantavi Heartbreak Hotel
愛人でいいのとうたう歌手がいて言ってくれるじゃないのと思う
va bene anche solo essere amanti
dice qualcuno in una canzone –
ma ne avrebbe il coraggio?
Tawara Machi
Tawara Machi (俵万智) nasce a Osaka il 31 dicembre del 1962. Si iscrive alla facoltà di lettere presso l’Università Waseda, dove incontra il suo mentore Sasaki Yakitsuna. Nel 1986 le 50 poesie raccolte sotto il titolo di Mattina d’agosto si classificano al primo posto della trentaduesima edizione del Premio Kadokawa. L’anno successivo viene pubblicato il suo primo libro, Sarada kinenbi, che diviene subito best-seller e fenomeno letterario. Tra le sue altre opere, ricordiamo Kaze no te no hira, Chokoreto kakumin, Pu-san no hana, Ore ga Mario, Mirai no Saizu.
Fonte – Nuovi Argomenti-
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Interno Poesia, 2024 – A cura di Damiana De Gennaro
Descrizione-Per la prima volta nelle librerie italiane L’anniversario dell’insalata -Poesie di Tawara Machi, fenomeno editoriale da due milioni di copie. Pubblicato in Giappone per la prima volta nel 1987, il libro mette subito d’accordo critica e pubblico: oltre a collezionare prestigiosi premi per aver infuso nuova linfa alla forma metrica tanka, le cui origini risalgono alle prime opere di poesia scritta in lingua giapponese, il volume scala le classifiche con cifre di vendita vertiginose. Leggere l’opera prima di Tawara Machi, le cui poesie oggi fanno parte dei manuali scolatici giapponesi, è come sfogliare una raccolta di istantanee che testimoniano le forme assunte dell’amore nella società post-capitalista. Figure amate, oggetti di uso quotidiano e piatti preparati in fretta prendono vita sul fondo di una realtà scandita dal ritmo incalzante della pubblicità. Senza mai esprimere giudizi, l’autrice (e la curatrice e traduttrice del volume Damiana De Gennaro) ci consegna frammenti di visioni che vanno a comporre un disegno più ampio: le istanze dei rapporti umani in Giappone subito prima della crisi economica degli anni Novanta.
Tawara Machi
L’autrice Tawara Machi (Ōsaka, 1962) è autrice di raccolte di poesia, saggi e traduzioni di opere della tradizione letteraria giapponese in lingua contemporanea. Il suo libro d’esordio, L’anniversario dell’insalata (1987), vince la trentaduesima edizione del Premio Kadokawa e supera i due milioni di copie vendute. Avendo ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti in campo letterario, le sue poesie oggi sono riportate sui manuali di letteratura per le scuole giapponesi. Tra le sue altre opere in poesia, inedite in Italia, ricordiamo: Kaze no te no hira (1991), Chokorēto kakumei (1997), Au made no jikan (2005), Pū-san no hana (2008), Umarete banzai (2010), Ore ga Mario (2013), e Mirai no saizu (2020), Abokado no tane (2023).
空の青海のあおさのその間サーフボードの君を見つめる
ti guardo
cavalcare le onde –
spazio azzurro
in cui cielo e mare
si confondono
*
同じもの見つめていしに吾と君の何かが終わってゆく昼下げる
tardo pomeriggio –
guardiamo nello stesso punto
mentre
qualcosa, tra noi due,
si sta spezzando
*
上り下がりのエスカレーターすれ違う一瞬君に会えてよかった
sono grata
alle scale mobili che
portandoci in direzioni opposte
anche solo per un attimo
ci hanno fatti incrociare
*
サ行音ふるわすように降る雨の中遠ざかりゆく君の傘
il tuo ombrello
si allontana nel paesaggio –
ha solo
suoni sibilanti
il sillabario della pioggia
*
「元気でね」マクドナルドの片隅に最後の手紙を書きあげており
allora,
stammi bene –
gli scrivo
quest’ultima lettera
da un angolo del McDonald’s
Uno specchio si riflette nell’altro, gli occhi di lui si avvicinano
al cosmo di nuove prospettive che nascono,
come tatti dell’universo,
degli occhi che moltiplicano
il volto del vecchio.
Una bella donna lo trucca
e lui chiude le palpebre in estasi.
La sposa severa con blusa nera di seta
oppure una tanguera
di bordello.
Lei toglie le spine mortali dal suo viso,
gli mette polveri che danno trasparenza al viso totale
e risalta la vita sulle guance
e le palpebre con ogni pennellata.
Con tre zampe lui misura placidamente il suolo
che trema come un bandoneon
suonato da un ubriaco.
Allora si mette gli occhiali e vede la sfera
piena di fulgore giallastro.
La guarda e legge la propria sorte
scritta sulle striature della tigre
come un indovino maya.
Il suono smarrito dell’organetto rotto
che hanno portato i marinai
apre l’orizzonte della pampa.
Quelli che giunsero laggiù con speranza
adesso muoiono crocifissi dalla nostalgia per la patria,
abbandonati due volte dalla propria patria e dalla terra nuova,
senza tessere neppure un brandello di sogno,
vagano per il gran labirinto del tempo
e incontrano il proprio volto vero ed eterno
un secondo prima della morte.
Il poeta ha scoperto il suo destino,
il suo volto era il volto stesso della madre.
“Mamma, mamma, nella sua origine
la mia vera esistenza è solo la metà di me stesso
il resto è tuo!
Tu vivi in me mentre io mi trucco”.
Il poeta chiede al cameriere un sacchetto dalla cucina
per l’arancia e le bucce.
La gente di periferia non capisce mai
perché lui conservi tanto premurosamente questo frutto volgare.
(Traduzione di Ikuko Sagiyama)
Satoko Tamura Kawamura è nata in Giappone nel 1947. Ha seguito i corsi di Letteratura Ispanoamericana presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) e di teoria dell’espressione poetica presso l’Università Complutense di Madrid, e ha conseguito il dottorato presso l’Università Ochanomizu di Tokio. Dal 1989 è stata eletta Membro Straniero dell’Accademia Cilena della Lingua. Ha pubblicato numerose raccolte poetiche e traduzioni da Naruda, Cortazar, Marquez e altri. Fra i numerosi riconoscimenti internazionali, ha ricevuto il dottorato ad honorem in lettere dalla World Academy of Arts and Culture (California, Usa).
Poesie di Akiko Yosano -Poetessa e scrittrice giapponese-
Akiko Yosano-Poetessa e scrittrice giapponese
Akiko Yosano-(1878-1942)- Poetessa e scrittrice giapponese. Profonda conoscitrice della letteratura classica giapponese, manifestò interesse per le nuove correnti letterarie ispirate a modelli occidentali, rinnovando uno dei più tradizionali generi poetici grazie a una grande forza immaginativa, tesa all’esaltazione della passione amorosa.
Akiko Yosano-Poetessa e scrittrice giapponese
poesie di Akiko Yosano
SE QUI ADESSO
*
Se qui adesso
ripenso al percorso
della mia passione
somigliavo a un cieco
senza paura del buio.
—————————————————–
Sebbene così fragile
e così breve l’amore,
ha sangue troppo giovane
questa ragazza, per bruciare
poesie di primavera.
*
Ho sentito, non so perché
che tu mi aspettavi
e sono uscita – Nella notte
improvvisa spuntò la luna
sui campi in fiore.
*
Appoggio il mio corpo al cancello
e mi perdo in pensieri
infiniti
guardo il vento autunnale
passare sui fiori rossi.
*
Akiko Yosano-Poetessa e scrittrice giapponese
Capelli neri arruffati in mille trecce. Arruffati i miei capelli e arruffati i miei arruffati ricordi delle nostre lunghe notti d’amanti
*
Via Lattea:
a letto, con lui,
apro la tenda
e guardo come, all’alba,
si separano due stelle.
*
La mia giovinezza è presso a finire simile a una pianura docile che, subita, spiombi nel mare
*
Amore o sangue?
tutta la primavera
è in questa peonia che mi ossessiona,
scende la notte, sono sola,
sola senza una poesia.
*
Se qui adesso
ripenso al percorso
della mia passione,
somigliavo a un cieco
senza paura del buio.
*
Mi piace questo alto cantare di vento. L’alba quando cammino sotto l’albero di hi dal vecchio tronco…
Akiko Yosano-Poetessa e scrittrice giapponese
Nel 1904, Akiko Yosano scrisse e pubblicò quella che è probabilmente la sua più celebre poesia, Kimi shinitamou koto nakare (“Ti prego, fratello, non morire”). Suo fratello minore, Chuzaburo, era stato mobilitato per la guerra russo-giapponese (che si concluse con la famosa disfatta russa di Port Arthur, o Lüshun); nella poesia, Akiko espresse tutte le sue preoccupazioni. Musicata poco tempo dopo, la poesia è diventata una delle più classiche canzoni contro la guerra in lingua giapponese, dato che così è sentita da tutti nonostante sia molto “lieve” e non contenga espressioni antimilitariste. In particolare, la poesia fu pubblicata su Myōjō proprio quando il numero delle vittime della battaglia di Port Arthur fu reso noto pubblicamente, ed il carattere antibellico della composizione risultò chiaro. Va da sé che piovvero le accuse di disfattismo sulla poetessa. Non sono purtroppo riuscito a determinare chi sia stato l’autore della musica, ed è possibile anche che esistano più versioni musicate della poesia (che in Giappone è davvero famosissima: è arrivata, manco a dirlo, anche alle sigle dei cartoni animati). Il testo giapponese, le note originali e tradotte e la traduzione inglese le ho trovate invece su questa pagina, e così le riproduco. [RV]
君死にたまふことなかれ
La versione inglese. English Translation
Akiko Yosano-Poetessa e scrittrice giapponese
Port Arthur, 1904/05.
Le note alla traduzione contenute nella pagina di provenienza sono state fedelmente riprodotte. L’autore della traduzione non è indicato.
PRITHEE DO NOT DIE
Lamenting my younger brother in combat as one
of the troops besieged at Lüshun(Port Arthur)
Yosano Akiko
Oh, younger brother mine, for thee I weep,
Prithee do not die,
For you were born the very last,
And our parents loved you all the more,
Yet they made thee grasp a blade in hand,
Taught thee kill a man you shall,
Kill a man, and die you too,
groomed you thus to age twenty-four.
Master now of the proud old house,
The merchant-house of Sakai1, our town,
You must now carry on our name,
So I prithee, do not die,
Though Lüshun’s2 fortress should perish,
Should it be saved, what of that?
Thou ought know, it nowhere commands
On the familial codes3 of our merchant house.
I prithee do not die,
The Heavenly-Prince does not himself
Lead by his own august presence his troop to battle.
For to command that men shed blood of men,
And die following the beastly path4,
And tell us death be the glory of men,
If his Highness’ heart be compassionate,
How could he truly think it so?
Oh young brother mine in battle,
I prithee you mustn’t die.
Our mother who has lagged behind father
In the passing of the autumn years of life,
It sores me to watch her lament,
Deprived of son to guard the home,
And though she hears our Highness hale and safe,
Our mother’s gray hair grows.
Stooping in the shade of the noren5 she weeps,
The frail young wife of yours,
Or have you forgotten? Or do you think of her?
Think on her maidenly feeling,
Together ere ten months, then parted,
And there’s none another the likes of you,
Oh once again I ask,
Prithee do not die.
— pub. in Myōjō Sept. 1904.
Translation’s Notes / Note alla traduzione
Notes:
1 Sakai is a merchant town with a rich history, which prospered by foreign trade in the age of Warring-States, and its merchants were proud and independent-minded. The famous tea ceremony master Sen-no-Rikyū (1522-1591) who committed harakiri was a Sakai merchant.
2 Lüshun (Port Arthur), pronounced “Ryojun” in Japanese, was a naval port for Russia’s Eastern Fleet.
3 An “old family” often has something called kakun or lessons — do’s and don’ts that are passed down generation to generation. The poetess is saying that since they are merchant family, dying to defend a castle is certainly not one of those lessons.
4 “Beastly path” is a reference to a course of conduct without morality or discipline; In Buddhism, if your conduct in this life is poor, you are said to be relegated to chikushōdō “way of beasts” in the next life.
5Noren is the shop curtain, the drape of cloth hanging at the shop entrance. There is also such a curtain between the storefront and the back area.
Breve biografia di Akiko Yosano-(1878-1942)-Nata come Sho Ho il 7 dicembre 1878 nel villaggio di Sakai, presso Osaka, Akiko Yosano è stata una delle più famose e controverse poetesse giapponesi del primo’900. E’ considerata una delle prime pacifiste e femministe attive nel Giappone dell’epoca Meiji: il suo anno cruciale può essere considerato il 1901. In quell’anno, all’età di 23 anni, sposò Tekkan Yosano, il responsabile editoriale della rivista Myōjō (“Stella lucente”), sulla quale aveva cominciato a pubblicare le proprie poesie. Tekkan era regolarmente sposato e divorziò dalla prima moglie per sposare Akiko, ma in pieno accordo con essa continuò a frequentarla ( oggi si definirebbe famiglia allargata). Nello stesso anno, Akiko Yosano pubblicò Midaregami (“Capelli arruffati”), una raccolta di 400 poesie ritenuta il faro del libero pensiero nel Giappone dell’epoca; come è lecito attendersi, la critica ufficiale stroncò la raccolta e la definì scandalosa. Ciò nonostante, Midaregami riscosse un successo clamoroso, e la fama di Akiko Yosano eclissò quella del marito, anch’egli comunque valente poeta. Akiko morì d’infarto il 29 maggio 1942, in piena guerra; la notizia della sua morte passò inosservata, dopo che per tutta la vita si era spesa contro il crescente militarismo giapponese ed aveva combattuto per la condizione delle donne in una società del tutto oppressiva nei loro confronti. Le sue opere non erano state messe al bando, ma comunque ignorate; solo negli ultimi due decenni è stata riscoperta, tornando a godere del successo di un tempo.
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