Massimiliano Boni-Storia politica della Corte costituzionale -Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Massimiliano Boni-Storia politica della Corte costituzionale
Sinossi del libro di Massimiliano Boni-Il 5 giugno 1956 la Corte costituzionale deposita la sua prima sentenza. Il risultato è addirittura clamoroso: per la prima volta un giudice rimuove delle norme perché contrarie alla Costituzione; i partiti, che avevano battagliato otto anni intorno ai nomi utili per formare il collegio, ne sono da un lato entusiasti, dall’altro spaventati.

Il volume ripercorre gli anni che vanno dal 1945 al 1967, una fase fondamentale della storia repubblicana, con il passaggio dal centrismo al primo centro-sinistra. È proprio in questi anni che la Costituzione sarà progressivamente attuata grazie alle sentenze della Corte, che smantellerà molti istituti fascisti ma interverrà anche, ad esempio, sull’imponibile di manodopera, la riforma fondiaria, la pianificazione urbanistica, la nazionalizzazione dell’energia elettrica, i rapporti tra Stato e Chiesa o quelli tra i sessi.
Studiare le relazioni tra la Corte e la politica dei partiti è dunque un modo per comprendere come la “Consulta” sarà sempre costretta a confrontarsi con pressioni e ostilità di quasi tutto l’arco parlamentare, ma anche con le incertezze e le riserve che provengono dalla biografia e dalla storia personale dei giudici del primo collegio.
Indice
- Prefazione di Marta Cartabia
- Il fantasma della Repubblica
- L’età della sfiducia (1945-1955)
- La Corte in Assemblea costituente
- Repubblica!
- 1. Dalla seconda Commissione Forti ai progetti Calamandrei e Leone
- 2. Il dibattito in plenaria
- 3. Un compromesso rischioso: gli emendamenti Arata e Moro
- L’inadempimento costituzionale (1948-1953)
- Le due “leggi gemelle”
- 1. La discussione al Senato
- 2. e quella alla Camera
- 3. La “legge truffa”
- Lo scambio: la Corte in cambio della legge elettorale
- 1. La Dc tenta il colpo di mano: la controfirma
- 2. La Corte nella democrazia protetta
- Un biennio difficile (1953-1954)
- Il primo fallimento: ottobre 1953
- 1. Il piano Sturzo per affondare la Corte
- 2. Il voto del 31 ottobre 1953
- Il secondo fallimento: luglio 1954
- 1. La Dc guarda a destra
- 2. Il termidoro del partito della Corte
- Finalmente, la Corte
- L’Homo Novus che mancava: Giovanni Gronchi al Quirinale
- 1. A.A.A. Giudice costituzionale cercasi/offresi
- 2. La corsa al Colle schiarisce il futuro della Corte
- Nasce una Corte conservatrice
- 1. Il “lodo Gronchi”
- 2. Le nomine parlamentari: il caso Jaeger
- 3. Le nomine presidenziali: conferme e nuovi equilibri
- L’età della lotta (1956-1961)
- La presidenza De Nicola (1956-1957)
- Primi passi
- 1. Vita di Palazzo
- 2. Uno sguardo d’insieme: l’Italia degli anni Cinquanta
- 3. De Nicola: un avvocato figlio di Napoli
- La sentenza n. 1
- 1. Il mondo che gira intorno
- 2. I termini della questione
- 3. Big Bang!
- 4. La creazione della giurisprudenza costituzionale
- Il lungo addio
- 1. Lo scontro sul Tulps
- 2. De Nicola abbandona la Corte
- La presidenza Azzariti (1957-1961)
- Primo anno di attività
- 1. Un passato oscuro
- 2. Fine dell’Alta corte siciliana, la riforma fondiaria
- 3. I timori del Pci
- La guerra delle poltrone (1958-1960)
- 1. Il conflitto con i governi Zoli e Fanfani
- 2. Le libertà civili ed economiche, i limiti ai diritti delle donne, la libertà di culto e il saluto romano
- 3. L’imponibile di manodopera e la fine del governo Fanfani (1959)
- La Corte in un paese che chiede un cambiamento
- 1. Termina la luna di miele
- 2. 1960: attivismo e declino di un presidente “rivoluzionario”
- 3. Sciopero e serrata, monopolio Tv, finalmente le donne
- 4. Una morte improvvisa
- L’età del riconoscimento (1961-1967)
- La presidenza Cappi (1961-1962)
- Il samaritano
- 1. La Corte ancora in difesa
- 2. Un collegio rinnovato
- 3. Ancora sulla riforma fondiaria, il Tulps, l’adulterio della moglie
- Le dimissioni
- 1. Un nuovo inquilino al Quirinale: Antonio Segni
- 2. Ultimo atto
- La presidenza Ambrosini (1962-1967)
- Il taumaturgo
- 1. L’uomo delle rivincite
- 2. Il 1963 tra conferme e qualche novità
- 3. Il messaggio di Segni alle Camere
- Il centrosinistra all’esame della Corte (1964)
- 1. I governi Moro I e II, la nazionalizzazione dell’energia elettrica
- 2. La Corte tra il “tintinnar di sciabole” e la lotta alla partitocrazia
- 3. La taumaturgia come conservatorismo?
- La pianificazione urbanistica e l’istruttoria sommaria (1965)
- 1. Le mani sulle città
- 2. Il nodo dell’istruttoria sommaria
- 3. Il conflitto non è chiuso
- La Corte nell’Italia che cambia (1966)
- 1. Primum vivere: la Corte tenta di garantirsi la sopravvivenza
- 2. Le pronunce del 1966: frenate e accelerazioni
- L’ultimo anno (1967)
- 1. La politica decide il futuro della Corte
- 2. Un collegio logorato: il “caso Tranfaglia”
- 3. Fine della lunga presidenza
- Il taumaturgo
- Il samaritano
- Primo anno di attività
- Primi passi
- L’Homo Novus che mancava: Giovanni Gronchi al Quirinale
- Il primo fallimento: ottobre 1953
- Le due “leggi gemelle”
- Repubblica!
Massimiliano Boni
Massimiliano Boni dirige l’Ufficio massimario della Corte costituzionale. Dal 2021 al 2025 è stato consigliere dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. È componente della delegazione italiana presso l’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance). Autore di saggi e romanzi, tra gli altri ha pubblicato Il figlio del Rabbino. Lodovico Mortara, storia di un ebreo ai vertici del Regno d’Italia (Viella, 2018) e In questi tempi di fervore e di gloria. Vita di Gaetano Azzariti, magistrato senza toga, capo del Tribunale della razza, presidente della Corte costituzionale (Bollati Boringhieri, 2022)
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