Arundhati Roy- scrittrice e giornalista indiana rischia la galera ogni volta che scrive un libro.

Biblioteca DEA SABINA

Arundhati Roy
Arundhati Roy

Arundhati Roy- scrittrice e giornalista indiana rischia la galera ogni volta che scrive un libro.

 

MARIO GRASSO:”Rischia la galera ogni volta che scrive un libro Arundhati Roy, scrittrice e giornalista indiana nata a Shillong il 24 novembre 1961. Si è laureata in architettura a Delhi. Attivista politica, impegnata nel campo dei diritti umani e nella difesa dell’ambiente, è schierata contro le politiche economiche e di industrializzazione sfrenata del suo paese. È una figura di riferimento per il movimento no global. Ha subito un processo per sedizione. Scrive per The Guardian, Financial Times e altri importanti giornali. Il romanzo cui deve la sua fama e la sua popolarità (oltre che condanne morali e contestazioni in patria) e col quale vinse il Booker Prize è “Il dio delle piccole cose” del 1997. Un altro libro di successo è “Il ministero della suprema felicità”, storia forte e unica di una donna transessuale che fonde tenerezza e brutalità in un lungo viaggio nell’India dei contrasti. Ha pubblicato una ventina di saggi in parte tradotti in italiano: “La fine delle illusioni”, “L’impero e il vuoto”, “Quando arrivano le cavallette”, “In marcia con i ribelli”, “I fantasmi del capitale”. Del 2020 è la sua ultima pubblicazione: “Azadi”. I suoi libri aiutano a capire l’India dilaniata dalle caste, un universo fatto di molti pianeti. Vive a New Delhi”.

Fonte-Leggo Letteratura Contemporanea