ICPAL | Mostra fotografica | La memoria restituita. La risposta di Roma all’alluvione di Firenze del 1966-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
ICPAL | Mostra Fotografica | La memoria restituita.
La risposta di Roma all’alluvione di Firenze del 1966-
Roma Capitale- fino al 6 novembre la Mostra Fotografica all’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro racconta l’impegno di istituzioni e volontari nella salvaguardia del patrimonio librario e documentario.

A sessant’anni dall’alluvione che il 4 novembre 1966 colpì Firenze, l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro (ICPAL) istituto del Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi, presenta la Mostra Fotografica dal titolo “La memoria restituita. La risposta di Roma all’alluvione di Firenze del 1966”, allestita presso il Giardino storico dell’ICPAL a Roma, dal 24 settembre al 6 novembre 2026.
La mostra è curata dall’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro con la collaborazione dei principali enti e archivi che custodiscono la memoria dell’alluvione del 1966 e di Intesa Sanpaolo.
Il 4 novembre 1966 Firenze si risvegliò sott’acqua per l’esondazione del fiume Arno che travolse la città, colpendo musei, biblioteche, archivi, luoghi di culto e numerose attività produttive, molte delle quali legate al mondo del libro. Migliaia di volumi e documenti furono sommersi da fango misto a nafta, mettendo a rischio una parte insostituibile della memoria collettiva. Un tragico evento che ha profondamente segnato la storia della tutela del patrimonio culturale italiano.
Oggi, con questa Mostra Fotografica, il Ministero della Cultura invita a ripercorrere gli eventi di allora con una prospettiva diversa.
Attraverso fotografie storiche e scatti rari — inclusi inediti ritratti attuali, realizzati per l’esposizione, di alcuni protagonisti di allora — il percorso accende i riflettori sul contributo offerto da Roma per la salvaguardia del patrimonio danneggiato. Moltissime opere e volumi furono infatti trasferiti nella Capitale per essere messi in salvo e dove, in un’eccezionale gara di solidarietà, tantissimi studenti dei licei romani affiancarono esperti del settore e restauratori nelle delicate operazioni di primo recupero.

In questa storia, l’Istituto di Patologia del Libro (IPL come allora si chiamava), ebbe un ruolo di grande rilevanza: fu il naturale referente della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e all’indomani dell’alluvione fu tra i protagonisti dell’elaborazione di metodologie scientifiche innovative per il recupero dei beni archivistici e librari danneggiati. L’esperienza maturata nel 1966 contribuì allo sviluppo di procedure e pratiche di conservazione preventiva che hanno continuato a evolversi fino a diventare riferimenti fondamentali per la tutela del patrimonio, in particolare dei beni documentari e di opere su carta e pergamena, anche a livello internazionale.
Le immagini esposte in questa mostra sono testimonianza e memoria, ma anche strumenti di conoscenza; inoltre ci ricordano che conservare il patrimonio culturale significa assumersi una responsabilità verso il futuro. Perché salvare libri e documenti vuol dire, prima di tutto, salvare le storie che ci definiscono come comunità. E ci ricordano l’importanza della responsabilità civile che ha ognuno di noi e che allora fu manifestata dall’impegno di restauratori, tecnici, istituzioni e migliaia di volontari, alcuni giovanissimi: i celebri “Angeli del fango” che con generoso slancio offrirono il loro contributo per la salvezza dal patrimonio culturale ferito.
Sono esposte in mostra le fotografie provenienti principalmente dai due nuclei originari dell’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro e il CFLR, Centro di Fotoriproduzione, Legatoria e Restauro degli Archivi di Stato, oltre a quelle concesse da altri Istituti del Ministero della Cultura, in particolare dall’ICCD, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, che conserva l’archivio fotografico del Gabinetto Fotografico Nazionale. A queste si sono aggiunte le immagini dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, patrimonio IMI e del Museo Galileo di Firenze. Infine, alcune immagini sono state realizzate da colleghi del Ministero della Cultura (Michele Lapini, Pino Zicarelli, Rita Capitani) e dallo studio professionale Foto Locchi.
Completano il percorso nuove interviste e ritratti fotografici di alcuni volontari che, allora giovanissimi, parteciparono ai soccorsi nel 1966, mettendo in dialogo la memoria storica con il racconto contemporaneo e restituendo la dimensione umana di una mobilitazione che divenne un modello di partecipazione civile.
Si è scelto di affiancare alle fotografie testi tratti da testimonianze dell’epoca, come quelle del sindaco di Firenze Piero Bargellini e dei giornalisti Giorgio Batini e Guido Gerosa, nonché stralci di relazioni, lettere e articoli scritti dai protagonisti dell’epoca.
La mostra è articolata in quattro sezioni – La memoria sommersa, La memoria fragile, La reazione delle comunità e La memoria restituita – che accompagnano il visitatore dalla cronaca della catastrofe al contributo dei cittadini di Roma, alla costruzione di una moderna strategia di tutela del patrimonio documentario. Il percorso stimola inoltre una riflessione sull’attualità dei cambiamenti climatici, sulla prevenzione delle emergenze e sulla sostenibilità delle attività di conservazione.
“La Direzione Generale Archivi ha sostenuto con convinzione questo progetto dell’ICPAL, che mette al centro il patrimonio di conoscenze e di pratiche che da quella esperienza è scaturito e il ruolo dei cittadini romani per supportare il recupero delle opere danneggiate.” afferma il Direttore generale Archivi, Antonio Tarasco.

“L’alluvione di Firenze rappresenta un momento fondativo per la storia della conservazione in Italia. Di fronte alla perdita e al danneggiamento di una quantità straordinaria di libri, documenti e opere, la risposta non fu soltanto emergenziale: fu l’inizio di una stagione di ricerca scientifica, sperimentazione e innovazione che ha profondamente trasformato il nostro modo di proteggere il patrimonio documentario”, dichiara Michela Palazzo direttrice dell’ICPAL e curatrice della mostra; “è un tema di straordinaria attualità: di fronte all’intensificarsi degli eventi climatici estremi, la prevenzione e la capacità di intervenire tempestivamente sono ancora più indispensabili”.
Intesa Sanpaolo ha sostenuto con generosità la realizzazione della mostra e ha inoltre messo a disposizione una selezione di immagini provenienti dai suoi archivi storici. “La collaborazione tra il Ministero della Cultura e Intesa Sanpaolo testimonia, da molti anni, l’importanza della sinergia tra istituzioni pubbliche e soggetti privati anche nella trasmissione della memoria del nostro patrimonio culturale. Il progetto è occasione per condividere un nucleo di fotografie dagli archivi storici della Banca, fonti preziose per raccontare alcuni dei momenti più significativi della storia del Paese, come l’alluvione a Firenze del ’66.” ha dichiarato Michele Coppola Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici. Direttore Generale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo.
L’iniziativa si rivolge a un pubblico ampio, con particolare attenzione agli studenti, alla comunità scientifica, ai professionisti dei beni culturali e a tutti coloro che desiderano approfondire una pagina fondamentale della storia della tutela del patrimonio culturale italiano.
Le visite si svolgeranno dal giovedì al sabato, dalle ore 10.00 alle 16.00 (ultimo accesso alle ore 14,30), esclusivamente su prenotazione e con una guida che accompagnerà i visitatori lungo il percorso. L’ingresso alla mostra, che comprende la visita guidata, è gratuito.
La memoria restituita. La risposta di Roma all’alluvione di Firenze del 1966 sarà aperta al pubblico dal 24 settembre al 6 novembre 2026.
Rassegna Stampa
– LEGGO
– L’espresso: “I libri salvati nella città sommersa” di Giuseppe Fantasia
Per informazioni e prenotazioni:
www.lamemoriarestituita.it
Tel. 069484423
Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro
Via Milano 76 – Roma
L’ingresso alla Sala Conferenze è consentito fino a esaurimento dei 60 posti disponibili