Elio Varutti- La Patria perduta-Biblioteca DEA SABINA

Biblioteca DEA SABINAElio Varutti- La Patria perduta-

Elio Varutti- La Patria perduta-

Aska Edizioni

 

DESCRIZIONE

La vicenda del Campo profughi di Laterina (AR), è stata solo accennata nei libri di argomento storico generale. Questo libro è una novità. Dal 1941 al  1943, sotto il fascismo, è un Campo di concentramento per prigionieri inglesi, sudafricani e canadesi. Sottoalimentazione e scarsa igiene nelle baracche provocano nei 2.500-3.000 prigionieri varie malattie debilitanti, come dissenteria e tifo. Poi per un anno il Campo è stato un reclusorio sotto la sorveglianza nazista. Dopo la liberazione, avvenuta nel 1944, a cura della VIII Armata britannica, si trasforma fino al 1946 in un campo di concentramento per tedeschi e repubblicani della RSI catturati al Nord. Dal 1946 al 1963, per ben diciassette anni, funziona come Campo profughi per italiani in fuga dall’Istria, Fiume e Dalmazia (per oltre 10mila persone), terre assegnate alla Jugoslavia col trattato di pace del 10 febbraio 1947. Sono italiani della patria perduta. Patiscono il freddo e la fame. Tra i più anziani di loro ci fu un alto tasso di suicidi. A Laterina giungono pure alcuni sfollati dalle ex colonie italiane. Non c’è un libro che tratti in modo specifico questi anni di vita quotidiana e di incontro-scontro con la popolazione locale, fino alla completa integrazione sociale, mediante qualche matrimonio misto (di solito: marito toscano e moglie istro-dalmata) e, soprattutto, col lavoro e con l’assegnazione delle case popolari ai profughi.

L’Autore-

Elio Varutti (Udine 1953) è laureato in Sociologia all’Università di Trento nel 1977. Ha collaborato con l’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (1980). Ha conseguito all’Università di Udine il diploma di perfezionamento in Storia (1998) e il diploma di Metodologia e linguistica delle lingue minoritarie (2006). Ha insegnato discipline economiche aziendali nelle scuole superiori in Friuli dal 1978 al 2016, anno della quiescenza. Giornalista pubblicista (1980-2020), ha collaborato per la redazione di Udine de «Il Gazzettino», 1977-1991 e con altre testate locali. È consigliere della Società Filologica Friulana dal 1995. Nel 2012 è stato nominato consigliere onorario del Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD e, dal 2017 al 2021, vice-presidente del
medesimo organismo. Dal 2017 collabora col Gruppo culturale “Alfredo Orzan” della Parrocchia di S. Pio X, Udine. Dal 2017 tiene il corso di “Sociologia del Ricordo. Esodo giuliano dalmata” all’Università della Terza Età (UTE) di Udine. Ha pubblicato vari saggi, come: Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, Provincia di Udine, 2017.

Aska Edizioni

Aska edizioni viene fondata, nel 2001, dall’incontro di diverse esperienze nel settore dell’editoria, con l’obiettivo di fornire consulenza e servizi destinati ad imprese, organizzazioni ed enti locali.
Attraverso la società Inprogress Srl, l’attività spazia dai progetti editoriali a quelli multimediali, dal marketing territoriale e la comunicazione, alla distribuzione.

Aska è uno, cento percorsi, mille itinerari alla ricerca di radici e tradizioni di una cultura millenaria che mai come oggi, in un mondo sempre più globalizzato ed uguale, possono aiutare a valorizzare l’unicità dei nostri territori facendone scoprire i tesori forse meno conosciuti, ma certamente non meno belli e affascinanti di quelli più noti al turismo di massa. Una struttura, dinamica e flessibile, capace di ascoltare le esigenze dei propri clienti, garantendo loro un supporto concreto e qualificato nell’orientare le idee strategicamente. La casa editrice svolge un ruolo di documentazione e di valorizzazione del patrimonio culturale e territoriale sul piano nazionale e in particolare di una Toscana lontana dai “luoghi comuni”, realizzando volumi di gran pregio che hanno anche il grande merito di recuperare e tutelare una memoria collettiva, quasi delle microstorie che, altrimenti, rischierebbero di andare perdute.

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