Roma Municipio XIII-Quaderni della Campagna Romana e il Museo Contadino di Castel di Guido-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Roma Municipio XIII-
Quaderni della Campagna Romana e il Museo Contadino di Castel di Guido
Roma Municipio XIII-Dialogo e riflessioni vedendo e toccando gli attrezzi esposti e custoditi nel Museo Contadino di Castel di Guido . Attrezzi semplici , ma emblematici come la falce e il martello, l’aratro e i recipienti per il latte , le forbici che servivano per la tosatura delle pecore ecc. Utensili semplici che utilizzavano i braccianti agricoli che hanno per secoli lavorato nella Campagna Romana. Se questi “ferri” potessero parlare cosa ci racconterebbero?

Questo semplice attrezzo di ferro è stato il prolungamento della mano del bracciante, ha trasmesso la sua forza , l’ha tradotta in lavoro per secoli .E per secoli queste mani e queste braccia invisibili e volti inesistenti hanno riempito dispense e tavole dei ricchi che hanno sempre ignorato questi esseri umani. Se a volte un uomo impronta di sé un’epoca, l’epoca lascia sempre la sua impronta su ogni uomo. Nel Museo Contadino è possibile seguire le tracce o impronte delle persone anonime che hanno utilizzato il “metallo come prolungamento delle mani”. La falce ci può raccontare la mano e l’uomo che, sotto il sole rovente delle estati nella Campagna Romana, mieteva il grano. Il bracciante vedeva una enorme distesa di grano e lui era come immerso in un enorme cumulo di brace rossa che lentamente lo consumava. Sicuramente vedeva la luce del giorno che si frazionava ai suoi occhi in riflessi arancioni e verso la mezza iniziava a vedere all’orizzonte le immagini che ballavano, era” l’effetto ballerina”. I visitatori, i più sensibili, potrebbero immaginare i volti di questi braccianti che erano come bruciati e le rughe incanalavano il sudore verso terra. Bisognerebbe saper immaginare se la sera quelle mani ruvide avevano ancora la forza di accarezzare un figlio. Il giorno del bracciante si concludeva con una cena povera e un riposo breve verso un giorno uguale e senza storia.
Jean-Jacques Rousseau, il grande filosofo del ‘700 così sintetizza il”Diritto di Proprietà”:Colui che inventò il Diritto di Proprietà si rese colpevole di lesa Umanità e attirò le maledizioni del genere umano”.
La visita immersiva al Museo Contadino è una overture che introduce il lavoro della Redazione di ricerca storica per i Quaderni della Campagna Romana. Ricerca relativa all’organizzazione del lavoro nella Tenuta Agricola del Santo Spirito di Castel di Guido. Questo lavoro di ricerca, la prima in collaborazione con il Museo diretto da Fabio Scaccia , è in fase di completamento, prende in esame un periodo storico che va dal 1700 sino alla fine del 1800. Il lavoro è frutto di una consultazione e verifica su testi originali custoditi in varie biblioteche private e pubbliche .
Le ricerche son state conservate e archiviate per anni. Per delle ricerche specifiche sono state necessarie “trasferte” fuori Roma per verificare le fonti originali come ad esempio i luoghi di provenienza dei braccianti stagionali che furono impiegati nella Campagna Romana.
Franco Leggeri, Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana





