Roma-L’Estate 2026 al Teatro Arena Tor Bella Monaca-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Roma-L’Estate 2026 al Teatro Arena Tor Bella Monaca-
Roma Capitale-Prosegue la programmazione estiva del Teatro Arena Tor Bella Monaca. Apre la settimana, il 7 e 8 luglio, VINCENT, spettacolo scritto e diretto da Giacomo Nappini Casuzzi. Il lavoro nasce da uno studio delle lettere di Van Gogh al fratello Theo, trasformate in una drammaturgia che ne racconta l’anima tormentata e la sua visione dell’arte come atto liberatorio. Le due voci del protagonista – mentale e reale – si confrontano in scena, rivelando un conflitto profondo tra ciò che si pensa e ciò che si vive. Il cuore della regia è il racconto di una gabbia interiore: la malattia mentale (bipolarismo e schizofrenia), il rifiuto sociale, il senso di esclusione. Van Gogh scrive: “Sono come un uccellino chiuso in gabbia.” Questa immagine guida l’intero spettacolo: una vita vissuta ai margini, in cerca di libertà. Sul palco prendono vita i quadri più celebri: Campo di girasoli, Notte stellata, Campo di grano con corvi. Un unico elemento scenico rappresenta tomba, tela e gabbia. Il bianco domina, pronto a essere invaso da videomapping e coreografie che trasformano la scena in una grande opera d’arte vivente. I quadri scandiscono i capitoli della narrazione. Il conflitto interno di Van Gogh è espresso dalla dualità tra suoni mentali e reali. La mente contraddice il corpo, il silenzio interrompe il grido. Luci e colori sono la voce emotiva dello spettacolo: giallo per la speranza, blu per la depressione, nero come presagio. Le ombre e le silhouette creano flashback e sogni, tra realtà e percezione. Van Gogh è simbolo di chi è inascoltato, incompreso, isolato.

Roma-L’Estate 2026 al Teatro Arena Tor Bella Monaca
Il 9 luglio (ore 21) va in scena ITALIA. Le donne italiane al voto di Bruna Braidotti. Il voto alle donne in Italia nel ’46 potrebbe essere definito “La rivoluzione della parità”. Anche se raggiunto dopo diversi paesi europei, ha influito significativamente nella scrittura della nostra carta costituzionale e nella affermazione dei diritti delle donne. Il voto delle donne ha aperto il contrastato cammino delle successive conquiste che sono state raggiunte anche in anni recenti e che sono ancora da raggiungere. Per raccontare questa storia di democrazia e riflettere sul controverso e difficile rapporto fra donne e politica fra personale e politico, lo spettacolo segue il filo dei ricordi di una donna battezzata con il nome Italia e della sorella Margherita. Dal fascismo ai giorni nostri, si delinea la storia dell’Italia secondo la particolare visione di una donna del popolo che insieme alla sorella è andata dal Friuli proprio negli anni della guerra a lavorare a Milano come cameriera. Si susseguono nei ricordi e rivivono sulla scena fatti e vicende che coinvolgono le due giovani ragazze friulane fra Milano, dove hanno modo di venire a contatto con i gruppi di difesa delle donne, il lago di Iseo ed il Friuli durante l’occupazione dei tedeschi e la resistenza. Il voto conclude i ricordi di questo passato epico e segna la svolta. Dopo, il mondo è cambiato. Chi raccoglie sorpresa questa testimonianza è la figlia di Italia che, come molte delle generazioni nate nel dopoguerra, non ha ricevuto la memoria della storia dei suoi genitori. Vi è stata generalmente una rimozione, infatti, e si è inceppata la trasmissione di una storia viva, magari studiata a scuola, ma da cui si è mantenuta una distanza emotiva, proprio perché spesso si è voluto dimenticare periodi di sofferenza e di patimento. Si compie quindi fra madre e figlia il recupero di una memoria che ridà senso alla vita di oggi, al significato di democrazia ed alla cittadinanza delle donne, percorso ancora non del tutto compiuto , ma che solo collocato nel suo iter storico può trovare forza ed energie per proseguire.

Roma-L’Estate 2026 al Teatro Arena Tor Bella Monaca
In anteprima nazionale il 9 e 10 luglio appuntamento con LIEVITOMADRE | Variazioni sul mito di Medea di Monica Attianese. Una reinterpretazione urgente e intima del mito di Medea: una dichiarazione artistica concentrata che fonde la furia mitica con il decadimento materico. Lo spettacolo esplora la vita interiore della protagonista attraverso il rituale e attraverso materiali semplici e concreti: pane, farina e acqua. L’estetica combina emozione cruda e rigore formale, creando immagini che appaiono al tempo stesso arcaiche e disturbantemente contemporanee. Una narrazione che affonda le mani nel mito per interrogarsi sul gesto più innominabile: uccidere il proprio figlio. Uno sguardo nell’abisso di Medea per svelare la complessità psicologica dell’infanticidio. In questo viaggio il pane diventa grembo, materia viva, specchio di un amore che si rovescia in distruzione. LievitoMadre è un rito scenico che rivela una sola domanda: da quale fame nasce la violenza? L’esigenza è quella di superare il giudizio morale per entrare nel “fare” fisico della tragedia. In un tempo sospeso, il pane è protagonista, e il suo processo scandisce il tempo narrativo. LievitoMadre punta all’archetipo costruendo un percorso piscologico che parte dal mito per diventare universale, senza tempo. Lo spettacolo invita a guardare quell’abisso da un’altra prospettiva, mettendo in scena il paradosso della creazione: la forza che dà vita è la stessa che può decidere di riprenderla.

Roma-L’Estate 2026 al Teatro Arena Tor Bella Monaca
Il 10 luglio è la volta de I CAVALIERI con la regia di Cinzia Maccagnano. I Cavalieri di Aristofane, commedia rappresentata nel 424 a. C. è una feroce critica alla classe politica ateniese e alla sua degenerazione demagogica. Durante la guerra del Peloponneso, Atene è governata da un demagogo arrogante e vigliacco che asseconda i peggiori istinti e la credulità del popolo. Liberare il paese da questo individuo è il fulcro su cui è costruita la vicenda e il compito assegnato all’azione comica. Ma per scalzare un farabutto ne serve uno peggiore. La Bottega del Pane, dopo il successo ottenuto Le Rane e Gli Uccelli, riporta in scena la commedia aristofanesca. L’allestimento, affidato alla regia di Cinzia Maccagnano, sceglie un taglio surreale e una comicità marcata: le situazioni, i ritmi serrati dei dialoghi, il gioco precisissimo del movimento dei personaggi/attori, con e senza maschera; e un coro di cavalieri-fantocci di un circo sgangherato, rivelano una società (e un’umanità) passata e presente, appesa a dei fili sottili, rappresentando gli scontri e tutti i livelli di demagogia che l’autore vuole “smascherare” nella sua commedia.

Roma-L’Estate 2026 al Teatro Arena Tor Bella Monaca
Enrico Montesano sarà poi protagonista, l’11 e 12 luglio, di 80 VOGLIA DI STARE CON VOI. Uno spettacolo che alterna comicità, riflessione e momenti di puro gioco teatrale, costruiti nel dialogo diretto con il pubblico. Una grande scritta luminosa riempie il palco. Accanto ad Enrico Montesano un discreto maggiordomo, una sorta di coscienza scenica, invita l’attore a riequilibrare i momenti schiettamente comici con momenti di” alto teatro”. Ciò avviene inaspettatamente e piacevolmente attraverso letture tratte da libri e passaggi più riflessivi. Da questo contrasto nasce un gioco continuo tra leggerezza e profondità. Lo spettacolo diventa anche un viaggio nella memoria del varietà televisivo. Montesano riporta in scena i personaggi che hanno segnato il suo percorso negli anni della televisione italiana, figure amate dal pubblico che tornano sul palco con la stessa energia ironica di allora. Una giocosa riflessione sulla lingua italiana, sempre più invasa da termini inglesi, offrirà a Montesano la possibilità di interrogare il pubblico invitandolo a tradurre gli slang entrati nella comunicazione contemporanea, con l’equivalente italiano. Dal Boom allo Sboom è il momento che dedica alla politica e alla storia recente del nostro Paese: attraverso imitazioni e caricature di governanti e oppositori l’attore ripercorre alcune stagioni della vita pubblica italiana, trasformando la satira in uno degli elementi centrali del racconto scenico.
“Ottanta voglia di stare con voi e. Di dire la mia! ” è uno spettacolo che alterna comicità, memoria e osservazione del presente, confermando ancora una volta la capacità di Enrico Montesano di usare il teatro come spazio necessario e vitale che trae linfa nell’incontro diretto con la platea, tra risate, ricordi e riflessioni condivise.
Infine, sempre l’11 e 12 luglio, appuntamento con LA LOCANDIERA, LO CHEF E GLI ALTRI con la regia di Filippo D’Alessio. Un Goldoni contemporaneo dove la maschera non copre più i volti ma le solitudini, e dove ridere è l’unico modo per non piangere sulla commedia dell’esistere. Nella locanda di Mirandolina si sfidano a colpi di regali e mance due clienti facoltosi: Forlipopoli, venditore di auto usate convinto di essere irresistibile, e Albafiorita, ricco azionista che sventola banconote come fossero fazzoletti. Entrambi sono perdutamente innamorati della locandiera, ma lei ha altri piani. Arriva Ripafratta, celebre chef televisivo misogino che disprezza le donne e non perde occasione per ricordarlo. La sfida è lanciata: Mirandolina riuscirà a far capitolare proprio lui? Tra lenzuola di satin pettinato, whisky a fiumi, una zuppa di gatto “sublime” e una notte di follie culinarie, lo chef finirà “infarinato, impanato e fritto”. Ma al mattino, quando tutti e tre gli spasimanti credono di aver conquistato il suo cuore, la locandiera li manda tutti a quel paese. L’unico che resta? Fabrizio, l’inserviente rumeno che sopporta da sempre i capricci dei clienti e conosce il vero volto di Mirandolina. Un Goldoni contemporaneo dove a vincere è chi sa ridere di tutto, anche dell’amore.
| Teatro Tor Bella Monaca – Teatro Arena Tor Bella Monaca
Via Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti raggiungibile con Metro C o Linea Bus 20 Per informazioni e prenotazioni: Botteghino: dal martedì alla domenica dalle 10,30 alle 21,30 BIGLIETTI |
Roma, 2 luglio 2026 –