Castelnuovo di Farfa (RI)-Piccole Storie dal Campo Profughi GRANICA- “Dicembre 1958 L’odissea di 70 profughi che vogliono lasciare l’Italia.”

Biblioteca DEA SABINA

Piaggio Valmara
Piaggio Valmara

Castelnuovo di Farfa (RI)-Piccole Storie dal Campo Profughi GRANICA-

“Dicembre 1958 L’odissea di 70 profughi che vogliono lasciare l’Italia.”

Castelnuovo di Farfa (Rieti) - Campo Profughi FARFA SABINA- Loc. Granica-foto 2011
Castelnuovo di Farfa (Rieti) -Campo Profughi -Loc. Granica-

Castelnuovo di Farfa-Dicembre 1958-”L’odissea di 70 profughi che vogliono lasciare l’Italia Sono ungheresi e cecoslovacchi e desiderano riparare in Svizzera. Le autorità elvetiche ne hanno però respinti 22 come “indesiderabili.

– Piaggio Valmara, 22 dicembre 1958. Settanta profughi ungheresi e cecoslovacchi sono i protagonisti di una penosa vicenda accaduta in questi giorni al confine tra l’Italia e la Svizzera. Essi, in più scaglioni, tra il 4 e il 14 dicembre avevano attraversato il confine a Piaggio Valmara sulla sponda nord-occidentale del Lago Maggiore, diretti in Svizzera. Si trattava di diciannove adulti e cinquantuno tra ragazzi e bambini. Erano stati ospiti e provenivano dal campo profughi di Farfa Sabina provincia di Rieti. Erano poi riusciti a procurarsi vecchie automobili e qualche roulotte. Muniti di tutti i documenti, sia personali che dei veicoli, si erano presentati a più riprese al posto di frontiera di Piaggio Valmara. La sera del 14 dicembre tutti i settanta profughi si trovavano in territorio elvetico. Due giorni dopo, ahimè, un funzionario della polizia svizzera ne accompagnò ventidue, fra grandi e piccini, allo stesso posto di confine “ perché ritornassero donde erano venuti “. Le autorità Italiane li fecero salire sui camion e li rimandarono verso il confine elvetico, ma anche questa volta i gendarmi svizzeri sbarrarono il passo agli automezzi. Il giorno 17 il commissario di frontiera italiano, non si sa se in veste ufficiale o a titolo personale, andò a parlamentare con le autorità federali. Gli fu comunicato allora che i “22 profughi” rispediti in Italia, erano considerati “indesiderati “ e che anche gli altri 48, già sul suolo svizzero, avrebbero avuto la stessa sorte e, quindi, riaccompagnati al confine. Il commissario di Pubblica Sicurezza italiano mise allora le mani avanti dicendo che :” Per quelli che erano già rientrati in territorio italiano poteva andar bene, ma per gli altri non li avrebbe accolti se non avere prima sentito le autorità italiane. Perciò la questione fu affrontata dai ministeri degli Esteri del due Paesi.

P.S.

Theodor Veiter:”Che cos’è una migrazione forzata?-Colui che non fuggendo dalla propria terra si troverebbe esposto a persecuzioni di natura personale, politica, etnica, religiosa o economica, o verrebbe costretto a vivere in un regime che lo rende senza patria nella propria patria di origine, non compie volontariamente la scelta dell’emigrazione”.

 

Ricerca Storica Campi profughi in Sabina-A cura di Franco Leggeri-

-Piccole Storie dal Campo Profughi Farfa Sabina-

 

Bibliografia- Ricerca in Archivi e Biblioteche varie.

L’ordine pp. 88-89,225-L’Italia Libera del 25 settembre 1943.D.Sensi, “pagine partigiane”, in Corriere Sabino del 15 aprile del 1945. G.Allara, “ Dopo Anziao: la battaglia del Monte Tancia”, in Aa.Vv., La guerra partigiana in Italia, Edizioni Civitas, Roma 1984, pp.66 e 67. Musu-Polito, Roma ribelle, pp. 114-115. Bentivegna-De Simone, Operazione via Rasella…., pp 89-90., Roma e Lazio 1930-1950.., pp.542,545. Piscitelli, Storia della Resistenza.., pp.325,326,327.Giuseppe Mogavero- La resistenza a Roma-1943-1945-Massari Editore.