Roma-Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’alba di un museo-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Roma-Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’alba di un museo-
Roma-La mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’alba di un museo ripercorre la stagione 1911–1925, quando – a partire dalla Mostre retrospettive del 1911, organizzata per il Cinquantenario dell’Unità d’Italia proprio nel Castello – prese corpo il progetto che trasformò il monumento in museo: una stagione cruciale, in cui il “sogno di un museo” divenne realtà. Il percorso vuole essere un omaggio a quell’esperienza, riunendo dipinti, sculture, rilievi, armi, acquerelli, stampe già esposti allora e oggi conservati in diversi musei e istituzioni italiane, accanto a materiali di Castel Sant’Angelo – in gran parte provenienti dai depositi – che costituirono il nucleo originario della collezione. Le opere dialogano con fotografie d’epoca degli allestimenti, che ne restituiscono il contesto e il significato.

Informazioni Evento
Luogo
Lungotevere Castello 50, Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal 22/09/2025 al 15/02/2026
Vernissage
22/09/2025
ore 10 su invito
Generi
documentaria

Roma-Castel Sant’Angelo-Cenni storici
Situato a pochi passi dalla Basilica di San Pietro in Vaticano, all’altra estremità di Ponte Sant’Angelo, si erge imponente il Mausoleo di Adriano, conosciuto anche con il nome di Castel Sant’Angelo, un edificio unico nel suo genere perché può essere considerato, allo stesso tempo, monumento, area archeologica e museo.
La storia di Castel Sant’Angelo, infatti, percepibile e stratificatasi nei secoli in ogni suo angolo, ha reso il monumento un vero e proprio “museo di se stesso” che custodisce, però, al suo interno, numerose ed eterogenee collezioni, acquisite in diversi momenti storici, che hanno arricchito un percorso di visita già notevolmente suggestivo.
Il Mausoleo divenne sede museale nel 1925, per ospitare collezioni di arte e storia riconducibili a tre nuclei principali costituiti dalle vestigia romane del mausoleo imperiale, dal castello fortificato e dagli appartamenti papali.
Il museo vanta, poi, svariate collezioni di sculture, dipinti, reperti marmorei, armi, mobili e oggetti di varia provenienza, in parte recuperati nello scavo della rampa elicoidale del mausoleo, in parte ceduti dal Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano e dal disciolto Museo Artistico Industriale, in parte acquisito sul mercato antiquario e a seguito delle mostre allestite per celebrare l’Esposizione Universale del 1911. Conserva, inoltre, cimeli dell’Esercito Italiano.
In alcuni periodi dell’anno è possibile percorrere il famoso Passetto o er Corridore (il Corridoio), di Borgo: un passaggio sopraelevato e fortificato che collega il Vaticano con Castel Sant’Angelo, passando sulle Mura Vaticane. In caso di necessità, il Papa poteva passare dai Palazzi Vaticani al Castello ed allo stesso tempo avere un bastione che permettesse un miglior controllo del Rione.
L’importanza strategica del Passetto emerse maggiormente nei periodi più oscuri e dolorosi per Roma e per la Chiesa stessa. Infatti di esso si servì Alessandro VI Borgia quando nell’anno 1494 lo percorse per trovare rifugio nel Castello durante l’invasione di Roma ad opera delle milizie di Carlo VIII di Francia. Nel 1527, poi il Passetto fu utilizzato come via di fuga anche dal pontefice Clemente VII Medici (1523-1534) che si rifugiò a Castello durante il Sacco di Roma perpetrato dai Lanzichenecchi di Carlo VIII. E’ questa l’ultima grande impresa legata al Passetto, che con la fine del Cinquecento vede tramontare la sua funzione difensiva.
CURIOSITA’ Nel 1527 Papa Clemente VII si lasciò crescere la barba in segno di lutto per la sciagura che stava colpendo Roma; si dice però che in realtà il suo intento fosse quello di rendersi irriconoscibile per un’eventuale fuga. Dopo di lui fino a Paolo V tutti i papi portarono la barba.
