Poesie di Alberto Toni-Biblioteca DEA SABINA

Biblioteca DEA SABINA

Poesie di Alberto Toni-

Poeta di vocazione universale,Alberto Toni ha sempre lasciato filtrare nei suoi versi, forse perché così a lungo minato dal male, il sentimento di un’ineluttabile distanza dalle cose del mondo. Come lirico sprigionava nella scrittura curatissima e sorvegliata una semantica diffusa di tradizione italiana novecentesca (laureato con una tesi su Sandro Penna)

Alberto Toni Insegnante, critico letterario, traduttore, romanziere e drammaturgo

 

CIELO D’ESTATE

(Alberto Toni)

Avrò tempo nella vita di specchi

vicina al silenzio.

Ma è nel cielo d’estate che ho sperato,

linea del mio ultimo abbraccio.

Avrò per me il giorno, la rosa

in un soffio di vento.

 

VIVO COSÌ

Vivo così: d’attesa,

spergiurando su cosa mai può essere:

cuculo, tortora d’attesa.

Oscilla il lume,

la calda mano degli altri.

 

 

SE MI CHIEDI COME FARE

Se mi chiedi come fare io ti rispondo

che è dentro la luce del giorno

l’erba fresca

per un momento di vita.

L’oasi che nel dubbio

rivela la gemma.

La passione è più forte

e nell’arte di navigare

per pura necessità

decidiamo l’ora, il punto preciso.

 

 

CONFORTO DELLA TERRA

Mi dà conforto la terra.

Non l’abitare, un margine, senza confine preciso,

ma la salute del suolo amico,

tenerci il piede, l’abc dei giorni futuri.

Un dato, un segno raschiato a fondo,

parlarci, come parlo a volte con te,

consumarci i pasti febbrili,

tutti i possibili attraversamenti

e tutte le stagioni.

Alberto Toni (Roma, 1954 – Roma, 2019). Insegnante, critico letterario, traduttore, romanziere e drammaturgo attivo dagli anni ’80, il versatile autore romano ha collaborato alle pagine culturali di Paese Sera ed ha vinto con la raccolta di liriche ‘Liturgia delle ore’ il Premio Internazionale Eugenio Montale.

A proposito della sua complessa scrittura poetica, chiarisce il narratore Eraldo Affinati: “Poeta di vocazione universale, ha sempre lasciato filtrare nei suoi versi, forse perché così a lungo minato dal male, il sentimento di un’ineluttabile distanza dalle cose del mondo. Come lirico sprigionava nella scrittura curatissima e sorvegliata una semantica diffusa di tradizione italiana novecentesca (laureato con una tesi su Sandro Penna) con echi e assonanze difficili da fermare una volta per tutte.”

Lui stesso, così illustrava il suo approccio creativo: “La mia poesia parte sempre da un dato reale, che poi diventa percorso mentale, astratto, senza però perdere le coordinate. Da una cosa ne nasce un’altra, magari lontanissima.”

Ribadisce il critico Luca Pizzolitto: “La parola poetica di Alberto Toni è una parola verticale che si immerge nelle profondità della vita, del dolore, dell’abisso umano, per poi tornare alla luce con il suo inesauribile canto. È una poesia intrisa di una forte religiosità laica, che scandaglia il tempo, gli accadimenti, trascendendoli in un fare poesia che si manifesta in stupore, superamento stesso dei confini e dei limiti imposti dalla nuda realtà delle cose.”

©foto di Dino Ignani