Marie Takvam Poesie

Marie Takvam
Marie Takvam

 

Marie Takvam

Devi essere arrivato in città!
Lo vedo chiaramente.
Tutte le case mi stanno sorridendo.
Hanno capito che ti amo.
Devi essere arrivato in città!
Lo vedo dagli alberi del parco.
Hanno foglie vibranti,
ricevono baci dal sole e dal vento.
Devi essere arrivato in città!
Perciò
questa gioia incredibile
dalla luce e dall’aria
dalle barche a vela nella brezza.
Tutto è diverso oggi.
Quel che ieri era una lunga serie di case grigie
oggi è dipinta di oro e porpora
dal tramonto del sole.
Quella che ieri era gente qualunque
che andava al bus o all’auto
oggi sono persone
con una vita dentro.
Ciò che ieri era traffico e frastuono
oggi è il battito del cuore della città,
quello grande che fa muovere tutto!
In breve: Tu devi essere arrivato in città!

A una donna che ama

[da “Cadere e rialzarsi” – 1980]

No, non dubitare mai della forza dell’amore!

Anche oggi ha reso una persona più bella:

te stessa.

MARIE TAKVAM

(trad. Annalisa Maurantonio)

 La vecchia disse:

[da “Città satellite invecchiata” – 1987]

Nessuna mano mi sfiora.

Nessuno sguardo si illumina per me.

Nessuna bocca si avvicina alla mia.

Nessuna parola ardente

danza nelle mie orecchie

e tempra

e riscalda il mio cuore.

 

Ora sono sola con il bosco

e con i fiori,

mi avvicino alla terra

giorno dopo giorno.

[Marie Takvam]

© trad. Annalisa Maurantonio

[da “Segnale” – 1959]

Ora ho visto il tuo volto

per la prima volta dopo giorni e notti

lo vedo chiaramente alla luce del giorno

le mie unghie hanno segnato profondamente la tua fronte

la vedo alla luce del giorno – la verità

Sei lo stesso? Chi sei?

Sempre ancora e ancora e ancora ho detto:

Per la prima volta ora so chi tu sia

Per la prima volta ora ho intravisto un barlume

Il volto dell’uomo, dell’anima che mi è cara!

(Marie Takvam)

© trad. Annalisa Maurantonio

 

 

Marie Takvam nasce il 6 dicembre del 1926 a Tranby. Le notizie biografiche su Marie Takvam sono piuttosto scarse,  sebbene le sue poesie tradiscano molti aspetti della sua personalità. La critica, infatti, considera la sua poesia privata e autobiografica. Non si può negare che c’è sempre qualcosa di autobiografico nel lavoro di un artista, dal poeta allo scultore, al musicista.

L’autrice scrive in nynorsk.

Negli anni ’70 fu la protagonista nel film di Vibeke Løkkeberg “Åpenbaringen – Rivelazione”. Takvam ha scritto anche numerosi libri per l’infanzia.

Cresciuta a Sunnmøre, si trasferì giovane a Oslo. Debuttò nel 1952 e da allora ha prodotto una serie di raccolte poetiche e di romanzi. Comincia a scrivere seguendo una linea poetica legata ancora alla tradizione, ma in seguito le sue raccolte di poesie si fanno sempre più ricche di spunti modernisti, con frasi brevi ed enigmatiche, immagini fantastiche, ma piene di vita, sensualità, sensibilità, emozione, carnalità, passione, intelligenza, ironia ed eleganza. Un mondo poetico fatto di contrasti e ritmi vivaci come la vita che Takvam racconta in rima.

Fin dal debutto nel 1952, i libri di Marie Takvam, senza eccezione, sono stati considerati biografici e intimisti. Con la raccolta di poesie del debutto “Dåp under sju stjerner – Battesimo sotto sette stelle”, si viene a conoscenza già della struttura della lirica della scrittrice in prospettiva delle sue successive raccolte. C’è l’amore, la dissoluzione, l’anelito metafisico, l’identificazione con le persone che soffrono. Paal Brekke, in una sua recensione, ammise di essere stato felice di aver letto quel libro. Scrisse che Marie Takvam «è una persona ricca, assolutamente giovane che anche in questi giorni osa credere nella vita». Nel 1952 Marie Takvam aveva 25 anni e Paal Brekke 29, quattro anni in più rispetto a quella “persona assolutamente giovane” fanno sì che Brekke si esprimi in modo così paterno nei confronti dell’esordiente scrittrice.

[…] Leggere la poesia di Takvam negli anni ‘50 in relazione agli avvenimenti contemporanei è come mettere benzina su un fuoco addormentato. Senza mettere in dubbio le qualità liriche di altri scrittori, si può ben dire che la poesia di Takvam è molto più incentrata sul “desiderio” di quella di Hagerup e Halldis Moren Vesaas; le poesie contengono molto più sarcasmo di quanto se ne possa trovare in Erling Christie e André Bjerke. Nel temperamento c’è solo Gunvor Hofmo che supera Takvam, ma le due scrittrici sono ben lontane dall’essere confrontate: tutti i più importanti giudizi di Hofmo sono di tipo metafisico, mentre quelli di Takvam appartengono al dramma della storia e del tempo.

Le poesie in prima persona di Takvam non escludono il fatto che, oggi, la sua eredità spirituale e la sua umanità siano un patrimonio comune condiviso con ogni lettore. Nell’Io narrante di Takvam chiunque può sentirsi libero di identificarvisi e con maggior convinzione quando una poesia comincia così: «Io …»

Bibliografia:

“Dåp under syv stjerner – Battesimo sotto 7 stelle” (Poesia – 1952)

“Syngande kjelder  – Sorgenti canore” (Poesia – 1954)

“Signal – Segnale” (Poesia – 1959)

“Maria og Katten i Venezia – Maria e il gatto di Venezia” (Libro per l’infanzia – 1960)

“Merke etter liv – Attento alla vita“ (poesia – 1962)

“Mosaikk i lys – Mosaico in luce” (Poesia – 1965)

“Idun” (Dramma teatrale – 1966)

“Brød og tran – Pane e olio di fegato di merluzzo” (Poesia – 1969)

“Auger, hender – Occhi, mani” (Poesia – 1975)

“Dansaren – Il Ballerino” (Romanzo – 1975)

“Dikt i utval – Raccolta di poesie” (1976)

“Falle og reise seg att – Cadere e rialzarsi” (Poesia 1980)

Breve fra Alexandra – Lettere da Alessandria (Romanzo – 1981)

Aldrande drabantbly – Matita  (Poesia – 1987)

Rognebær – Sorbo (Poesia – 1990)

“Dikt i samling – Raccolta di poesie” (poesia – 1997)