Marietta Salvo – Poesie “VASCELLO FANTASMA” -Giulio Perrone Editore – Roma

Biblioteca DEA SABINA

Marietta Salvo
Marietta Salvo

Marietta Salvo – Poesie “VASCELLO FANTASMA” –

Giulio Perrone Editore – Roma

 

DESCRIZIONE

È il morso dell’assenza che dilania i versi di Vascello fantasma, il ricordo delle persone e dei luoghi perduti aleggia resistente, riverbera in tutto il corpo. A lui simmetrici, ci sono i luoghi immersi in una visionarietà unica. La città dello Stretto, la Città di Sabbia, si staglia espandendo la sua storia reale o narrata dalle voci familiari e dalle leggende dei cantori. I flussi, le invasioni, i saccheggi, gli attraversamenti violenti che ne hanno determinato le strade e le sponde, tanto della città quanto del corpo con la sua memoria e i suoi sogni; l’autrice rivisita con i colori e gli odori questa commistione di eventi, mischiando i flussi vecchi e nuovi, i vecchi e nuovi imbarbarimenti, le invasioni reali e immaginifiche. La lingua, le parole e le sensazioni sono quelle della corporeità, tanto fisica e immediata quanto lirica, che trova forma e potenza in una ricerca linguistica che si incarna nella tradizione come nello slancio originale. La sperimentazione del verso e la promiscuità dei suoni di Marietta Salvo riportano sempre al corpo, carne e sangue, e al dolore, generato dall’assenza del corpo stesso. Le ossessioni si intrecciano ai sentieri percorsi e la Città di Sabbia, lingua stretta tra le colline e i due mari, è un territorio vacillante dove i sentimenti devono farsi strada tra fantasmi e relitti e che “lega il dolore a un palo / come fosse un sogno”

Le stelle procedono

Le stelle procedono a piccoli passi nell’incanto mattino.
Mi trovo
al centro infuocato

di questo pianeta (fu notte).
Alluno
improvvisa
in un corpo – (succhiai sangue e riebbi

la vita) –. Non so farne che fagotti però

in cerca della fenice – del ritrovarsi ancor in questa selva oscura –

e di bruto e dell’uomo che uccise e il motivo del bruteggio di bruto.

– La notte ha dita di cera (poi) –

E di nuovo cerco i corpi col dentro d’eterno.

 

Mi disse

Mi disse di comprare lowry
quando ancora non si usava
sotto il vulcano è splendente aggiungeva
magra la mano
di una bellezza procace il gesto
con uno sfrenato lampo lampante che divampa al posto della pupilla.
Era genio sfogliatezza di fiore.
Misurò il tempo giusto fino al prossimo maggio. Andò a saltelli col fiatone e rifiutò le pause boicottando gli ordini
del caposquadra.

***

Noi tornammo dal sentiero – gli ultimi quattro o cinque –.

Fu cosa penosa vedere l’ampia sala buia

e pensare alla corteccia che si apre e cola acqua

Racconti di mare

Templi vuoti si aggrappavano a dei. Troneggiava preghiera.
C’era nell’aria foresta gialla. Come gatto. Una donna schiacciava con sassi

magre pompe che sorbivano acqua. Ombra sola – lampioni al mercurio – flaveggiava come fosse foglietta
nel vento.

Si racconta come piedi non ebbe ma prudenti piumelle e lische
di pesce straniero.
La guardava da brusca collina.

Poi mai seppe se fosse sirena o uccello spiumato
o un notturno gabbiano che si andò

a incastonare
tra due vele rigonfie in tartàna.

Compagna di stanza

Pur avendo io allora soltanto trentanni
o di meno o di più
la morte diventò compagna di stanza.
Ne avevo trovato traccia e ogni giorno ne aggiungevo. Era comparsa una volta tra di noi sorelle

come un grido di gabbiano affamato – becco aperto – e aveva sganciato una molla. Dopo fu
difficile trovare un posto nel viale con gli alberi. Soleggiato disse mia madre. Sì risposi potrebbe ancora svegliarsi volendo.

Anche volle rosalba che portassimo sempre
fiori. Preferibilmente gialli e bianchi
non volgari per favore – tinte forti –. Nell’andarci molti sempre ne toglieva.
Io pensai di avere una fede e lottai col marmo beige

a schizzetti con gli stucchi di tre chiese col vetro degli occhi di un gesso formoso e languido. Lessi libri di spiriti incrociai le mani a raggiera pagai un ciondolo e lo

[attorcigliai

sul collo due volte. Il problema fu sempre però la gruccia

vuota.

Breve biografia di Marietta Salvo –

Marietta Salvo nasce a Messina nel 1952, è vincitrice per la Poesia del Premio Internazionale di Letteratura “Eugenio Montale” nel 1989. Pubblica con la casa editrice Scheiwiller la silloge poetica Aritmie nel 1989 e nel 1993 esce per Il Girasole Edizioni la raccolta poetica dal titolo L’insano gesto. Nel 1999 esce il volume Il senso del racconto (Perap Edizioni, Palermo). Ha collaborato  negli anni alle pagine culturali de «L’Ora» e della «Gazzetta del Sud».

Marietta Salvo
Marietta Salvo

Rassegna Stampa

The serendipity periodical, Egle Santonocito

Il giornale di Sicilia, Giusi Parisi

Gazzetta del Sud, Redazione

Gazzetta del Sud, Anna Mallamo

La Sicilia, Grazia Calanna

Letterate magazine, Viola Lo Moro

Magma magazine, Alberto Paolo Palumbo

B-hop magazine, Filippo Bocci

The bookish explorer, Stefania Grosso

Normanno, Redazione

L’Estroverso, Grazia Calanna