Alessandro Pizzin- Frank Zappa-Editori Riuniti Roma
Descrizione del libro di Alessandro Pizzin- Frank Zappa- Editori Riuniti-La monografia affronta in modo essenziale la vita artistica e le opere discografiche di Frank Zappa. Il libro analizza tutta la produzione discografica dell’artista, commentando brevemente ogni canzone, presenta un capitolo dedicato alle sue dichiarazioni, la discografia ufficiale e un’appendice che raccoglie i più importanti singoli, 12″ e audiocassette che tra il 1966 e il 1988 hanno costellato la produzione musicale di Frank Zappa.
Legends è una collana dedicata alle leggende della Musica Pop/Rock/Folk/Jazz/Blues.
Ogni monografia affronta in modo essenziale e rigoroso la vita, le opere discografiche e l’eredità artistica dei gruppi o dei singoli musicisti analizzati. Nel suo insieme, Legends diventa una vera e propria enciclopedia che sa trasformarsi in preziosa guida all’ascolto degli album più significativi di ciascun interprete così come in efficace promemoria dei suoi brani più celebri.
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Frank Zappa- Chitarrista e compositore rock (Baltimora 1940 – Hollywood 1993). Fondò nel 1964 il gruppo Mothers of Invention, che in pochi anni allargò trasformandolo in un ensemble elettroacustico. Negli anni Settanta, con formazioni diverse, e fino al 1984 (con una rentrée nel 1988), sviluppò fino alle estreme conseguenze il suo incontro di rock, teatralità e musica colta, per poi dedicarsi soprattutto alla composizione con l’uso di sofisticate tecnologie. Suoi lavori cameristici e sinfonici sono stati eseguiti e registrati da Z. Mehta, P. Boulez, K. Nagano e l’Ensemble Modern. È inoltre autore di varî musical, uno dei quali ebbe una versione cinematografica (200 Motels, 1971).
Descrizione-Questo libro di Roberto Gigliucci prende in esame una tradizione poetica che confluisce e trionfa nella lirica di Montale ma che ha radici lontane, nell’alba della modernità. Si tratta di una poesia che parte dalla realtà, che riscopre il reale nelle sue dimensioni di individualità empirica e imperfezione, per trascenderlo poi in direzione sublimante e metafisica. Una poesia in opposizione quindi alla linea petrarchesca che sfocia nella poesia “pura”. Il cigno di Baudelaire contro il cigno di Mallarmè, per fare due esempi celeberrimi. Il saggio interroga i versi di Montale, ma sempre inserendoli in una storia precedente di lunga durata, secondo una metodologia che preferisce non schiacciare il Novecento su se stesso ma articolarne i sensi e gli strati in retrospettive fondanti.
L’Autore-Roberto Gigliucci(1962) è saggista e scrittore. Ha pubblicato volumi di analisi letteraria di ambito moderno e rinascimentale, edizioni di testi, articoli su riviste specializzate (“Lettere Italiane”, “Giornale Storico della Letteratura Italiana”, “Critica Letteraria” e molte altre); collabora all’ “Indice dei Libri” e alle pagine culturali di “Liberazione”. Insegna Letteratura italiana presso l’Università “La Sapienza” di Roma
Editori Riuniti-Roma
Realismo metafisico e Montale
Autore: Roberto Gigliucci
ISBN13: 9788835959199
Anno pubblicazione: 2007
€18.00
Biografia di Eugenio MONTALE
Eugenio MONTALE
, Poeta italiano (Genova 1896 – Milano 1981). Tra i massimi poeti italiani del Novecento, già dalla prima raccolta (Ossi di seppia, 1925; ed. defin. 1931) fissò i termini di una poetica del negativo in cui il “male di vivere” si esprime attraverso la corrosione dell’Io lirico tradizionale e del suo linguaggio. Questa poetica viene approfondita nelle Occasioni (1939), dove alla riflessione sul male di vivere subentra una ‘poetica dell’oggetto’: il poeta concentra la sua attenzione su oggetti e immagini nitide e ben definite che spesso provengono dal ricordo, tanto da presentarsi come rivelazioni momentanee destinate a svanire. M. ricercò una densità e un’evidenza simbolica del linguaggio, portando a perfezione lo stile alto novecentesco, dove i termini rari o preziosi si adeguano a esprimere l’irripetibile singolarità dell’esperienza.
Vita e opere
Dopo aver seguito studi tecnici, si dedicò per alcuni anni allo studio del canto. Chiamato alle armi (1917-19), prese parte alla prima guerra mondiale come sottotenente di fanteria. Legato ai circoli intellettuali genovesi, dal 1920 ebbe rapporti anche con l’ambiente torinese, collaborando al Baretti di P. Gobetti. Trasferitosi a Firenze (1927), dove frequentò il caffè delle Giubbe Rosse e fu vicino agli intellettuali di Solaria, dal 1929 fu direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux, incarico da cui fu rimosso nel 1938 perché non iscritto al Partito fascista (nel 1925 aveva aderito al Manifesto degli intellettuali antifascisti di B. Croce). Svolse allora un’intensa attività di traduttore, soprattutto dall’inglese (da ricordare il suo contributo all’antologia Americana di E. Vittorini, 1942). Iscritto per breve tempo al Partito d’azione, collaborò con Bonsanti alla fondazione del quindicinale Il Mondo di Firenze (1945-46). Nel 1948 si trasferì a Milano come redattore del Corriere della sera, occupandosi specialmente di critica letteraria (e di quella musicale sul Corriere d’informazione). Importanti riconoscimenti gli giunsero con la nomina a senatore a vita (1967) e il premio Nobel per la letteratura (1975).
Con la sua prima raccolta di poesie (la già citata Ossi di seppia, pubblicata a Torino da Gobetti,) M. fissò i termini, che sarebbero divenuti popolari, di una filosofia scettica e pessimista in cui il “male di vivere” discende infallibilmente dalla inaccessibilità di ogni trascendenza. Nelle due raccolte successive che probabilmente costituiscono il risultato più alto della poesia di M. (Le occasioni, il cui primo nucleo è costituito da La casa dei doganieri e altri versi, 1932; La bufera e altro, 1956, che include anche i versi di Finisterre, 1943), a un approfondirsi della crisi personale, cui non furono estranei i drammatici avvenimenti dell’epoca, corrispondeva la ricerca di una densità simbolica e di un’evidenza nuove del linguaggio, con la rinuncia a quanto di impressionistico e ingenuamente comunicativo sopravviveva negli Ossi (nei loro modi di ascendenza pascoliana-crepuscolare, e vociana-ligure secondo la linea Sbarbaro-Roccatagliata Ceccardi) e con il coraggioso riconoscimento della inevitabile parzialità della rappresentazione e della inaccessibile privatezza dei referenti.
Prendeva forma così quella peculiare interpretazione montaliana della lezione simbolista (per la quale si è parlato di “correlativo oggettivo” e il suo nome è stato accostato a quello di Th. S. Eliot), che è altresì all’origine dello stile illustre novecentesco proprio da M. portato a perfezione: una sorta di classicismo virtuale, in cui il poeta riesce a fornire un equivalente (e non un’imitazione) delle forme chiuse e della precisa definizione dell’enunciato, proprie della tradizione, e a far convivere l’aulico e il prosaico in un processo di scambio delle rispettive funzioni, dove i termini rari o preziosi naturalmente si adeguano a esprimere l’irripetibile singolarità dell’esperienza così come le parole del linguaggio quotidiano e “parlato” si caricano di un più inquieto rapporto con le semplici cose da esse designate. L’ultimo tempo della poesia montaliana, inaspettatamente fecondo e cordiale, prende l’avvio da Satura (1971), in cui confluiscono anche, con altre successive, le liriche del volumetto Xenia (1966), scritte per la morte della moglie Drusilla Tanzi, e prosegue, come un’ininterrotta rivelazione, attraverso Diario del ’71 e del ’72 (1973), Quaderno di quattro anni (1977) e Altri versi (1981), una raccolta quest’ultima già anticipata nell’ed. critica complessiva, L’opera in versi (a cura di M. Bettarini e G. Contini, 1980), che comprende anche il Quaderno di traduzioni (1948; ed. accr. 1975), con versioni poetiche da Shakespeare, Hopkins, Joyce, Eliot, ecc., e offre una sezione di Poesie disperse edite e inedite.
Ma proprio la finale correzione di tiro compiuta da M., con l’esplicitezza dei riferimenti alla società contemporanea, la passione militante delle prese di posizione e l’ammirevole stile colloquiale degli ultimi libri, autorizza una lettura unitaria di tutto il suo percorso, evidenziandone, sia pure in una sorta di esagerazione didattica, l’aspirazione di fondo a far uscire la poesia fuori di sé, nella direzione di una ritrovata pertinenza e concretezza. Alla sua lunga attività pubblicistica e giornalistica si devono gli altri libri di M.: dai “bozzetti, elzevirini, culs-de-lampe” riuniti sotto il titolo Farfalla di Dinard (1956; edd. accr. 1960 e 1969) alle prose di viaggio di Fuori di casa (1969), dalle prose saggistiche di Auto da fé (1966) e di Nel nostro tempo (1972) a quelle riunite in Sulla poesia (1976). Accanto al critico letterario, cui si deve fra l’altro il “lancio” italiano di Svevo (sulla rivistaL’esame, 1925), va ricordato il critico musicale di Prime alla Scala (1981). Postumi sono apparsi un volume Sulla prosa (1982), le note del Quaderno genovese (1983), risalenti al 1917, il Diario postumo, prima parte: 30 poesie (1991), a cura di A. Cima. Dell’epistolario si hanno edd. parziali, tra cui quella del carteggio con Svevo (1976); dei Mottetti, che costituiscono la 2ª parte delle Occasioni, D. Isella ha curato un’ed. separata con commento (1980); una Concordanza di tutte le poesie di E. M. è stata pubblicata da G. Savoca (2 voll., 1987).
Adriano Ossicini- Un’isola sul Tevere. Il fascismo al di là del ponte- Editori Riuniti Roma-
Descrizione del libro di Adriano Ossicini-1937-1947, dieci anni fondamentali della nostra storia riproposti insieme alla straordinaria esperienza di un giovane antifascista, studente di medicina, nell’ospedale Fatebenefratelli, in un’isola sul Tevere che diviene, via via, un’isola emblematica di libertà e di antifascismo. L’affermazione e la crisi del regime, i rapporti fra la Chiesa e lo Stato fascista, la «campagna razziale», il carcere, la guerra, la Resistenza, il ritorno alla democrazia e insieme iniziative e ricerche di avanguardia nel campo clinico, assistenziale e sociale sono rivissuti attraverso storie autobiografiche e nei colloqui con personaggi determinanti per la nostra storia come i fratelli Amendola, Bonaiuti, Murri, papa Pacelli, De Gasperi, Miglioli, Spataro, Togliatti, Parri; i cardinali Montini, Tardini e Ottaviani, don Giuseppe De Luca, padre Bozzetti uomini di scienza e di cultura come Gentile, Calogero, Musatti, Cerletti, Perrotti… L’autore, diventato uno dei piú autorevoli protagonisti nel nostro paese in campo scientifico e politico, riporta, infine, alla luce documenti inediti di grande interesse.
INDICE
17 – Una rischiosa polemica su Tucidide e il fascismo
p. 27 – Un’isola “della salute” sul Tevere
p. 35 – Il fiume sotto il letto. L’inizio di una lunga “avventura” in uno “straordinario ospedale”
p. 47 – Il medico di fronte alla “condizione umana”
p. 53 – Una lezione di vita da un operaio trockista
p. 63 – La sofferta ribellione di un parlamentare clerico-fascista
p. 78 – La vita nell’ospedale di fronte all’esperienza della guerra e all’inizio della campagna razziale
p. 93 – Il mio primo incontro con De Gasperi
p. 105 – I difficili incontri con Giovanni Gentile e Agostino Gemelli e un angoscioso “congedo”
p. 123 – Un ospedale singolare crocevia di pazienti politici, di speranze e di esperienze drammatiche
p. 134 – Davanti al sacrificio della Polonia e alla caduta di Parigi. L’Italia in guerra!
p. 145 – Studio, ospedale e politica, un equilibrio difficile. L’incontro con Franco Rodano e i primi arresti
p. 161 – “La svolta del 1942”. La guerra cambia e il cerchio si stringe
p. 175 – L’esperienza del carcere
p. 202 – La caduta del fascismo
p. 219 – La Resistenza a Roma
p. 255 – La liberazione di Roma: ricomincia la vita “legale”
p. 272 – Una difficile esperienza politica e una felice esperienza clinica
p. 302 – Polemica fine di una coraggiosa testimonianza. La sinistra cristiana si scioglie
p. 332 – Una lettera del papa, uno scontro con Togliatti e un incontro con De Gasperi. Addio all’Isola
p. 361 – Indice dei nomi-
Breve Biografia di Adriano Ossiciniemerito di psicologia generale presso l’università La Sapienza di Roma è primario emerito del Centro medico psicopedagogico per la prevenzione e cura dei disturbi psichici da lui fondato nel 1947 insieme a Giovanni Bollea. Porta il suo nome la legge che riconosce la professione di psicologo. Membro per sette legislature del gruppo della Sinistra indipendente al Senato, di cui è stato vicepresidente per due legislature, ministro della Famiglia e della Solidarietà sociale. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Adriano Ossicini
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Adriano Ossicini
Adriano Ossicini-Psichiatra, partigiano e uomo politico italiano (Roma 1920 – ivi 2019). Volontario al Fatebenefratelli di Roma, dove si è adoperato per salvare decine di ebrei rifugiatisi nell’ospedale per sfuggire ai rastrellamenti nel Ghetto, impegnato fin da giovane nell’ambito del cattolicesimo sociale, è stato cofondatore del Movimento dei cattolici comunisti e al comando di formazioni partigiane della Sinistra Cristiana. Militante nella Resistenza romana, per il notevole contributo dato alla guerra di Liberazione è stato decorato al valor militare. Consigliere provinciale a Roma, eletto in Senato come indipendente nelle liste del PCI e aderente al gruppo della Sinistra Indipendente, confermato ininterrottamente dal 1968 al 1992, dal 1995 al 1996 ha ricoperto la carica di ministro per la Famiglia e la solidarietà sociale del governo Dini; rieletto in Senato nel 1996 nelle fila di Rinnovamento Italiano, è poi confluito in Democrazia è libertà-La Margherita (2002-2007) e successivamente nel Partito Democratico (2007-19). Psichiatra, O. ha promosso la legge per l’istituzione dell’Ordine degli psicologi, approvata nel 1989, e il primo corso di laurea in psicologia alla Sapienza, dove ha insegnato per oltre trent’anni, fondando inoltre a Roma nel 1947 il primo Centro medico psicopedagogico italiano. Presidente del Comitato nazionale di bioetica dal 1992 al 1994, nel 2009 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Adriano Ossicini –scheda ANPI-Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Nato a Roma il 20 giugno 1920, medico chirurgo e psichiatra, Medaglia d’argento al valor militare, parlamentare.Giovanissimo militante di gruppi antifascisti cattolici, nel 1937 era stato tra i fondatori del Movimento della Sinistra Cristiana, del quale fu segretario. Nello stesso anno Ossicini era stato arrestato e deferito al Tribunale speciale, che lo assolse in istruttoria. Dopo l’armistizio ecco che il giovane, al comando di formazioni partigiane della Sinistra Cristiana, entra nella Resistenza romana. Per il contributo dato alla guerra di Liberazione, è decorato al valor militare e, nel dopoguerra milita nelle file del movimento democratico della Capitale. Come indipendente di sinistra è consigliere provinciale a Roma e tra i più attivi dirigenti del movimento guidato da Ferruccio Parri. Eletto per la prima volta senatore nel 1968, ha ricoperto l’incarico a Palazzo Madama sino al 1992. Parlamentare per sette Legislature, tra il 1970 e il 1989 il professor Ossicini ha promosso la legge per l’Istituzione dell’Ordine degli psicologi, approvata nel 1989, ed ha presieduto alla Camera dei deputati la Commissione Igiene e Sanità. Presidente del Comitato nazionale di bioetica dal 1992 al 1994, Adriano Ossicini è stato ministro per la famiglia e la solidarietà sociale nel Governo Dini e, nel 2001, è stato tra i fondatori del “Laboratorio per la Polis”, una rete di cultura e formazione all’impegno civile. Nel 2007 ha sostenuto, con Francesco Rutelli, la candidatura di Walter Veltroni a leader del Partito Democratico. Particolarmente impegnato in difesa degli handicappati, Adriano Ossicini è autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Adriano Ossicini
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