Poesie di Rosaria Di Donato -Poetessa romana- Biblioteca DEA SABINA

 

Biblioteca DEA SABINA

Poesie di Rosaria Di Donato -Poetessa romana

Rosaria Di Donato è nata a Roma dove vive. Laureata in filosofia. Ha pubblicato cinque raccolte di  poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, 1991; Sensazioni Cosmiche, Ed. Le Petit Moineau, 1993; Frequenze D’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, 1999; Lustrante D’ Acqua, Ed. Genesi, 2008; Preghiera in Gennaio, Ed. Macabor, 2021.

Rosaria Di Donato -Poetessa romana

Onde stette dalla mattina a nona come rapito *

 

si narra che bernardo si perdesse 

lungamente in dio quasi a cercare

la ragione di sua vita in quell’amore

semplice e immediato che ai puri

si disvela nel segreto dell’anima

come rondine che in alto vola

e mai non ridiscende così egli

per venti trenta giorni l’eterno

contemplava assorto e quieto

in tale meraviglia che non sentiva 

e non vedea cosa alcuna fuori di sé 

 

ma quando si destava era più saggio

con clarità sciogliea dei frati suoi

questioni enigmi e dubbi 

 sovente nella selva francesco

lo seguiva e i due stavano beati 

soavemente estatici in preghiera

 

* Fioretti di San Francesco, cap. XXVIII

 

(Rosaria Di Donato, Preghiera in Gennaio, Macabor 2021, pag.47)

 

_____

 

transumanza

 

stanotte fuggovia dalla città e me ne vado errante in cerca

d’un tratturo antico ove condurre il gregge dei miei sogni

 

stanca dei rumori cittadini di confini e percorsi abituali

tento altre strade per ritrovar me stessa oltre monitor e social

 

abbandonata la cavernacasa inusuali sentieri percorro

e un ristoro profondo e nuovo nell’essenzialità del vivere 

riscopro

migrare a volte è necessità interiore

è lo sguardo che si apre al transito della parola

alla pioggia mattutina alla rugiada al sapore dell’erba 

al chiarore degli astri agli armenti gioiosi

 

schiude il cammino la pianuramare

lussureggianti pascoli orizzonti di luce

 

non sono sola a fianco un poeta con verga d’avellano

il mito dei suoi avi fremente rinnova

 

e meraviglia c’è agitu ideo gudeta guida le sue caprette

e mi sorride lietafelice dei nomi che le ha dato giustiziapace dignitàlibertà

 

siamo pastori dell’essere e ove il viaggio è più aspro più dolce diventa

l’attesa dello scambio di storie dell’aurora ridente 

l’abbaiare dei cani custodisce il mondo

 

c’è un pastore più bello più saggio che guida pecore madri

veste pelli e bisaccia un piccolo otre al collo in braccio smarrito

un agnello è il signore gesù che cammina con noi

stellasguardo dell’armonia celeste su ogni cosa

 

più chiaro ora l’immenso disvela l’eden al gregge

la via del ritorno la via che accomuna le genti 

danzanti al suono di organetti e zampogne

 

c’è un’aria di festa mentre il passo percorre

l’antico tratturo profumato di sole

Rosaria Di Donato -Poetessa romana

Rosaria Di Donato – inediti 

 

er zinale

er zinale compagno de ‘na vita
nun poi buttallo via com’acqua zozza

già da l’asilo lo portamo addòsso
poi crescenno cambia forma

colore ma in millanta lavori
ciaccompagna

sarva l’abbito è quasi na divisa
le mano te ce strusci pe pulille

ce ‘nfili penne forbicette
carammelle attrezzi

tutto quello che vòi
eppuro nun ciavevi mai penzato

er zinale zozzo pulito quadrettato
ricconta a tutti quanti quer che fai

e poi embè lo sai
si vai ar mulino
s’infarina

il grembiule

il grembiule compagno di una vita
non puoi buttarlo via come acqua sporca

già dall’asilo lo indossiamo
poi crescendo cambia forma

colore ma in moltissimi lavori
ci accompagna

protegge l’abito è quasi una divisa
ci strofini le mani per pulirle

ci infili penne e forbicine
caramelle e utensìli

tutto quello che vuoi
eppure non avevi mai pensato

che il grembiule sporco pulito a quadretti
racconta a tutti ciò che fai

e poi beh lo sai
se vai al mulino
s’infarina

 

sbattimano

‘na regazzina gioca accosto a ‘na funtana
er sole ce se specchia e tutto è d’oro

noteno li pesci adacio adacio
lei appozza le manine p’acchiappalli

quelli sguizzeno via sott’a li sassi
pe mettese a riparo da le mano

debbotto li vede comparì ‘ndove la luce
ruzza coll’acqua e er sole e s’arifrette

che luccicore che festa

a più nun posso
la senti sbatte le manine

sott’a quer sole
che intanto è addiventato rosso

applauso

una bambina gioca vicino a una fontana
il sole ci si specchia e tutto è d’oro

nuotano i pesci piano piano
lei immerge le manine per prenderli

quelli guizzano via sotto i sassi
per trovare riparo dalle mani

all’improvviso li vede apparire lì dove la luce
gioca con l’acqua e il sole e si riflette

che luccichio che festa

senza fermarsi
la senti battere le manine

sotto quel sole
che nel frattempo è diventato rosso

 

se pò fà

se pò fà disse la luna
ar sole che sbrilluccicava
io esco de giorno
e tu spunti de notte
così tanto pe cambià
tu ciavrai pe compagne
l’artre stelle e invece io
vedrò le nuvole leggere
piagne cor vento
e li mille colori
de’ l’arcobaleno

j’arispose er sole
tu me stai a propone
un antro turno
‘no scambio der giorno
co la notte pe confonne
le cose de sto monno
embè disse la luna
pò èsse che scambianno
li fattori er risultato
sia tanto sorprennente
da mutà er còre de la gente

si può fare

si può fare disse la luna
al sole che splendeva
io sorgo di giorno
e tu spunti di notte
così tanto per cambiare
tu avrai come compagne
le altre stelle mentre io
vedrò le nuvole leggere
piangere con il vento
e i mille colori
dell’arcobaleno

rispose il sole
tu mi stai proponendo
un altro turno
uno scambio del giorno
con la notte per confondere
le cose di questo mondo
beh disse la luna
può darsi che cambiando
i fattori il risultato
sia così stupefacente
da cambiare il cuore della gente

 

Rosaria Di Donato -Poetessa romana

Rosaria Di Donato è nata a Roma dove vive. Laureata in filosofia. Ha pubblicato cinque raccolte di  poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, 1991; Sensazioni Cosmiche, Ed. Le Petit Moineau, 1993; Frequenze D’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, 1999; Lustrante D’ Acqua, Ed. Genesi, 2008; Preghiera in Gennaio, Ed. Macabor, 2021.“Nel caso di Rosaria Di Donato si può parlare a buon titolo di una scrittura ellittica, capace di descrivere un percorso sempre collocato a distanza costante tra i due fuochi da cui prende origine. E i fuochi sono la materia e lo spirito ovvero, se si preferisce dirlo in versione più dotta, la storia del mondo reale e la metafisica dell’eterno. Non si tratta di una contrapposizione dell’inconciliabile, ma al contrario di una complementarietà unificante. Di Donato declina le forme di contiguità dialettica tra ciò che in noi decade e ciò che in noi resiste all’erosione del tempo. […] La poesia di Rosaria Di Donato unisce insieme una liricità delicata, capace di emozionare per la purezza degli elementi di umanità e di divinità esplorati per eteree allusioni, con una forza espressiva densa che punta alla testimonianza storica e al richiamo crudo della realtà dei fatti, fino a fare emergere una ragione di dialettica e di equilibrio tra le cose dell’anima e quelle del mondo, che proprio nell’uso e nella frequentazione della poesia sono destinate a trovare serena coesistenza e rappacificazione.”

Dalla Prefazione di Sandro Gros-Pietro

Testi tratti da  Rosaria Di Donato, Lustrante d’acqua, Torino, Genesi, 2008:

 

epitaffio per l’undici settembre

 

se la guerra genera altra guerra

chi erediterà il mondo

nessuno nessuno

niente sopravviverà

solo il cielo resterà

immobile a fissare

le macerie

né dolore né grida né odio

solo il nulla

devastante vanità

se la guerra genera altra guerra

chi erediterà il mondo

 

 

****

 

 

hina

 

hina ventisette coltellate

al petto e al volto

chi lo decise

chi imbastì il tranello

caina attende

i folli traditori

caina è qui

non-luogo poetico

è l’inferno del mondo

in cui viviamo

hina ventisette coltellate

al petto e al volto

 

 

 

****

 

 

inquieto sentire

 

costa fatica la poesia

fatica d’essere

fatica d’esistere ogni giorno

rannicchiati alla vita

sospinti dall’inquieto sentire

illuminati da una luce

che altri non vedono

eppure c’è

si mostra

si manifesta

questo filo di parole

questo tessuto di volti

questo tappeto di cose

 

 

****

 

 

il paese oscuro

 

il paese oscuro te lo ritrovi dentro

è un labirinto di pensieri impenetrabili

le numerose cadute non servono

per imparare a districarti

quando nasci è già lì

col tempo vi accendi delle piccole luci

è come un presepe dell’anima con cui convivi

ma non ci sono angeli che annunziano la buona novella

l’aurora ne avvolge i confini

circonda la sua cupa aura ma non la penetra

unica salvezza lasciarlo

abbandonarlo per fabbricare il presente

 

 

****

 

quale gioia

 

quale gioia stamane ha il silenzio

nel profondo torpore del giorno

non vedo contrasti

l’arpa insegue un daino

 

Rosaria Di Donato, Preghiera in Gennaio:

disamina di Flavio Almerighi della poesia “Prima che sia notte” e nota di lettura di Angela Greco

Rosaria Di Donato -Poetessa romana

  prima che sia notte

ancora vorrei qualcosa

qualcosa di mio

qualcosa che irrompa

nel tempo mostrando

un seme nuovo

un germoglio

e non disamore

.

 .

……Otto versi di una semplicità disarmante, perché nuda. L’autrice riesce, senza tedio per il lettore e/o inutili perifrasi, a delineare bene quello che può essere l’animo di ognuno di noi al momento del calar della sera (prima che sia notte). Il timore ancestrale del buio fa parte dell’uomo, fa parte di una condizione esistente fino all’invenzione della corrente elettrica, che ha cambiato non di poco abitudini e stile di vita. L’uomo è rimasto comunque la stessa creatura arboricola e indifesa, piena di istinto di conservazione e che doveva difendersi anche nel buio, che non la proteggeva dai predatori notturni specie felini. Il senso dell’inquieto e dell’incompiuto irrompe e per certi versi spaventa (ancora vorrei qualcosa/qualcosa di mio) un incompiuto e una paura ancestrale che sentono fortemente il bisogno di qualcosa/qualcuno che le giustifichi e le annetta a un versante non propriamente materiale (qualcosa che irrompa/nel tempo mostrando/un seme nuovo) ma più spirituale, e per questo nuovo, perché la vita non è soltanto mancare di rispetto ad altre vite per salvare la propria e darle qualche nuova ora di luce in più. E qui sopraggiunge il valore di una redenzione che può essere individuale, ma anche un valore comune (un seme nuovo/un germoglio). Fino all’esplosione forte, sincera, del verso finale (e non disamore), dove si evoca l’esatto contrario, l’amore che può coprire, salvare da quel buio che tanto velocemente calerà. Amore che non sia soltanto istinto di conservazione del sé e dei propri cuccioli. Insomma, alla sera della vita, se non c’è qualcosa che non sia soltanto contingenza, la vita stessa non ha significato e non ne può assumere, qualsiasi o qualunque sia il valore per dare significato a una vita che non sia solo sopravvivere, ma vivere e possa diventare anche valore comune. Il resto è la guerra per tornare a essere terra. [Flavio Almerighi]

 

(Angela Greco] – Preghiera in Gennaio, la breve e pregnante raccolta di versi di Rosaria Di Donato – scaricabile dal sito neobar.net cliccando Neobar eBooks marzo 2017 – si apre con la lirica Prima che sia notte, di cui la lettura precisa e densa di Flavio Almerighi fornisce anche una chiave d’accesso all’intera opera. La notte, di cui parla la poetessa e che Almerighi mette ben in chiaro, evidenziandola come buio, quindi come assenza di luce, assume immediatamente la valenza di notte dell’anima, quel momento preciso spesso sperimentato da ciascuno di noi, in cui sembra di essere giunti al punto di non ritorno e dinnanzi al quale nessuna cosa umana regge più e dove, per istinto di sopravvivenza, si tende ad affidarsi al metafisico, al trascendentale. E prima che l’uomo giunga a questo abisso, prima che sia notte appunto, Rosaria Di Donato tenta, affidandolo alla parola poetica, un cammino-percorso intimo, spirituale, che possa in qualche modo fungere da bussola al lettore smarrito in questo mondo non più avvezzo alla religione quale componente del vivere. Nelle undici poesie più una dodicesima composizione assimilabile ad una breve prosa poetica, si incontrano personaggi biblici dell’antico e del nuovo testamento, partecipando di una varia umanità sempre con gli occhi rivolti ad una meta finale, che sappia dare compimento finanche alla stessa poesia.

Rosaria Di Donato ha assimilato le storie bibliche e la storia del Cristianesimo, forgiando poesie in cui i protagonisti accompagnano i passi degli uomini e delle donne moderne, raccontano ancora il proprio vissuto, ma con una voce che carezza, che conforta, che ha quasi pietà delle vicende umane. Si fa notare, oltre all’assenza della punteggiatura, l’uso delle minuscole anche per i nomi propri ad indicare non una gerarchia, ma una parità che esalta l’umanità anche dello stesso poeta.

Oltre la veste, riportata in chiusura, è, a parer mio, forse la lirica più coinvolgente per la valenza metaforica espressa fin dal titolo e per la reiterazione del verso “beato chi ha in sorte la tunica”: un invito esplicito ad oltrepassare le apparenze ed un augurio di concreta presenza di Cristo nel quotidiano decretato dalla sorte, appunto (la tunica indossata da Gesù al processo che lo vide poi crocifisso, essendo un tessuto pregiato e di un certo valore, fu assegnata con un tiro di dadi ad uno dei soldati che presenziavano la sede del giudizio).

Rosaria Di Donato con questo piccolo libro elettronico basato su elementi incontrovertibilmente religiosi non compie un tentativo di convincimento sulla sua religione sentita e vissuta, quanto piuttosto offre una possibilità di venire in contatto con un genere poetico antichissimo, la preghiera, che da sempre ha accompagnato quelle notti dell’anima di cui in apertura, lasciando scorgere in filigrana la sua fiducia nell’uomo e nella stessa poesia, come si legge in chiusura:

Torno all’amore dei poeti perché imperituro, eterno, simile a quello divino. Solo che l’amore di Dio, è misericordioso, mentre quello dei poeti è « impietoso »: vero e nudo come il primo uomo nel giardino dell’Eden, l’io lirico si muove tra scabrosità e armonia trovando un ritmo nel  caos. E’ dono la parola annunciata, è legame che forgia il Mondo, che va oltre le cose sconnesse.

. oltre la veste

.

beato chi ha in sorte la tunica

.

con tenere mani la tessé maria

tutta d’un pezzo intrecciando

in silenzio la trama con l’ordito

sopra il telaio curva per giorni

interi e notti a inumidire il filo

con sospiri e lacrime-carezze

che bianca la fecero e splendente

non abito ma anima del figlio

redentore

.

beato chi ha in sorte la tunica

.

senza macchia vestì il cristo

fino all’albero ove spoglio

germogliò nel buio delle pupille

astanti ignare del bene ricevuto

di vita come un fiume nel fluire

di Spirito sgorgato dal costato

aperto a rinnovare il mondo

dal peccato ferito dall’odio

consumato

.

beato chi ha in sorte la tunica

.

che al gioco dei dadi fu affidata

da chi sprezzante non riuscì

a smembrarla né lacerarla

ma intera la vinse senza cuciture

né rammendi come la fedeltà

del cristo che totalmente amò

l’intera umanità per sempre

gesù promessa di liberazione

sangue-effuso per gli ultimi

.

NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE

Rosaria Di Donato -Poetessa romana

Rosaria Di Donato è nata a Roma dove vive. Laureata in filosofia (quadriennale e specialistica), insegna in un liceo classico statale. Ha pubblicato cinque raccolte di poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, Roma 1991; Sensazioni Cosmiche, Ed. Le Petit Moineau, Roma, 1993; Frequenze D’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, Roma 1999; Lustrante D’ Acqua, Ed. Genesi, Torino 2008; Preghiera in Gennaio, Ed. Macabor, Francavilla Marittima (CS) 2021.   Ha partecipato all’antologia Nuovi Salmi a c. di Giacomo Ribaudo e Giovanni Dino, Ed. I Quaderni di CNTN, Palermo 2012. Alcuni suoi testi sono presenti in Voci dai Murazzi 2013, antologia poetica a c. di Sandro Gros Pietro, Ed Genesi, Torino 2013. Poesie dialettali sono inserite nella Rivista i fiori del male 2013 n. 55, quaderno quadrimestrale di Poesia a c. di A. Coppola.  Ha partecipato con il gruppo Poeti per Don Tonino Bello alla realizzazione di Un sandalo per Rut Oratorio per l’oggi, Ed. Accademia di Terra D’Otranto – Collana Neobar, 2014. E’ presente nell’antologia I poeti e la crisi a c. di Giovanni Dino, Fondazione Thule Cultura, Bagheria 2015. Ha pubblicato l’ebook Preghiera in Gennaio nella collana Neobar eBooks nel 2017. Ha partecipato all’eBook n. 217: Proust N.7 – Il profumo del tempo, di Aa. Vv. (LaRecherche.it – Un accordo di essenze). Nel 2019 ha partecipato all’antologia poetica “ Break Point Poetry – Città Poetica”, c. di  Patrizia Chianese, nell’ambito dell’ Estate Romana. Ha partecipato all’antologia “Ho sete, l’Arte si fa Parola”, a c. di Maria Pompea Carrabba e Ella Clafiria Grimaldi, Ed. SarpiArte 2020; è presente nell’antologia del “Concorso Nazionale di Poesia” Città di Chiaramonte Gulfi – Premio Sygla XIV ed. 2022. Collabora a riviste di varia cultura e i suoi volumi si sono affermati sia in Italia che all’estero, con giudizi critici di Giorgio Barberi Squarotti, per esempio, e traduzioni di Paul Courget e Claude Le Roy (riviste Annales e Noreal). Partecipa al blog Neobar di Abele Longo e a vari siti letterari sul web. Vincitrice di alcuni premi di poesia, si interessa di arte, cinema, fotografia. Dal 2016 ha curato un laboratorio di scrittura creativa nel Liceo in cui insegna poi interrotto causa Covid-19.E’ presente nell’antologia Sorella Morte a c. di Giovanni Dino, Fondazione Thule Cultura, Bagheria 2023.