Jean-Paul Sartre “La nausea” – Einaudi Editore-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Jean–Paul Sartre– “La nausea” – Einaudi Editore -Torino

Questo romanzo di Jean-Paul Sartre trasgressivo e ricchissimo ci restituisce il disagio della pace in agonia in Francia, nell’Europa, nel mondo alla vigilia della seconda guerra mondiale.
«Tutto è gratuito, questo giardino, questa città e io stesso. Quando capita di accorgersene, viene il voltastomaco e tutto comincia ad oscillare; ecco la Nausea.»
Dopo aver viaggiato a lungo, Antoine Roquentin si stabilisce a Bouville, in uno squallido albergo vicino alla stazione, per scrivere una tesi di dottorato in storia. La sera, si siede al tavolo di un bistrot ad ascoltare un disco, sempre lo stesso: «Some of These Days». La sua vita ormai non ha piú senso: il passato è abitato da Anny, mentre il presente è sempre piú sommerso da una sensazione dolce e orribile, insinuante, che ha nome Nausea. Un romanzo trasgressivo e ricchissimo, sempre attuale, che ci restituisce il disagio del mondo in agonia alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Il libro piú libero di Sartre, il piú disinteressato e il piú appassionato insieme.

Jean Paul Sartre: il profeta della nuova letteratura francese
Jean-Paul Sartre nasce a Parigi il 21 giugno 1905. A quindici rimane orfano di padre. Dopo gli studi all’Ecole Normale supérieure, conosce Simone de Beauvoir. Insegna filosofia in diversi licei fino al 1945. Al termine della seconda guerra mondiale, si dedica esclusivamente alle sue opere filosofiche e letterarie, tra cui i romanzi La Nausea (1938) e I cammini della libertà (1945-1949). Per il teatro scrive tra l’altro: Le mosche (1943); A porte chiuse (1944); Le mani sporche (1948), un’opera sul fine e i mezzi nell’azione politica che suscita polemiche da parte del Partito Comunista Francese. Nel 1945 fonda la rivista Les Temps modernes che sintetizza i suoi tre interessi fondamentali: la filosofia, la letteratura, la politica. Si schiera contro la politica francese in Algeria e nel 1968 approva l’insurrezione studentesca. Nel 1964 rifiuta il Premio Nobel per la letteratura, perché non vuole “trasformarsi in un’istituzione”. Tra i suoi saggi principali: L’Essere e il Nulla nel 1943 e La critica della ragione dialettica nel 1960. Dopo un lungo declino fisico, muore di edema polmonare a Parigi, il 15 aprile 1980. L’evento ha risonanza mondiale, partecipano al suo funerale circa cinquantamila persone.