Certosa di San Lorenzo a Padula-Direzione regionale Musei nazionali Campania-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Certosa di San Lorenzo a Padula-Direzione regionale Musei nazionali Campania-
Napoli, 26 settembre 2025 – È stato inaugurato oggi alla Certosa di Padula il nuovo allestimento del Quarto del Priore, alla presenza del Direttore generale Musei, Massimo Osanna. Alla cerimonia, aperta dai saluti istituzionali della sindaca di Padula, Michela Cimino, sono intervenuti la Direttrice ad interim della Direzione regionale Musei nazionali Campania, Luana Toniolo, la curatrice e storica dell’arte Paola D’Agostino, il curatore, storico e docente all’Università degli Studi di Salerno Carmine Pinto, e la funzionaria della Direzione regionale Musei nazionali Campania RUP del progetto Genius Loci, Ilaria Menale.
«L’inaugurazione di oggi rappresenta un momento significativo nel percorso di valorizzazione della Certosa di Padula, che si apre sempre di più ai pubblici, consolidandosi come luogo accogliente e accessibile. – ha dichiarato il Direttore generale Musei, Massimo Osanna – Frutto di un intenso lavoro di squadra, condotto da un’équipe interdisciplinare e in collaborazione con l’Università, il nuovo allestimento del Quarto del Priore offre un’esperienza di visita coinvolgente e inclusiva, in cui la fruizione del patrimonio dialoga con soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Un risultato importante anche per il territorio, che ritrova nella Certosa un punto di riferimento culturale e un presidio vivo di partecipazione».
Così la Direttrice ad interim, Luana Toniolo, ha commentato l’evento: «Il nuovo allestimento del Quarto del Priore recupera e valorizza una delle aree più importanti della Certosa e molte opere finora non visibili al pubblico, e che finalmente tornano protagoniste in un percorso museale rinnovato, inclusivo e accessibile sia dal punto di vista fisico che cognitivo, anche grazie ai fondi del PNRR. Si tratta di un primo passo nel processo di rinnovamento della Certosa, interessata da più ampi interventi di restauro e valorizzazione».
Il nuovo allestimento del Quarto del Priore
Il progetto di riallestimento delle sale del Quarto del Priore ha avuto l’obiettivo di rendere pienamente fruibili tanto le opere esposte nella mostra “La Certosa ritrovata”, collocate nella passeggiata coperta, quanto la residenza del Priore, migliorandone l’accessibilità culturale, cognitiva e sensoriale. Le sculture, i dipinti e gli elementi architettonici selezionati rappresentano il cuore del patrimonio artistico sopravvissuto della Certosa, dopo le spoliazioni seguite alle soppressioni ottocentesche degli ordini religiosi che causarono una dispersione drammatica delle opere. Molti di questi capolavori, rimossi durante i rifacimenti, sono stati recuperati solo a partire dagli anni Ottanta del Novecento.
L’esposizione si sviluppa seguendo un ordine cronologico e illustra le diverse fasi costruttive e decorative della Certosa, dal Medioevo al Settecento, mostrando come il complesso sia stato trasformato nel corso dei secoli grazie all’intervento di diversi artisti e maestranze. Tra le opere più significative spiccano i capitelli del XIII-XIV secolo, le lastre decorate a rilievo del XV secolo e, nella grande sala centrale, le sculture marmoree dell’Arcangelo Gabriele e della Vergine Maria, recentemente attribuite a Domenico Guidi, datate tra il 1699 e il 1701. Il percorso culmina con il monumentale tabernacolo bronzeo di Jacopo del Duca, realizzato tra il 1572 e il 1574 a Roma, su commissione del priore Filippo Ghetti, e ispirato ai disegni michelangioleschi. Il tabernacolo è stato ricollocato in un allestimento che ne migliora l’accessibilità e la fruizione, mettendo in evidenza i rilievi che raccontano la Passione di Cristo.
Il Quarto del Priore, l’alloggio più grande della Certosa, era la residenza privata del capo della comunità monastica, che deteneva un’autorità sia spirituale che temporale. Qui si trovava anche l’Archivio della Certosa, che custodiva il ricco patrimonio documentario del monastero. Oggi, il Quarto ospita dipinti e sculture provenienti da diverse parti del complesso monumentale. Tra i luoghi di particolare interesse c’è la cappella privata dedicata a San Michele Arcangelo, patrono di Padula, unico spazio che mantiene traccia dell’originaria magnificenza barocca, fastosamente ornata da stucchi dorati e da quattro dipinti attribuiti ad Alessio D’Elia (XVIII secolo).
Il Giardino sottostante la Loggia, ancora oggi testimone di un’antica bellezza, era un tempo ricco di specie arboree e vegetali, mentre le due fontane – ancora presenti – lo animavano con giochi d’acqua. Nell’appartamento vi era un accesso riservato alla splendida Biblioteca.
Nel corso del Novecento, il Quarto è stato adibito a diversi usi, fino a diventare Museo Archeologico Provinciale. Il restauro degli spazi, completato negli anni Novanta, ha restituito l’aspetto barocco originario, ripristinando l’armonia e l’eleganza del luogo.
Il nuovo allestimento, curato da Massimo Osanna, Luana Toniolo, Paola D’Agostino e Carmine Pinto, rispetta un equilibrio tra conservazione, valorizzazione e innovazione, offrendo ai visitatori un’esperienza museale accessibile e coerente con l’identità storica del sito.
Un importante intervento illuminotecnico, che ha previsto una nuova illuminazione degli ambienti e delle opere esposte, si è affiancato al restauro di tutti gli elementi lapidei, ceramici e di alcune delle tele esposte, inclusi il paliotto in scagliola della prima metà del XVIII secolo, il Salvator Mundi, lo stemma certosino, la Vergine annunciata di Domenico Guidi e il tabernacolo bronzeo di Jacopo Del Duca.
Grazie ad una convenzione tra la Direzione regionale Musei nazionali Campania e l’Università degli Studi di Salerno, sono stati eseguiti una scansione 3D laser e un video in time-lapse, realizzati dal Centro ICT per i Beni Culturali (sotto la direzione del prof. Francesco Colace) e curati da Angelo Lorusso e Miguel Sormani. I due interventi hanno permesso di documentare e riprodurre digitalmente sia le delicate operazioni di smontaggio e rimontaggio del tabernacolo bronzeo sia ogni parte e dettaglio del manufatto cinquecentesco, incluse le date incise al suo interno e il meccanismo di apertura e chiusura delle portelle laterali. Le delicate operazioni sono state eseguite da Priore Art Moving s.r.l. con la preziosa collaborazione dei restauratori Sante Guido e Giuseppe Mantella.
La progettazione e la direzione dei lavori dell’allestimento delle sale del Quarto del Priore sono stati curati dallo Studio Decima Casa nell’ambito di una sponsorizzazione tecnica con la Direzione regionale Musei nazionali Campania; gli interventi sono stati realizzati da A.R.T. Ristrutturazioni s.r.l. Il restauro delle opere esposte e degli elementi in plexiglass del tabernacolo è stato curato dalle funzionarie restauratrici della DRMN Campania Mery Moz, Annalisa Arcara e Maria Teresa Girfoglio. Tutti gli interventi sono stati coordinati dall’arch. Antonietta Manco, RUP dell’intervento di riallestimento del Quarto del Priore, con il supporto dell’arch. Antonella Ambruoso.
Valorizzazione e accessibilità
Grazie all’inclusione nel più ampio progetto “Genius Loci” (PNRR Investimento 1.2 Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche ed archivi), dedicato al miglioramento dell’accessibilità culturale e sensoriale di 28 siti e musei coordinati dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania, la Certosa di Padula inaugura un nuovo dialogo tra analogico e digitale, alternando momenti di ascolto – attenti alle esigenze e alle curiosità del pubblico – a fasi di narrazione, meraviglia e approfondimento, in un’esperienza culturale sempre più coinvolgente e partecipata.
“Genius Loci” si fonda sulla creazione di un ecosistema di soluzioni analogiche e digitali in costante dialogo fra loro per la costruzione di un’esperienza di visita soddisfacente e inclusiva. Se, da un lato, pannelli e supporti di orientamento culturale e spaziale rispondono ai migliori requisiti di accessibilità, dall’altro essi, attraverso QRCode dinamici, diventano il fulcro di un sistema di soluzioni digitali tecnologicamente disintermediate e delegate per la loro esecuzione ai device personali del visitatore (smartphone e tablet). Questa scelta deriva dalla precisa volontà di minimizzare le criticità generate dall’installazione di apparati tecnologici all’interno di musei e siti archeologici, esposti all’obsolescenza e a esigenze di natura manutentiva.
Il progetto ha disegnato uno User Flow ideale, capace di integrare soluzioni dedicate a target specifici (e.g. contenuti audio per non/ipo vedenti) con i normali supporti di visita in una logica di inclusione fattuale che non ponga enfasi sulle attività di mitigazione delle barriere ma che le viva come parti integrate e fisiologiche dell’intera esperienza di visita. In sintesi, non esistono soluzioni pensate per “risolvere problemi” ma, più semplicemente, ogni realtà interessata da Genius Loci propone un’offerta diffusa di accesso multimodale dalla quale il visitatore può attingere i contenuti di suo interesse in totale autonomia.
L’intervento nel Quarto del permette al visitatore di accedere, con smartphone o tablet tramite QR code, a un ricco menu interattivo che rende disponibili un supporto multi-lingua per la traduzione dei pannelli esplicativi, una sintesi vocale in lingua italiana e inglese dei contenuti testuali per non/ipo vedenti, un accesso al Digital Twin della Certosa.
Il Digital Twin rende accessibili, sia in modalità virtual tour sia da remoto attraverso un link web, alcune delle aree della Certosa che attualmente non sono aperte al pubblico, come la Biblioteca, la scala elicoidale e il loggiato affrescato del primo piano del Chiostro dei Procuratori.
Uno schermo touch, posto all’inizio del percorso di visita del Quarto del Priore, consente al visitatore di interagire con diversi contenuti di approfondimento quali ad esempio un video realizzato con il volo di un drone, che restituisce un punto di vista inedito e spettacolare del monumentale complesso della Certosa, e un video in time-lapse dello smontaggio e rimontaggio del tabernacolo, spostato in occasione del riallestimento.
Per favorire l’accessibilità da parte del pubblico non/ipovedente è stata realizzata, inoltre, una mappa tattile di tutto il percorso di visita della Certosa.
La nuova identità visiva
In occasione del nuovo allestimento del Quarto del Priore, è stata ideata una nuova identità visiva per la Certosa di Padula, frutto di una riflessione sul rapporto tra spazio, immagine ed esperienza.
La Certosa, da sempre, è un luogo in cui il silenzio dell’architettura dialoga con la voce del paesaggio, dove il ritmo della costruzione si intreccia con quello della natura. Da questa tensione nasce il nuovo segno visivo: una soglia simbolica, un ponte tra interno ed esterno, passato e presente.
Il pittogramma concentra questa complessità in un gesto essenziale: la “C” come iniziale ma anche come apertura; la spirale della scala elicoidale come metafora di ascesa, movimento e trasformazione; le decorazioni barocche come memoria del tempo sedimentata nella materia.
Il lettering, ispirato alle tradizioni del Seicento e reinterpretato in chiave contemporanea, e la palette cromatica, che unisce la vividezza del paesaggio ai toni caldi degli stucchi, non sono semplici elementi estetici, ma strumenti di narrazione visiva: evocano il gioco tra luce e ombra, materia e segno, memoria e attualità.
In questo orizzonte, il riallestimento museale e il nuovo sistema visivo propongono una rilettura della Certosa come luogo vivo, non solo testimone del passato ma anche esperienza sensoriale e percettiva. Ogni immagine, ogni dettaglio estetico, ogni cromia suggerisce un modo di abitare il tempo: la stratificazione come dialogo, la spiritualità come radicamento nel paesaggio, l’arte contemporanea e digitale come apertura verso il futuro.
La Certosa di Padula si offre così come spazio di pensiero incarnato, in cui il vedere diventa comprendere e il comprendere apre nuovi sguardi sul visibile.
Info per la visita
La Certosa di San Lorenzo è aperta tutti i giorni tranne il martedì, dalle 9.00 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18.45, ultimo ingresso ore 19.00).
Biglietti: Certosa di San Lorenzo (casa alta e parco): intero 6,00€, ridotto 18-25 anni 2,00€, gratuito minori di 18 anni e aventi diritto ai sensi del DM 507/1997 | Padula & Certosa card con validità di 48 ore (casa bassa, casa alta e parco, musei civici: museo multimediale, casa museo di Joe Petrosino, San Giovanni in Fonte): intero 10,00€, ridotto 18-25 anni 6,00€, ridotto in caso di chiusura o gratuità della Certosa 5,00€.
È possibile acquistare i biglietti su: padula.eu/biglietti
Il sito rientra nel circuito di Campania>Artecard
Info e prenotazioni: +39 09751966359, info@padula.eu
Contatti: +39 0975 77745-552, drm-cam.padula.amm@cultura.gov.it
Web: museicampania.cultura.gov.it
Social: facebook.com/certosadipadula
La Certosa di San Lorenzo: cenni storici
Per più di sette secoli, la Certosa di San Lorenzo ha dominato, con l’espansione del suo potere temporale, un territorio che si è esteso nel Meridione ben oltre il Vallo di Diano. Fondata nel 1306 per volere di Tommaso Sanseverino, il complesso monumentale costituisce il più grande insediamento certosino dell’Italia meridionale e uno dei più vasti d’Europa.
Nel corso del tempo, l’originaria struttura medievale ha conosciuto periodi di intenso rinnovamento, in particolare tra il Cinquecento e il Settecento. Nuovi interventi architettonici e decorativi ne hanno ampliato gli spazi, arricchiti da statue, stucchi, rilievi, affreschi, dipinti, argenti e suppellettili, commissionati non solo a maestranze locali ma anche agli artisti più in voga tra Napoli e Roma.
Nel 1807, durante il periodo delle soppressioni napoleoniche, i monaci certosini furono costretti a lasciare la Certosa, il complesso fu abbandonato e gran parte del patrimonio artistico e librario andò disperso. Nel 1882 la Certosa venne dichiarata Monumento nazionale. A partire dal 1982, sotto l’egida della Soprintendenza per i Beni Architettonici di Salerno, sono iniziati importanti lavori di restauro che hanno restituito alla Certosa la sua bellezza originaria. Dal 1998 è entrata nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, un riconoscimento che celebra la sua importanza storica e culturale.
Il complesso monastico è caratterizzato da numerosi ambienti e spazi verdi, ciascuno con una sua storia e funzione. La Certosa di Padula, come tutte le altre certose, si suddivide in due blocchi essenziali: la “casa alta”, regno del silenzio, della preghiera e della rigorosa clausura, e la “casa bassa”, il cuore delle attività produttive del monastero.
La facciata monumentale, originariamente costruita in stile rinascimentale, con colonne doriche binate, fu arricchita in epoca barocca da statue e pinnacoli. Il chiostro della Foresteria, con il suo portico e la loggia decorata con affreschi seicenteschi, era destinato ad accogliere gli ospiti illustri
La Chiesa a navata unica e divisa in due zone, conserva stucchi dorati di gusto settecentesco, che si sovrappongono alla struttura originaria, risalente al Trecento. Seguono la Sagrestia, la Sala del Capitolo e la Cappella del Tesoro, dove veniva custodito e protetto il ricchissimo arredo e patrimonio della Certosa.
La cucina, con volta a botte, affrescata, e la grande cappa per i bollitori, è uno degli spazi più suggestivi. Il Refettorio, costruito all’inizio del XVIII secolo, è una grande sala rettangolare con stalli in legno, mentre il Chiostro dei procuratori, con il suo portico al piano inferiore e il corridoio finestrato al piano superiore, ospitava gli alloggi dei procuratori e il refettorio dei monaci conversi.
La Biblioteca, un tempo una delle più ricche d’Italia, conserva oggi solo una piccola parte della sua collezione, composta da circa duemila volumi tra cui manoscritti e codici miniati. L’ingresso alla biblioteca avviene attraverso una splendida scala elicoidale in pietra, che conduce a un ambiente riccamente decorato, impreziosito dal pavimento maiolicato e dal soffitto dipinto.
Il Chiostro grande, con i suoi quasi quindicimila metri quadrati, è uno dei più grandi d’Europa e rappresenta un capolavoro di architettura rinascimentale. Al centro, una fontana in pietra del 1640 è il fulcro del chiostro, che si sviluppa su due livelli collegati da uno scenografico scalone ellittico a doppia rampa, un maestoso capolavoro architettonico illuminato dai sette grandi finestroni che spaziavano sul paesaggio circostante. Il giardino della clausura, modificato durante le guerre mondiali per la costruzione dei ricoveri dei prigionieri, conserva ancora l’atmosfera di pace e serenità che caratterizzava questo luogo.
La Certosa di San Lorenzo ospita anche una ricca collezione di arte contemporanea, raccolta grazie alle tre edizioni della rassegna internazionale “Le Opere e i Giorni”, ideata e curata da Achille Bonito Oliva tra il 2002 e il 2004. La triennale ha visto la partecipazione di artisti di fama internazionale e la realizzazione nel parco e in alcune delle celle dei monaci di opere ispirate ai temi il Verbo, il Precetto e la Vanitas.