Città del Vaticano-Giubileo 2025, una quattro giorni dedicata agli artisti e alla cultura –
Città del Vaticano-Giubileo 2025-Si è svolta stamattina, 12 febbraio, presso la Sala Stampa della Santa Sede, nella cornice del Giubileo della Speranza 2025, la presentazione del Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura che si terrà dal 15 al 18 febbraio. Il palinsesto ufficiale dell’evento, rivolto non solo agli artisti ma anche a quanti operano nelle istituzioni culturali e museali, si configura, nelle parole del cardinale José Tolentino de Mendonça, nonché prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, come «un grande incontro veramente mondiale, dal momento che riunisce più di 10mila partecipanti iscritti, provenienti da oltre 100 nazioni dei cinque continenti». Oltre al cardinale, hanno preso parte alla conferenza Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Lina Di Domenico, capo del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia della Repubblica Italiana, Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani Cristiana Perrella, curatrice dello spazio Conciliazione 5 per l’Anno Santo 2025, Raffaella Perna, curatrice della mostra «Global Visual Poetry: traiettorie transnazionali nella Poesia Visiva», e Umberto Vattani, curatore del progetto «Bill Fontana. Gli echi muti di una grande scultura sonora».
De Mendonça ha esordito citando le parole del Santo Padre nella Bolla d’indizione del Giubileo: «Tutti sperano. Questa frase programmatica, che è alla base delle diverse iniziative che promuoveremo, da un lato rafforza la coscienza che la speranza è un’esperienza antropologica globale, che pulsa al cuore di ogni cultura, e dall’altro ci pone la sfida concreta di dare vita a occasione creative che consentano a tutti e a ciascuno di rianimare la speranza. Ci interrogheremo su come l’arte contemporanea possa veicolare questo sentimento».
Il programma dell’appuntamento giubilare seguirà il seguente calendario: sabato 15, a partire dalle ore 10, i Musei Vaticani ospiteranno l’incontro internazionale «Sharing hope-Horizons for Cultural Heritage», dove i responsabili dei grandi musei e delle istituzioni culturali, sempre nelle parole del cardinale «immagineranno forme di impegno comune». Come ha precisato Barbara Jatta, «abbiamo voluto celebrare non solo il Giubileo degli artisti, ma anche di tutti gli operatori del mondo dell’arte, storici, direttori, curatori. Con loro sottoscriveremo un Manifesto educativo sulla trasmissione del codice culturale delle religioni, un impegno che ci prendiamo in nome della speranza». Alle ore 18 si terrà l’inaugurazione dello spazio espositivo Conciliazione 5, «una galleria su strada, ha spiegato il de Mendonça, su via della Conciliazione, destinata a rimanere aperta anche oltre il Giubileo. La mostra inaugurale è un progetto del maestro Yan Pei-Ming, curato da Cristiana Perrella, che mette al centro affettivo e visivo dell’attenzione la comunità del Regina Coeli, il carcere “a km zero” da San Pietro. I ritratti di detenuti, detenute e operatori del carcere, saranno esposti presso lo spazio Conciliazione 5, e proiettati sulla facciata dello stesso Istituto penitenziario». Il progetto di Yan Pei-Ming, come ha illustrato Perrella «consiste in un polittico dal titolo “Oltre il muro. Regina Coeli Roma”, composto da 27 ritratti ad acquerello, di grande formato, realizzati dall’artista nel suo studio di Shangai in venti giorni, sulla base di fotografie scattate nel carcere da Daniele Molajoli. Conciliazione 5 è uno spazio di piccole dimensioni, grande poco più di 30 metri ma che ha grandi intenzioni, e uno scopo altrettanto forte».
Domenica 16 le iniziative si concentreranno in San Pietro, dove papa Francesco presiederà la celebrazione dell’Eucarestia, aperta a tutti e in particolare a quanti operano nelle arti e nella cultura. Dalle ore 20 si svolgerà, sempre a San Pietro, la Notte Bianca. Sotto il portico della basilica, i pellegrini saranno accolti dall’installazione sonora «Gli echi muti di una grande scultura sonora-Il Campanone di San Pietro», dell’artista Bill Fontana, curata da Umberto Vattani e Valentino Catricalà. Seguirà la visita alla basilica che avverrà, sempre secondo le parole del cardinale, «secondo una sorprendente coreografia spirituale».
Lunedì 17, alle ore 10, si terrà la prima visita di un pontefice a Cinecittà. Il papa incontrerà una delegazione di artisti e protagonisti del mondo della cultura, e sarà accolto da un coro molto speciale, quello degli Amici della Nave, composto da detenuti, ex-detenuti e volontari del carcere San Vittore di Milano. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura della Repubblica Italiana e Cinecittà SpA.
Martedì 18, infine, sarà inaugurata, negli spazi del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, la mostra «Global Visual Poetry», curata da Raffaella Perna, in collaborazione con Frittelli Arte Contemporanea. «Si tratta di una mostra, spiega Perna, che raccoglie 267 opere realizzate da 87 artisti (fra gli anni Cinquanta e Settanta) operanti in varie regioni del mondo. Una caratteristica della poesia visiva è proprio la sua capacità di superare steccati geografici, identitari e barriere ideologiche, creando una comunanza di ricerca artistica e scientifica sulla parola. Altra peculiarità di questa corrente è la sua istanza pacifista, quanto mai attuale. Proprio per questo abbiamo scelto, come immagine guida della mostra, l’opera di Lucia Marcucci “Pax”, un valore in cui tutti possiamo riconoscerci».
Gli appuntamenti del Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura sono realizzati in collaborazione e con il supporto di: Ministero della Cultura della Repubblica Italiana; Ministero della Giustizia e Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria; Musei Vaticani; Cinecittà SpA; Enel SpA.; Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae); St. Simon Parish, Los Altos (California); Montalvo Arts Centre, Saratoga (California).
la Santa Sede porta l’arte contemporanea nelle carceri-
Giubileo 2025-la Santa Sede porta l’arte contemporanea nelle carceri
Città del Vaticano-A pochi giorni dall’inizio del Giubileo 2025e dall’apertura solenne dell’Anno Santo, il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede inaugura un nuovo, ambizioso programma dedicato all’arte contemporanea. Un percorso che mette in dialogo la spiritualità del Giubileo 2025, incentrato sulla Speranza – «Spes non confundit», la speranza non delude, come evocato da Papa Francesco – con l’impegno culturale e sociale di portare l’arte nei luoghi più fragili dell’esistenza: le carceri.
Il programma si svolge dunque in continuità con quanto già visto al Padiglione della Santa Sede della 60ma Biennale d’arte di Venezia, presentato nella casa di detenzione femminile della Giudecca. L’arte entra così nei luoghi dove la fragilità si fa più evidente, trasformando carceri e strade in spazi di incontro, riflessione e speranza. Un messaggio potente, che riafferma il ruolo dell’arte come strumento di rinascita.
Un Giubileo oltre le mura: Rebibbia e Marinella Senatore
Il Giubileo, che prenderà il via il 24 dicembre 2024 con l’apertura della Porta Santa in San Pietro, si carica di un valore simbolico straordinario già due giorni dopo, il 26 dicembre, quando Papa Francesco aprirà la seconda Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia. Ad accompagnare questo gesto carico di significato sarò Io Contengo Moltitudini, l’installazione site specific di Marinella Senatore curata da Cristiana Perrella. Una torre luminosa alta sei metri, intreccio di architettura popolare e parole scritte dai detenuti delle sezioni maschili e femminili, frutto di un workshop partecipativo che ha dato voce alla comunità carceraria.
Le frasi selezionate attraversano lingue e dialetti diversi, componendo una narrazione collettiva di speranza e trasformazione. «Le opere sono esperienze condivise e trasformative», ha affermato Senatore. «La luce, ispirata alle tradizioni del Sud Italia, ha la capacità di trasformare un luogo in uno spazio speciale». Visibile dal 21 dicembre fino a febbraio 2025 nel piazzale della chiesa del carcere, l’opera è un ponte luminoso tra l’interno e l’esterno, un dialogo aperto con il mondo.
La speranza concreta nelle carceri
Il programma del Dicastero per la Cultura non si ferma a Rebibbia. Le Porte della Speranza, progetto curato da Davide Rampello, prevede interventi artistici in diverse carceri italiane e internazionali. Queste porte, concepite come installazioni site-specific in collaborazione con artisti di fama mondiale e detenuti, offriranno alla città uno sguardo nuovo sul carcere, trasformandolo da luogo di punizione a spazio di riabilitazione. «Il carcere è spesso visto come luogo disperato», ha spiegato Rampello. «Aprire ai valori della speranza è indicare una meta, un progetto di vita. La concretezza della speranza si realizza nell’arte, che diventa movimento, manifesto e bellezza condivisa».
Conciliazione 5: lo spazio della contemporaneità
Il 2025 segnerà anche l’apertura di Conciliazione 5, un nuovo spazio espositivo voluto dal Dicastero e curato da Cristiana Perrella. Una finestra aperta sull’arte contemporanea, visibile 24 ore su 24 su via della Conciliazione. Il primo artista a inaugurare il progetto sarà Yan Pei-Ming, celebre per i suoi intensi ritratti. L’opera, dedicata al carcere di Regina Coeli e realizzata in occasione del Giubileo degli Artisti (15-18 febbraio 2025), si propone come un dialogo profondo tra arte, istituzioni e umanità.
«L’arte è chiamata a dare voce agli invisibili e a stimolare un nuovo sguardo», ha dichiarato Perrella. «Questi progetti nascono da una fiducia totale nel potere trasformativo dell’arte e nella sua capacità di affrontare i temi più urgenti del presente».
Giubileo 2025-la Santa Sede porta l’arte contemporanea nelle carceri
Il programma artistico del Giubileo 2025 assume così un valore universale, unendo bellezza e responsabilità sociale. Come ricordato dal Cardinale José Tolentino de Mendonça: «L’arte non è un lusso per pochi, ma un desiderio più grande: pensare e specchiare la condizione umana di tutti. È voce e volto dei drammi invisibili, spinta alla responsabilità collettiva»
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