Gruppo FAI Sabina VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI LE SUE MURA «CICLOPICHE»

 
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI

Gruppo FAI Sabina

BELLA SABINA-LA E VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI LE SUE MURA «CICLOPICHE»
«Lungi da Roma ventidue miglia in circa in un distretto, che si chiama  Coltimoni, appartenente al territorio della Fara, evvi una tenuta, che da trent’anni si possiede da’ signori Simonetti, marchesi di Gavignano. (…) Questo luogo si chiama comunemente Torri, ovvero le Grotte di Torri (…). Qui nel centro di questa tenuta sorge una piccola collina (…) intorno la quale si scorge un vestigio di romana antichità, che è dei più magnifici, e sontuosi, che io abbia veduto, e sappia essere in tutta Sabina». Questo scriveva 264 anni fa Pierluigi Galletti, romano, monaco cassinese, nel suo “Gabio, antica città della Sabina, scoperta ove è ora Torri, ovvero le Grotte di Torri” pubblicato da Ottavio Puccinelli a Roma nel 1757. Galletti, che pure ebbe il merito di scoprire il sito dell’antica Capena sul colle di Civitucola, su Grotte di Torri prese una bella topica: non di antica città si trattava ma di una grande, bella villa romana. (Ne abbiamo già parlato un anno fa con un bell’articolo di Natale Madeo corredato da un video trascinante: https://www.facebook.com/gruppodellasabina/videos/370647654207076/ . Ne riparliamo oggi essendoci imbattuti nel testo settecentesco e dopo una bella passeggiata in una splendida giornata di novembre)
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI

Ma com’era questo “vestigio di romana antichità”, dei più “magnifici e sontuosi”, che lui avesse mai veduto? Diamo ancora la parola a Galletti: «Consiste in uno spazio quadrato perfetto, di cui ciascun lato è di passi ordinari centoventi, rinchiuso da muri di travertini di varie grandezze, e di diverse figure, alcuni dei quali sono della grossezza di tre palmi, e più, e di lunghezza di sette, otto, e anche più. Essendo queste mura in buona parte rovinate, si veggono sparsi all’intorno in gran quantità i travertini caduti, ed ora appena sono rimaste all’altezza ove di una canna, e ove di una, e mezza. La porta, per cui si entrava in questo circuito, era nel mezzo del lato, che sta dalla parte di Scirocco, e se ne veggono chiaramente i vestigj. Sotto di questo piano – prosegue il monaco antiquario – tutto è voto, e vi si osservano grotte con volte bellissime, sebbene tutte non si possano vedere o perché sono riempiute di terra, o perché alcune sono state fatte rimurare dal signor Marchese Simonetti».

Oggi, 264 anni dopo, sopra il bellissimo muro in opera poligonale che ancora stupisce per la ingegnosità e la perfezione con cui è stato realizzato più di duemila anni fa, sorge un bel casale ottocentesco parzialmente ristrutturato, che ovviamente ha contribuito alla conservazione del manufatto (sotto il quale ci sono due criptoportici affiancati, uno parzialmente interrato). Sugli altri lati il muro perimetrale praticamente non c’è più, tranne nello spigolo del lato su cui insiste il casale, ma nell’immagine dal satellite delle mappe di Google lo “spazio quadrato perfetto” è evidentissimo.
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI

Il luogo, non lontano da Ponte Sfondato ma nel territorio di Fara Sabina, isolato e servito da una strada bianca abbastanza malmessa, è tra i più suggestivi di tutta la Sabina. Alzata com’è rispetto a tutto quello che c’è intorno, dalla villa di Grotte di Torri si gode ancora di un panorama a perdita d’occhio fino al mare. Per finire diamo la parola alla professoressa Maria Pia Muzzioli che nel suo “Cures Sabini”, pubblicato a Firenze da Olschki nel 1980, scrive a chiusura della lunga scheda su Grotte di Torri: «Le strutture della villa dovettero essere utilizzate a lungo, fino in età medievale; per il primo impianto sembra accettabile la datazione proposta dal Lugli (seconda metà del II secolo a.C.) sia in base alle tecniche usate che alle caratteristiche planimetriche. In particolare è da notare che una piattaforma artificiale su tutti e quattro i lati, che costituisce quindi un intervento radicale sull’ambiente, non motivato dalla necessità di creare un livello uniforme in un pendio, com’è il caso più frequente, si ritrova ad esempio, con criptoportico interno, nella villa repubblicana sotto Villa Adriana».

FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
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VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
VILLA ROMANA DI GROTTE DI TORRI
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