Paolo Genovesi Fotoreportage:”Abbazia di Farfa in Autunno”-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA

Paolo Genovesi Fotoreportage:”Abbazia di Farfa in Autunno”-
Benvenuti nell’atmosfera incantata dell’Autunno all’Abbazia di Farfa con le foto di Paolo Genovesi–nota di F.L:”Farfa è un Borgo di straordinaria bellezza naturale e storica e Paolo Genovesi, con la sua fotocamera, ha saputo catturare l’ atmosfera e la calma di questa stagione, trasformando, con le foto ,la routine in un’esperienza autunnale indimenticabile. L’autunno è una stagione ricca di dettagli e sfumature e le foto di Paolo possono essere il mezzo per catturare questa bellezza. Esprimere l’autunno richiede sensibilità e attenzione ai dettagli: dai colori delle foglie cadenti e al suono dei passi che immaginiamo camminando su un sentiero coperto di foglie secche. Le immagini possono rendere tangibili le emozioni che l’autunno suscita, come la nostalgia per l’estate appena passata o l’attesa per l’inverno in arrivo. Questo è il messaggio che Paolo Genovesi trasmette con le sue foto.

Abbazia di Farfa, un gioiello nel cuore della Sabina
Nel Lazio, in provincia di Rieti e non molto distante da Fara in Sabina, si trova l’incredibile Abbazia di Farfa.
Circondata da una mistica profonda atmosfera, la famosa Abbazia di Farfa è uno stupendo e incantevole convento di Benedettini, che fu fondato nel lontano VI secolo. Uno dei particolari che colpisce immediatamente osservando questo edificio religioso, è la quantità di stili raffiguranti i diversi periodi storici legati alla sua realizzazione, aspetti che rendono questo monastero un vero gioiello di architettura.
Da parte di papi e imperatori ricevette esenzioni, privilegi ed elargizioni, tutti fattori che portarono l’Abbazia di Farfa a diventare una vera potenza. Non per nulla, arrivò a controllare oltre trecento villaggi, ben sei città fortificate, centotrentadue tra piazzeforti e castelli, seicento tra monasteri e chiese.
Una potenza che è anche sottolineata dal fatto che come abati ci furono sempre uomini colti e di rango, come Sicardo, appartenente alla famiglia reale di Carlo Magno. In tutta l’Europa medievale, l’Abbazia di Farfa divenne, dunque, uno dei centri maggiormente noti, al punto tale che lo stesso Carlo Magno, nel viaggio che lo stava conducendo a Roma per ricevere dal papa la corona, si fermò e vi soggiornò.
Una potenza che permise negli Anni Trenta del secolo IX all’abate Ingoaldo di possedere, addirittura, una nave commerciale che era esentata dai dazi imperiali. Tuttavia, dopo sette lunghi anni di resistenza l’abate Pietro I, a seguito dell’assalto dei Saraceni, fu costretto ad abbandonare il monastero che fu preso e incendiato.
Passato il pericolo, i monaci tornarono e, nel 913, divenuto abate Ratfredo, i lavori alla chiesa vennero terminati.
Un potere che prevedeva 315 borghi, 82 mulini, 14 villaggi, 8 miniere, 7 porti, 16 fortezze, 132 castelli, due città e cioè Alatri e Civitavecchia, 683 tra comunità monastiche e chiese, non poteva non ostacolare quella che sarebbe dovuta essere esclusivamente una semplice vita religiosa. Le rivalità e le lotte per essere nominati abati riesplose e, quindi, ancora una volta, contraddisse gli anni che vanno dal 1119 al 1125.
Cosa vedere all’Abbazia di Farfa
Oggi, perduto l’antico potere temporale, l’Abbazia di Farfa è divenuto un ameno luogo di culto ed una magnifica rappresentazione architettonica. Collocata nel magnifico territorio della Sabina, ove regna incontrastata una risplendente e rigogliosa natura nella quale spiccano gli oliveti dai quali nasce il tanto celebre olio di oliva, l’Abbazia di Farfa è anche una stupenda occasione per visitare tanto il territorio sabino quanto una delle più importante testimonianze storiche.
Tra le altre cose, infatti, l’Abbazia risulterebbe essere l’edificio più antico del territorio della Sabina che è dedicato alla Vergine Maria.
In tema di leggenda è da ricordare quella che racconta che dopo che il monastero venne distrutto dai Longobardi, la Vergine abbia indicato a Tommaso di Moriana, il quale si trovava a Gerusalemme, il luogo dove avrebbe dovuto costruire un santuario a lei dedicato.
Quasi sicuramente sorto su un preesistente complesso di origine romana, il monastero rimane, indiscutibilmente, uno dei più insigni e importanti monumenti di tutto il periodo medioevale.
Nei pressi della celebre abazia, si trova, inoltre, l’affascinante Borgo di Farfa, ove il turista potrà trovare caratteristici prodotti artigianali e i vari prodotti tipici come, ad esempio, lo squisito olio di oliva della Sabina.
Fonte – SCOPRI LA SABINA
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