Roma Municipio XIII- Castel di Guido e un improbabile soggiorno di Seneca nella Villa romana delle Colonnacce-Biblioteca DEA SABINA

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Roma Municipio XIII- Castel di Guido e un improbabile soggiorno di Seneca nella Villa romana delle Colonnacce

Roma Municipio XIII- Castel di Guido- 10 settembre del 2025- Camminando per la Campagna Romana  attorno a Castel di Guido, ho immaginato di incontrare Seneca , gradito ospite della Villa delle Colonnacce  e, in una ipotetica conversazione dopo i convenevoli di rito,  mi ha detto  di essere giunto , dopo lunga riflessione, alla conclusione   che  è l’uomo, l’unico tra gli animali che senta lo stimolo dell’odio e prova godimento nel far del male. La guerra dell’uomo all’uomo è un pericolo quotidiano :”ab homine homini cotidianum periculum”; è il male più frequente, più tenace e più insidioso(epist.103, 1-2).La tempesta minaccia prima di scoppiare, l’edificio scricchiola prima di crollare, così come il fumo preannuncia l’incendio; la rovina che ci viene dall’uomo è improvvisa  ed è tanto più nascosta quanto è più vicina. E’ un errore  credere ai volti che ci si presentano: l’immagine è di uomo, l’animo, di belva feroce; ma della belva è più pericoloso il primo assalto: una volta passato non ci cerca più , e solo il bisogno la induce a nuocere, costretta dalla furia  e dalla paura; l’uomo invece si compiace a produrre la rovina di un altro uomo “ Homini perdere hominem libet”.

VILLA ROMANA DELLE COLONNACCE
VILLA ROMANA DELLE COLONNACCE

Riflessioni di un solitario viaggiatore nell’immensa Campagna Romana. Questa ipotetica conversazione con Seneca la posso diluire soltanto in una concezione cristiana che mi dà una speranza in un’altra vita, ma rimane seminato nella mia anima il pessimismo in questa vita.La Campagna Romana e la sua solenne bellezza, genera audacia e diventa un moltiplicatore di idee . Questa infinità è preda di politici incapaci e spocchiosi . Noi , poveri Cittadini, non riusciamo a trovare un contrappeso a questa “classe dominante” nata e radicata nell’humus della vecchia “Arroganza del Potere”. Per salvare la Campagna Romana servirebbero Gramsci e Leopardi .Gramsci per dare voce ai lavoratori della terra e Leopardi per ridipingere l’infinito orizzonte di questa perla di Dio.

Franco Leggeri- Direttore Editoriale dei “Quaderni della Campagna Romana”