Roma-L’Esposizione dedicata a Fausto Pirandello. La magia del quotidiano-
Roma-L’esposizione all’Accademia Nazionale di San Luca a cura di Fabio Benzi e Flavia Matitti, dedicata a Fausto Pirandello (1899-1975), uno dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento nel cinquantenario della sua morte, riunisce circa trenta dipinti, selezionati tra i maggiori capolavori dell’artista, insieme a un nucleo di opere su carta, con un focus sui pastelli, tecnica prediletta da Pirandello nel secondo dopoguerra. La mostra è stata realizzata insieme al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con l’Associazione Fausto Pirandello. Nel 2025 infatti sono ricorsi i cinquant’anni dalla scomparsa di Fausto Pirandello, morto a Roma il 30 novembre 1975, e la ricorrenza ha offerto l’occasione per riportare al centro dell’attenzione del grande pubblico una figura fondamentale della pittura italiana del XX secolo: artista, figlio del grande drammaturgo e Premio Nobel Luigi Pirandello, di radici siciliane e formazione romana e parigina, capace di attraversare con originalità il passaggio dal realismo esistenziale degli esordi all’intenso linguaggio “astratto-concreto” del dopoguerra.
Roma-L’Esposizione dedicata a Fausto Pirandello
Dopo la grande retrospettiva del 1976 a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, e dopo numerose mostre in Italia e all’estero, l’ultima esposizione pubblica a Roma risale al 2010, sempre alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Il cinquantenario offre quindi un’occasione ideale per rendere a questo importante artista nella sua città natale. La scelta dell’Accademia Nazionale di San Luca è motivata anche dal legame storico dell’artista con l’istituzione; Pirandello infatti fu eletto Accademico di merito residente nel 1947 e Accademico nazionale nel 1948.
Il percorso espositivo, articolato in maniera cronologica e critica, restituisce tutta la complessità e la continua tensione innovativa dell’intera produzione dell’artista.
La selezione di dipinti presentati nelle sale al piano terra di Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia, si apre con i lavori degli esordi degli anni Venti, segnati da un realismo esasperato, che sembra anticipare, per intensità e taglio visivo, l’impietosa oggettività di Lucian Freud. Seguono le opere del periodo parigino (1928–1930), pervase da suggestioni surrealiste e atmosfere enigmatiche, insieme ai i grandi capolavori degli anni Trenta, con composizioni di forte impianto plastico e drammatico, che collocano Pirandello tra i maggiori interpreti dell’arte europea tra le due guerre (la sua opera ebbe un posto privilegiato all’interno della mostra Realisme al Centre Pompidou nel 1980). L’ultima sala presenta la stagione del dopoguerra, animata da un rinnovamento profondo delle forme e del colore, che ebbe riconoscimenti in Italia e all’estero – in particolare negli Stati Uniti – nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta.
Nella grande sala del primo piano inoltre, è esposta una selezione di opere su carta, insieme a un solo dipinto, un Autoritratto; si tratta di un insieme di opere che rivela la sfera più intima dell’artista, il suo costante lavoro sulla forma, la sua visione oggettiva e insieme drammatica della realtà.
Durante l’orario di apertura della mostra è inoltre possibile visitare anche la Galleria accademica, che custodisce capolavori di Gianlorenzo Bernini, Antonio Canova, Francesco Hayez, Peter Paul Rubens e Raffaello Sanzio.
Ricordiamo infine che per l’occasione, per la prima volta è aperta al pubblico la nuova sala dedicata all’importante donazione Gian Enzo Sperone che riunisce 33 opere d’arte firmate da alcuni tra i più significativi protagonisti del Sei-Settecento, dei primi del Novecento e della contemporaneità, tra cui Vincenzo Camuccini, il Guercino, Anton Raphael Mengs, Filippo de Pisis e Giulio Paolini.
Roma-L’Esposizione dedicata a Fausto Pirandello-Bagnanti
La mostra è accompagnata da un pregevole catalogo edito dall’Accademia Nazionale di San Luca, con le presentazioni istituzionali di Marco Tirelli, già Presidente dell’Accademia, e di Roberto Sciarratta, Direttore del Parco Valle dei Templi; i contributi introduttivi di Silvio Pirandello, Presidente dell’Associazione Fausto Pirandello, e di Giovanna Carlino Pirandello, Presidente della Fondazione Fausto Pirandello, nonché i saggi di Fabio Benzi e Flavia Matitti, curatori della mostra, e di Claudio Strinati, segretario generale dell’Accademia Nazionale di San Luca.
Foto: Fausto Pirandello – Bagnanti in acqua, 1961 olio su tavola, cm 104 x 137 – firmato in basso a sinistra Pirandello Roma, collezione privata
Musei di Fermo -Palazzo dei Priori la mostra Sorelle Arti –
Dal 28 settembre 2025 al 1° febbraio 2026 i Musei di Fermo presentano a Palazzo dei Priori la mostra Sorelle Arti. Pittura scultura architettura dall’Accademia di San Luca, a cura di Laura Bertolaccini, Carolina Brook ed Elisa Camboni.
La mostra ripercorre la storia dell’Accademia Nazionale di San Luca, dalle sue origini nel 1593 fino ai primi decenni del Novecento, attraverso circa 80 opere emblematiche che raccontano oltre quattro secoli di storia dell’arte, restituendo la complessità e la ricchezza di un’istituzione che ha avuto un ruolo centrale nel definire il gusto, la formazione e il pensiero artistico in Italia e in Europa.
Il percorso espositivo, concepito come un viaggio visivo attraverso le epoche, mette in dialogo capolavori di celebri artisti con opere meno note ma altrettanto significative, offrendo così uno sguardo ampio e articolato sull’evoluzione dell’Accademia e sul suo profondo legame con la città di Roma.
A emergere non è solo il valore artistico delle opere, ma anche l’impatto che l’istituzione ha avuto sulle generazioni di artisti che vi si sono formati o che vi hanno trovato un punto di riferimento ideale. In alcuni casi, soprattutto per gli stranieri, il riconoscimento ottenuto dall’Accademia ha rappresentato un prestigioso titolo al ritorno in patria, contribuendo così alla costruzione di un’identità culturale europea condivisa.
La mostra è promossa dal Comune di Fermo con il contributo della Regione Marche e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca, partner Mus-e del Fermano e con il sostegno di Giano Shoes. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura e Turismo.
Musei di Fermo -Palazzo dei Priori la mostra Sorelle Arti
L’inaugurazione si terrà sabato 27 settembre 2025, alle ore 18.00.
La mostra Sorelle Arti si articola in nove sezioni tematiche: la fondazione, la sede al Foro Romano, la collezione dei ritratti, la didattica, il Gabinetto riservato per lo studio del nudo, il Seicento e Settecento, l’internazionalità dell’Accademia, intorno a Canova, l’Ottocento e il Novecento.
Pittura, scultura, architettura saranno protagoniste. Tra le 80 opere nelle sale del Palazzo fermano si potranno ammirare, fra le altre: il Ritratto di Marianna Waldstein di Santa-Cruz (1802) di Andrea Appiani; Contadino (1902) di Giacomo Balla; Perseo e Andromeda (fine XVI sec.) di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino; Galatea (1624 c.) di Pietro da Cortona (copia da Raffaello); San Luca dipinge la Vergine (1623) di Antiveduto Gramatica (copia da Raffaello); due disegni di Filippo Juvarra del Progetto per un Regio Palazzo in Villa per il diporto di tre personaggi (1704-1705); la terracotta di Pierre Legros Le arti rendono omaggio a Clemente XI (1702); La cucitrice (1914) di Antonio Mancini; La Fortuna di Guido Reni (1637 c.); Le Ninfe incoronano la dea dell’abbondanza (1622 c.) di Peter Paul Rubens; Madonna con il Bambino che le porge un frutto di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1660 c.).
Nella prima sezione, La fondazione, vengono esposte opere come la Galatea di Pietro da Cortona e il San Luca che dipinge la Vergine di Antiveduto Gramatica, che segnano il peso esercitato per secoli sull’istituzione dal mito di Raffaello.
Nella seconda sezione, La sede al Foro Romano, troviamo le foto storiche della sede accademica di via Bonella, addossata alla chiesa dei Santi Luca e Martina, e della sua demolizione in epoca fascista.
Nella terza sezione, La collezione dei ritratti accademici, mostra una selezione dei protagonisti che animarono la storia accademica nelle diverse epoche.
Nella quarta sezione, La didattica delle tre arti del Disegno, si presentano alcuni lavori vincitori dei concorsi del Settecento: Clementino, Balestra e del Nudo, delle tre arti sorelle.
Nella quinta sezione, Il Gabinetto riservato per lo studio del nudo, si illustra la vicenda dei dodici dipinti di nudi femminili che reputati inadeguati alla esposizione nella Pinacoteca Capitolina (1836) furono ceduti all’Accademia per lo studio del corpo umano.
Nella sesta sezione, L’Accademia fra Sei e Settecento, vengono esposte le opere che testimoniano la straordinaria pluralità stilistica presente all’interno dell’istituzione.
Nella settima sezione, L’internazionalità, si offre una selezione delle più significative presenze straniere a San Luca, che hanno reso l’Accademia il centro cosmopolita per eccellenza, nomi come Angelica Kauffmann, Anton Raphael Mengs, Peter Paul Rubens, Pierre Subleyras, Anton von Maron, Jean-Baptiste Wicar.
Nell’ottava sezione, Intorno a Canova, si ricorda la funzione di grande rilancio operata dallo scultore veneto nel rimettere l’Accademia al centro del dibattito contemporaneo sulle arti promuovendo nuovi concorsi a sostegno dei giovani.
Nella nona sezione, Otto e Novecento, si documentano le aperture verso le nuove correnti e del verismo, del simbolismo e del modernismo con autori come Giacomo Balla, Amedeo Bocchi, Tranquillo Cremona, Achille Funi, Camillo Innocenti, Antonio Mancini.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Maggioli con testi introduttivi di Francesco Cellini e Claudio Strinati e saggi di Laura Bertolaccini, Carolina Brook, Elisa Camboni, Fabrizio Carinci, Alessio Ciannarella e Peter M. Lukehart.
Accademia Nazionale di San Luca, cenni storici
Fu il pittore Girolamo Muziano (1532–1592), desideroso di conferire maggiore prestigio alla categoria degli artisti e di istituire corsi di disegno per la formazione dei giovani, a promuovere il passaggio da Universitas ad Accademia. La proposta fu accolta da papa Gregorio XIII, che nel 1577 autorizzò pittori e scultori a fondare un’Accademia Romana di Belle Arti, intitolata a San Luca, patrono degli artisti.
Nel 1588, Sisto V assegnò all’Accademia la chiesa di Santa Martina nel Foro Romano, che venne successivamente dedicata anche a San Luca.
Alla fondazione dell’istituzione parteciparono numerosi artisti, a cominciare dal primo principe dell’Accademia, Federico Zuccari, che nel 1593 ne sancì la costituzione ufficiale. Fra questi si annoverano anche Alessandro Algardi, Gian Lorenzo Bernini, Cavalier d’Arpino, Pietro da Cortona, Carlo Fontana, Carlo Maratti.
Il prestigio dell’Accademia si estese ben oltre i confini dello Stato Pontificio, accogliendo numerosi artisti e architetti stranieri, alcuni dei quali raggiunsero il grado di Principe. Tra questi: il fiammingo Paul Bril e i francesi Charles Errard, Charles Le Brun, Charles-François Poerson, Simon Vouet. L’Accademia si affermò così come centro del cosmopolitismo artistico europeo.
Nel 1634, Pietro da Cortona, eletto principe, avviò il restauro della chiesa di Santa Martina, inserendovi la sua cappella funeraria.
A partire dal 1702, papa Clemente XI Albani, marchigiano, istituì i Concorsi Clementini, ai quali si alternarono dal 1768 i Concorsi Balestra, voluti dal cardinale Pietro Balestra, due importanti iniziative volte a promuovere la formazione artistica tra i giovani. Si trattava di concorsi annuali riservati agli allievi dell’Accademia e ai giovani artisti emergenti, in particolare pittori, scultori e architetti. Si svolgevano attraverso prove in cui i candidati dovevano presentare disegni o opere su temi stabiliti dall’Accademia, principalmente di soggetto sacro o storico. I vincitori ricevevano medaglie d’oro e d’argento, riconoscimenti prestigiosi che aprivano la strada a una carriera artistica e favorivano la loro affermazione professionale.
Nel corso del Settecento, l’Accademia raggiunse l’apice della sua dimensione internazionale. Ne furono membri artisti del calibro di Lambert-Sigisbert Adam, David Allan, Angelika Kauffmann, Anton Raphael Mengs, Pierre Subleyras, Jan Van Bloemen (l’Orizzonte), Anton Von Maron, Gaspar Van Wittel, Richard Westmacott, insieme agli italiani Pompeo Batoni, Marco Benefial, Filippo Juvarra, Pietro Paolo Pannini, Giovan Battista Piranesi, testimoniando con la loro adesione il ruolo centrale dell’istituzione nel panorama culturale europeo.
All’inizio dell’Ottocento, durante il principato di Antonio Canova, fu avviata una riforma generale della didattica e del sistema dei concorsi, con l’obiettivo di offrire una formazione sempre più orientata alla professione.
Con l’annessione di Roma al Regno d’Italia, nel 1870, l’Accademia di San Luca assunse il titolo di “Reale”. Tuttavia, a seguito della riforma degli Istituti d’Arte del 1873, dovette rinunciare alla funzione didattica, perdendo la sua vocazione originaria, che compensò dedicandosi a un’intensa attività di promozione culturale di alta qualità.
La storica sede di via Bonella al Foro Romano fu demolita nel 1932 per attuare il progetto di liberazione dei resti archeologici dei Fori. L’Accademia si trasferì quindi, nel 1934, a Palazzo Carpegna, nei pressi di Fontana di Trevi, edificio nel quale sono presenti elementi significativi di un progetto di Francesco Borromini. Il Palazzo venne radicalmente ristrutturato per l’occasione da Gustavo Giovannoni con la collaborazione di Arnaldo Foschini.
Nel 1948 l’Accademia di San Luca assunse il titolo di “Nazionale”.
Le sue attività si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Sorelle Arti. Pittura scultura e architettura dall’Accademia di San Luca
Biglietto unico per il circuito museale e monumentale di Fermo – validità 1 anno: Intero € 10,00 | Ridotto € 8,00 (ragazzi dai 14 ai 25 anni, gruppi composti da più di 15 persone, soci FAI, soci Touring Club Italia, soci Italia Nostra) |Omaggio per bambini fino ai 13 anni, disabili, soci ICOM, gior-nalisti con tesserino. CARD RESIDENTI – Intero € 10,00 (Biglietto unico per il circuito museale e monumentale di Fermo – validi-tà 1 anno, ingressi illimitati, sconti per mostre temporanee) |Ridotto € 8,00 (ragazzi dai 14 ai 25 anni, gruppi composti da più di 15 persone, soci FAI, soci Touring Club Italia, soci Italia Nostra) Biglietto speciale per una sola struttura: Intero € 4,00
Orario di apertura
dal martedì al venerdì 10.30 – 13.00 |15.30 – 18.00; sabato e domenica 10.30 – 13.00 | 15.30 – 19.00. Chiuso il lunedì. Previste aperture straordinarie in occasione di eventi e festività. APERTURA STRAORDINARIA: lunedì 29 settembre 2025
Città del Vaticano- Musei Vaticani, un volume celebra l’attualità di Francesco Borromini-
Città del Vaticano- 04 giugno 2025- Presentato ai Musei Vaticani il volume Francesco Borromini 1599-1667 che raccoglie gli atti del convegno svoltosi nel 2017 in occasione di 350 anni dalla morte del celebre architetto. Barbara Jatta: “Un modello indiscusso per generazioni di architetti”. Una pietra miliare per gli studi su Francesco Borromini: Una panoramica completa, interdisciplinare e aggiornata sull’opera e sull’eredità di uno dei protagonisti assoluti dell’architettura barocca. Il volume Francesco Borromini 1599-1667, presentato il pomeriggio del 3 giugno ai Musei Vaticani, raccoglie gli interventi del convegno promosso nel dicembre 2017 dalle collezioni pontificie, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma, in occasione del 350° anniversario della morte del celebre architetto ticinese.
Il baldacchino di San Pietro durante i recenti restauri
Il ricordo di Paolo Portoghesi
Motore dell’iniziativa è stato l’architetto Paolo Portoghesi, figura chiave della riscoperta critica di Borromini, venuto a mancare due anni fa e ricordato in tutti gli interventi della conferenza.
Le celebrazioni per il 350mo di Borromini
Oltre al convegno, nel 2017 varie furono le iniziative messe in campo: una mostra sui disegni di Borromini della Biblioteca Apostolica Vaticana nei Musei Vaticani, la Missa Ecce Sacerdos magnus a tre cori su partitura di Orazio Benevolo eseguita a Sant’Ivo alla Sapienza, visite e lezioni nei luoghi borromiani, un concorso fotografico per gli studenti romani di architettura, ingegneria e belle arti; incontro con protagonisti dell’architettura contemporanea.
Uno strumento fondamentale per conoscere Borromini
Curato da Alessandra Rodolfo e Luca Ribichini, pubblicato dalle Edizioni Musei Vaticani, il volume conferma il ruolo di primo piano svolto dai Musei del Papa nell’ambito della ricerca storico-artistica internazionale, grazie a convegni, pubblicazioni e collaborazioni accademiche. Con 440 pagine e 237 illustrazioni a colori e in bianco e nero, l’opera costituisce uno strumento fondamentale per studiosi, architetti e appassionati di storia dell’arte e dell’architettura.
Modello attuale
La grande attualità di Borromini per l’architettura contemporanea è stata sottolineata da Ribichini secondo il quale i disegni del grande maestro del Seicento possono ispirare anche le nuove generazioni in “un passaggio di pensiero e continuità”.
L’esattezza e l’energia dei disegni
Il grande talento grafico del celebre architetto è stato messo in luce nei vari interventi: una passione che si riflette nell’alto numero di fogli giunti fino a noi, nonostante tanti siano stati da lui distrutti in momenti di angoscia profonda. Le collezioni principali sono oggi conservata alla Biblioteca Vaticana e alla Albertina di Vienna. Lo ha ricordato Joseph Connors, professore emerito di Harvard University mettendone in luce la minuzia, il dettaglio, “l’esattezza e l’energia plastica”.
Geometria e simbolo
I vari contributi presenti nel volume sono stati presentati nel suo intervento da Marcello Fagiolo, professore emerito della Sapienza: “saggi di estremo interesse” grazie ai quali decodificare la grande sapienza borrominiana e capire la grandezza geometrica e simbolica delle sue architetture.
Francesco Borromini
Gli esordi come scalpellino
Figura chiave dell’architettura seicentesca e modello indiscusso per generazioni di architetti Francesco Castelli, Borromini, intorno al 1619, dal Canton Ticino giunse a Roma dove maturò professionalmente a contatto con una città in fermento per la costruzione del nuovo San Pietro. Impiegato inizialmente come scalpellino della Fabbrica della futura Basilica Vaticana, lavorò a stretto contatto con il conterraneo e lontano parente acquisito Carlo Maderno.
A fianco di Bernini
Sant’Andrea della Valle, Palazzo Barberini e gli altri maggiori cantieri del momento videro all’opera Borromini che, alla morte di Maderno, negli anni Trenta del XVII secolo, proseguì la sua attività in Vaticano sotto la direzione di Gian Lorenzo Bernini, nuovo Architetto della Fabbrica. Con l’autore del Colonnato e di Piazza San Pietro collaborò alla realizzazione del celebre Baldacchino recentemente restaurato. Divenuto responsabile del complesso alla Sapienza, storico archiginnasio romano, nel 1632 realizzò la chiesa di Sant’Ivo con innovativa terminazione a forma di chiocciola e la Biblioteca Alessandrina.
L’impronta di un maestro
“Di indole schiva e introversa”, ricorda Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani nell’introduzione al volume, “Borromini lavorò soprattutto per congregazioni e ordini religiosi: nel convento e nella chiesa dei Trinitari Scalzi, a San Carlo alle Quattro Fontane e all’Oratorio dei Padri Filippini, edificato accanto alla chiesa di Santa Maria in Vallicella”. Nel 1646, nominato architetto della Sacra Congregazione di Propaganda Fide, iniziò la sistemazione dell’omonimo palazzo, conclusa nel 1662. Tra il 1644 e il 1655, durante il pontificato di Innocenzo X, ottenne le più importanti imprese progettuali: il Palazzo Pamphilij in Piazza Navona, l’adiacente chiesa di Santa Agnese ed il restauro della Basilica di San Giovanni in Laterano in occasione dell’Anno Santo 1650. La sua impronta è presente in numerosi palazzi nobiliari romani, ma anche fuori dall’Urbe: a Bologna, Frascati, San Martino al Cimino, presso Viterbo.
Fonte –Vatican News-Articolo di Paolo Ondarza –
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