Roma Capitale il Teatro della Cometa inaugura una nuova stagione, marzo-maggio 2026-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Roma Capitale il Teatro della Cometa inaugura una nuova stagione, marzo-maggio 2026-
Roma, a pochi passi dal Teatro di Marcello, il Teatro della Cometa inaugura una nuova stagione, marzo-maggio 2026, che assume il valore di un manifesto culturale. In occasione dei settant’anni del gemellaggio tra Roma e Parigi, lo storico spazio teatrale propone infatti un programma multidisciplinare che intreccia musica, prosa, arti visive e ricerca contemporanea, riaffermando il teatro come luogo di incontro europeo. Presentata oggi in conferenza stampa la nuova stagione del Teatro intreccia insieme musica e arti visive nel segno del dialogo culturale europeo. All’incontro hanno partecipato Maria Grazia Chiuri, che insieme alla figlia Rachele Regini ha riportato in vita il Teatro, l’artista Marinella Senatore, la curatrice Paola Ugolini, la studiosa Maria Alicata, protagoniste di un confronto che ha messo al centro il ruolo del teatro come spazio condiviso di produzione culturale. La stagione nasce in occasione dei settant’anni del gemellaggio tra Roma e Parigi e si configura come un attraversamento multidisciplinare tra memoria e contemporaneità, nel segno della fondatrice Mimì Pecci Blunt e della sua visione internazionale della scena. Concerti, nuove drammaturgie, residenze artistiche e installazioni site-specific trasformano il teatro in un laboratorio aperto, capace di collegare archivio e presente, ricerca artistica e partecipazione pubblica. In sala, insieme a giornalisti e operatori del settore culturale, ospiti di prestigio come la giornalista Mariella Milani, Noona Smith-Petersen, Founder e CEO di Smith-Petersen PR.

«Solo Parigi è degna di Roma, solo Roma è degna di Parigi», Il motto diventa la chiave interpretativa di una rassegna pensata come attraversamento di linguaggi e sensibilità artistiche diverse, nel segno della fondatrice del teatro, Mimì Pecci Blunt, figura centrale della vita culturale internazionale del Novecento. La stagione si apre simbolicamente con una riflessione sulla memoria del luogo. Una mostra d’archivio curata da Maria Alicata racconta il dialogo culturale tra Roma e Parigi attraverso la biografia cosmopolita di Mimì Pecci Blunt, promotrice instancabile di artisti e intellettuali tra le due capitali fin dagli anni Venti.
A questa dimensione storica si affianca l’installazione site-specific The Theatre of the Commons dell’artista Marinella Senatore, curata da Paola Ugolini e pensata per il foyer del teatro. L’opera trasforma lo spazio in una piazza simbolica attraversata da banner ricamati a mano, realizzati insieme alla Chanakya School of Craft di Mumbai. Il ricamo diventa gesto politico e narrativo, capace di intrecciare memoria collettiva, empowerment femminile e partecipazione comunitaria.
La musica: grandi interpreti tra romanticismo e sperimentazione
Ad aprire il cartellone, il 10 marzo, è il debutto romano del festival Classiche ForMe con la pianista Beatrice Ranainsieme al Novo Quartet. Mendelssohn e Brahms dialogano in un programma cameristico che attraversa le diverse anime del Romanticismo europeo.
Il 17 e 18 marzo arriva invece la cantante e compositrice Chiara Civello, protagonista di una residenza artistica pensata appositamente per lo spazio della Cometa. Jazz, soul, musica brasiliana e scrittura contemporanea si fondono in uno spettacolo costruito attraverso l’ascolto reciproco tra artista, architettura e pubblico. Il percorso musicale prosegue il 10 aprile con Il salotto anni Venti, concerto affidato alla voce del mezzosoprano Sara Mingardo, insieme al violista Georgy Kovalev e al pianista Massimo Spada. Mahler e Brahms diventano materia intima e confessionale, restituendo alla musica da camera una dimensione domestica e profondamente emotiva.
La stagione si chiuderà il 17 maggio con il giovane pianista Aristo Sham, vincitore del Premio Van Cliburn, in un concerto che dialoga idealmente con la storia del teatro: nel 1959 infatti Arturo Benedetti Michelangeli inaugurò la stagione della Cometa con lo stesso capolavoro di Ravel, Gaspard de la nuit, qui riproposto come omaggio alla memoria del luogo.

Il teatro: figure femminili, identità e potere
La programmazione teatrale mette al centro figure femminili e interrogativi politici contemporanei. Dal 24 al 29 marzo debutta La storia è questa. Il processo di Giovanna d’Arco, scritto da Teresa Cremisi e Chiara Valerio, con adattamento site-specific di Liv Ferracchiati. Giovanna diventa simbolo del conflitto tra individuo e autorità religiosa e politica, sola davanti al giudizio della storia.
Segue, tra il 31 marzo e il 2 aprile, La Signora delle camelie, nuova riscrittura di Giovanni Ortoleva liberamente tratta dal romanzo di Alexandre Dumas figlio. L’amore tra Marguerite Gautier e Armand Duval viene reinterpretato come cronaca di un “omicidio sociale”, denunciando classismo e voyeurismo della società contemporanea. Il dialogo artistico tra Italia e Francia trova una sintesi nel progetto Più grande di me, testo della drammaturga francese Nathalie Fillion, con regia di Michele Sinisi e interpretazione di Sara Drago. Nato in residenza all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e sviluppato successivamente alla Cometa, lo spettacolo racconta la ricerca identitaria di una giovane donna tra determinismo e libertà.
Un ponte culturale europeo
La stagione 2026 del Teatro della Cometa non si limita a proporre spettacoli: costruisce un racconto coerente, dove archivio e contemporaneo convivono. Teatro, musica e arti visive diventano strumenti per riflettere sulla comunità, sull’eredità culturale europea e sulla possibilità di immaginare nuovi spazi di condivisione. Nel segno di Mimì Pecci Blunt, Roma e Parigi tornano così a dialogare attraverso la scena, riaffermando il teatro come luogo privilegiato di confronto internazionale e di partecipazione civile.