Marie Tharp la scienziata che ha mappato l’oceano e rivoluzionato la geologia-Biblioteca DEA SABINA
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Marie Tharp la scienziata che ha mappato l’oceano e rivoluzionato la geologia
Quella di Marie Tharp è una storia inusuale e avvincente: racconta la perseveranza di una donna scienziata che, nonostante gli ostacoli della sua epoca, riesce ad affermarsi e a rivoluzionare l’orizzonte della disciplina che studia.
Marie Tharp -Pioniera delle mappe oceaniche, la geologa Marie Tharp nacque il 30 luglio 1920: dalle sue intuizioni sulla Dorsale Medio-Atlantica nascerà la moderna teoria della tettonica a placche
Marie Tharp nacque il 30 luglio 1920 a Ypsilanti, Michigan, figlia di un cartografo del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense e di un’insegnante. Fin da bambina viaggiò spesso, seguendo il padre durante i rilievi topografici: un’esperienza che accese in lei, molto presto, la passione per le mappe e per la geografia.

Formazione accademica
Durante la Seconda guerra mondiale, con molti uomini arruolati, alle donne si aprirono opportunità in settori tecnici e scientifici. Tharp colse l’occasione:
- conseguì un Bachelor in Geologia alla Ohio University (1943);
- ottenne un Master in Geologia del Petrolio all’University of Michigan (1944);
- completò studi in matematica alla University of Tulsa mentre lavorava nell’industria petrolifera.
L’arrivo alla Columbia e l’incontro con Bruce Heezen
Nel 1948 fu assunta al Lamont Geological Observatory (oggi Lamont-Doherty Earth Observatory) della Columbia University. Qui iniziò la collaborazione con il geologo marino Bruce Heezen: lui raccoglieva dati batimetrici a bordo delle navi oceanografiche; lei, che all’epoca non poteva salire a bordo perché donna, trasformava quelle colonne di numeri in profili e mappe dettagliate del fondale atlantico.
La scoperta della Dorsale Medio-Atlantica e del Rift
Analizzando i rilievi, Tharp notò un profondo solco centrale (Rift Valley) che percorreva ininterrottamente il dorsale medio-atlantico. Quando confrontò quel tracciato con l’epicentro di numerosi terremoti oceanici—appena mappati dal collega Jack Oliver—vide che coincidevano quasi perfettamente. Questa evidenza forniva un tassello decisivo a sostegno della deriva dei continenti: le placche si muovevano davvero, allontanandosi lungo quella “cucitura” sottomarina.
Inizialmente la sua interpretazione fu accolta con scetticismo (Heezen stesso parlò di “sciocchezze da ragazza”), ma i dati continuarono a confermarla. Alla fine degli anni ’60 la teoria della tettonica a placche divenne il nuovo paradigma della geologia.
La mappa del 1977
Nel 1977 Tharp e Heezen, in collaborazione con il cartografo austriaco Heinrich Berann, pubblicarono la prima Mappa fisiografica completa degli oceani del mondo. Il poster—oggi un’icona della scienza—mostrava catene montuose, fratture e pianure abissali con un dettaglio mai visto prima, facendo “emergere” dall’oscurità i paesaggi sommersi.

Riconoscimenti e eredità
- 1968: finalmente, dopo due decenni, le fu consentito di partecipare a una spedizione in mare.
- 1997: la Library of Congress la inserì tra i quattro più grandi cartografi del XX secolo.
- 2001: ricevette il Lamont-Doherty Heritage Award.
- Oggi la American Geophysical Union assegna ogni anno la Marie Tharp Lecture per onorare le scienziate che rompono barriere disciplinari o sociali.
Marie Tharp morì il 23 agosto 2006 a Nyack, New York, lasciandoci in eredità non solo la prima visione chiara dei fondali oceanici, ma anche un esempio di determinazione scientifica contro pregiudizi e ostacoli di genere.

Marie Tharp fu una geologa ed oceanografa statunitense che diede un contributo fondamentale alle proprie discipline, creando alcune mappe che cambiarono per sempre il modo che tutti noi abbiamo di concepire gli oceani.A partire dal 1957, Marie Tharp iniziò a pubblicare, insieme al collega Bruce Heezen, le prime mappe in grado di svelare le conformazioni dei fondali oceanici, evidenziandone le valli, le fosse e i rilievi. Fino agli anni ’50 del secolo scorso, infatti, moltissimi scienziati ritenevano che i fondali oceanici fossero semplicemente privi di caratteristiche degne di nota. Il lavoro della Tharp mostrò che non era così, e permise di acquisire l’odierna consapevolezza circa l’importanza cruciale di queste caratteristiche (i fondali degli oceani, infatti, sono implicati in terremoti e tsunami, ma contengono anche ecosistemi ricchissimi e aiutano a regolare il clima della Terra). Le immagini elaborate da Marie Tharp permisero di sviluppare la teoria della tettonica delle placche: si tratta dell’idea che le placche, ampie sezioni della crosta terrestre, interagiscono per generare l’attività sismica e vulcanica del pianeta. Già ricercatori precedenti, come Alfred Wegener, avevano ipotizzato che i continenti fossero un tempo connessi l’uno all’altro dopo aver notato che la notevole corrispondenza tra le coste di Africa e Sudamerica. Nata nel Michigan, il 30 luglio 1920, Tharp aveva studiato musica e lingua inglese, ma nel 1943 entrò in un programma specialistico dell’Università del Michigan, che aveva l’obiettivo di insegnare alle donne la geologia del petrolio durante la Seconda Guerra Mondiale. Era un momento in cui gli uomini al fronte lasciavano molti posti di lavoro vacanti. Dopo aver lavorato per una compagnia petrolifera in Oklahoma, Tharp iniziò a cercare un lavoro da geologa alla Columbia University.

Le donne non potevano partecipare alle spedizioni di ricerca, e Tharp dovette accontentarsi di “assistere” gli studenti maschi, disegnando in ufficio ciò che veniva da loro osservato mentre erano fuori. Marie Tharp iniziò così a lavorare con Bruce Heezen, ai tempi uno studente che le fornì i profili dei fondali oceanici da disegnare. I dati erano forniti sotto forma di lunghi rotoli di carta che riportavano la profondità di un fondale registrata lungo un percorso lineare. Le misurazioni potevano ottenute da ogni imbarcazione utilizzando il sonar. La ricercatrice univa i dati rilevati in ogni luogo per creare rappresentazioni sintetiche e bidimensionali della profondità dei fondali. La accurata mappatura di sei diversi profili dell’Atlantico rivelò qualcosa che nessuno aveva mai notato: un crepaccio nel centro dell’oceano, ampio diversi chilometri e profondo centinaia di metri. Tharp suggerì che si trattasse di una rift valley, una tipologia di depressione che finora era stata osservata solo sulla terraferma. Un altro ricercatore, in quel periodo, stava tracciando gli epicentri dei terremoti usando una mappa della stessa dimensione e scala. Comparandola con quella di Tharp, quest’ultima ed Heezen realizzarono che gli epicentri cadevano proprio sulla rift valley. La scoperta fu di importanza critica per lo sviluppo della teoria della tettonica delle placche, perché suggerì che è il movimento avviene proprio a livello della rift valley, e che i continenti si stanno di fatto allontanando l’uno dall’altro. Nacque così una nuova e rivoluzionaria prospettiva, che alcuni faticarono inizialmente ad accettare. Dopo la morte di Heezen, la Tharp continuò a lavorare per l’Università della Columbia fino al 1983, anno in cui avviò un’impresa di distribuzione mappe in South Nyack durante gli anni della pensione. La Tharp donò la sua collezione di mappe e appunti alla Map and Geography Division della Biblioteca del Congresso nel 1995. Nel 1997, la Tharp ricevette due onorificenze dalla Biblioteca del Congresso, che la acclamò una dei quattro più grandi cartografi del XX secolo e incluse il suo lavoro in una esposizione per il 100º anniversario della Map and Geography Division. Nel 2001, la Tharp fu insignita del premio Lamont-Doherty Heritage per il lavoro di tutta la vita come pioniera dell’oceanografia. Marie Tharp morì di cancro a Nyack, New York nell’agosto del 2006 all’età di 86 anni.
Foto e fonti varie dal web