Maria Margotti , Mondina e Partigiana antifascista-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Maria Margotti , Mondina e Partigiana antifascista-
Maria Margotti nasce ad Alfonsine, in provincia di Ravenna, nel 1915 e, sin da giovanissima, diventa mondina.Partecipa attivamente alla Resistenza antifascista durante la seconda guerra mondiale e, dal 1946, è operaia in una fornace, partecipando alle lotte sindacali per ottenere le sette ore di lavoro, il miglioramento del vitto, il rispetto delle leggi e l’assistenza per malattia.

Nel 1949 le tensioni aumentano e i braccianti scioperano, il 16 maggio oltre seimila braccianti e mondine si uniscono nelle campagne di Molinella, provenienti da paesi delle province di Bologna, Ravenna, Ferrara, per tentare di dissuadere i crumiri, che rendono vane le rivendicazioni operaie.
Interviene poi la polizia in modo duro e violento, così il giorno dopo viene organizzata una manifestazione di protesta.
La mattina del 17 maggio torna la polizia e inizia a sparare.
Maria viene uccisa da una raffica di mitra sparata dal carabiniere Francesco Galeati, altre trenta persone sono ferite.
Maria muore a soli 34 anni mentre lotta per i diritti di tutti i lavoratori, e di tutti noi; nel processo che ne segue, il carabiniere è condannato solamente a sei mesi e quindici giorni di carcere.
Negli anni successivi i comuni di Ravenna e di Argenta intitolano una strada alla memoria della donna.
Maria Margotti-Fonte ANPI
Dopo la morte del padre aveva trovato, giovanissima, lavoro come mondina e durante l’occupazione nazifascista aveva partecipato attivamente alla Resistenza nel Ravennate. Vedova di guerra e madre di due bambine, nel 1946 la Margotti, attiva comunista, si era impegnata come operaia in una fornace cooperativa di Filo di Argenta (Ferrara).
Alla guida delle lotte sindacali, Maria Margotti il 16 maggio 1949 era tra gli oltre seimila braccianti che provenienti dalle province di Ferrara, Ravenna e Bologna si raccolsero nella zona di Molinella per impedire l’attività dei crumiri che, appoggiati dai sindacati di orientamento socialdemocratico, rischiavano di rendere vane le proteste dei lavoratori.
Il giorno successivo intervennero in forze la Polizia e i Carabinieri; mentre un folto gruppo di operaie ed operai di Argenta stava ormai tornandosene pacificamente a casa, i lavoratori furono raggiunti da due scariche di mitra partite da un’autocolonna di Carabinieri, ferma in località Ponte Stoppino. Trenta persone furono colpite e tra queste Maria Margotti, che cadde fulminata.
Le indagini sulla tragedia furono affidate allo stesso ufficiale che quel giorno comandava le forze dell’ordine e dopo tre anni di battaglia giudiziaria, il 13 luglio 1953, la Corte d’appello di Bologna, confermando la sentenza di primo grado, condannò il carabiniere Francesco Galeati a sei mesi e 15 giorni di reclusione. La mite pena inflitta al carabiniere considerato responsabile dell’omicidio, si accompagnò al proscioglimento di tutti i suoi superiori.
Il nome di Maria Margotti divenne così simbolo della ferocia delle classi dominanti nei conflitti con i lavoratori.
Nel 1982 il Comune di Ravenna ha deciso di ricordare la giovane madre intitolandole il raccordo della strada che collega Molinella ad Argenta.
Cronache Ribelli

La vita non era stata tenera con Maria Margotti. Classe 1915, aveva perso il padre ancora piuttosto giovane e durante il secondo conflitto mondiale aveva anche perduto il marito, mai tornato dalla guerra. Madre di due bambini, aveva partecipato attivamente alla Resistenza nella sua zona, tra Ferrara e Ravenna, e si era avvicinata al PCI. Dopo la Liberazione aveva iniziato un importante lavoro di sindacalizzazione, prima tra le mondine, occupazione che aveva svolto fin dalla morte del padre e poi, più in generale, tra i tanti braccianti di quelle zone. Vedova e operaia in una fornace, Maria dal 1946 organizzò diversi scioperi e manifestazioni per far sì che i lavoratori ottenessero salari migliori, assistenza sanitaria e minori carichi di lavoro. Lotte che culminarono in un imponente sciopero bracciantile. Il 16 maggio 1949 oltre seimila persone, tra braccianti e mondine provenienti da tutte le zone limitrofe, si concentrano nelle campagne nei pressi di Molinella, dove numerosi crumiri appoggiati dai partiti conservatori finivano per rendere vane le mobilitazioni dei tanti lavoratori agricoli. Le forze dell’ordine inviate sul posto dalle autorità reprimono con vi0lenza il tentativo degli scioperanti di bloccare i crumiri. Vi sono diverse colluttazioni e tanti braccianti sono vittime di duri pest@ggi.
Per questo il giorno seguente i lavoratori decidono di tornare a manifestare per denunciare la repressione subita. Purtroppo però le forze di poliziano intervengono nuovamente, caricando gli scioperanti e replicando le vi0lenze del giorno precedente.
Quando tutto sembra ormai finito, un gruppo di operai e operaie di Argenta, che stava pacificamente tornando a casa, viene attaccato a colpi di mitr@ da un’autocolonna dei carabinieri che stazionava in località Ponte Stoppino. Tra di loro c’era Maria Margotti, falciata da una raffica del carabiniere Francesco Galeati.
Per la giovane donna non c’è nulla da fare, mentre altri trenta lavoratori saranno feriti.
Seguiranno indagini e processi che assolveranno tutti i militari, tranne Galeati. A lui saranno inflitti solo sei mesi di reclusione.
Maria sarà per decenni ricordata dai suoi compagni di lavoro, e un coro delle mondine di Ferrara prenderà il suo nome.
Cronache Ribelli
Raccontiamo la storia di Maria anche nel secondo volume di Cronache Ribelli.