Luis Corvalan, storico segretario del Partito Comunista cileno-Biblioteca DEA SABINA
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Luis Corvalan, storico segretario del Partito Comunista cileno-

Luis Corvalan storico segretario del partito comunista cileno, protagonista della elezione di Allende e leader della resistenza contro il regime di Pinochet. Rigore, coerenza e grande considerazione della storia del movimento operaio hanno caratterizzato la vita e l’impegno politico di Corvalan,avvocato ed ex senatore, che ha pagato con la prigionia prima e con l’esilio poi la ferma ed intransigente opposizione alla sanguinaria dittatura cilena. Dopo il Golpe del 1973 infatti venne confinato nell’isola di Dawson, periodo in cui Mosca gli conferì il Premio Lenin per la Pace. Verrà liberato da Pinochet tre anni più tardi dopo un accordo con l’Unione Sovietica per la contestuale liberazione del dissidente Bukovsky, restando a Mosca fino al 1988 e rientrando in Cile due anni dopo la caduta del regime. In un’intervista rilasciata all’Unità l’avvocato Guido Calvi racconta la sua conoscenza diretta di Corvalan dopo che Berlinguer lo mandò in Cile per assumerne una difesa. “Quando, riportandogli un messaggio, una richiesta di Sergio Segre, sulla possibilità che Aldo Moro, allora ministra degli Esteri, avrebbe potuto sollecitarla sua liberazione in cambio della riapertura dell’ambasciata italiana a Santiago, Luis non mi rispose. Mi guardò fisso negli occhi e mi disse: secondo te, Gramsci avrebbe accettato questo? E io gli risposi: probabilmente no. E lui: Lo penso anch’io.” È cosi che vogliamo ricordare un uomo straordinario, un esempio per tutti coloro che ancora oggi si battono contro i soprusi e le dittature nel mondo.
Luis Nicolás Corvalán Lepe (Pelluco, 14 settembre 1916 – Santiago del Cile, 21 luglio 2010) è stato un politico, giornalista e docente cileno. Fu Segretario Generale del Partito Comunista del Cile (PCCh) per più di trent’anni.[1][2][3]
Biografia
Studiò nel Liceo di Tomé e alla Escuela Normal de Chillán, diplomandosi professore “normalista” nel 1934; lavorò come redattore quindi nei giornali comunisti Frente Popular e El Siglo. Era entrato nel Partito Comunista del Cile (PCCh) nel 1932; nel 1947, a seguito della messa fuori legge del Partito, fu detenuto nei campi di concentramento di Pitrufquén e di Pisagua. Nel 1950 fu eletto membro del Comitato Centrale e nel 1958 Segretario Generale, incarico che mantenne fino al 1990.
Promotore della linea politica che aspirava a costruire il socialismo in Cile senza violenza, fu uno dei principali realizzatori della coalizione Unidad Popular, a partire dal 1969. Fu eletto senatore varie volte: nel Settimo collegio provinciale tra il 1961 e il 1969 e nel Terzo collegio provinciale nel 1969. In conseguenza del sanguinoso colpo di Stato dell’11 settembre 1973, che rovesciò e uccise il presidente Salvador Allende, Corvalán fu arrestato senza processo, detenuto e deportato ad isola Dawson, poi nel campo di concentramento di Ritoque y Tres Alamos. Durante la sua detenzione gli fu conferito il Premio Lenin per la pace (1973-74).
Nel 1976 il regime militare del generale Augusto Pinochet, ordinò la liberazione di 200 prigionieri politici; in seguito ad un’intensa campagna dell’opinione pubblica internazionale, il Cile e l’URSS si accordarono per la liberazione di Corvalán in cambio del dissidente sovietico Vladimir Bukovsky; lo scambio avvenne a Zurigo il 18 dicembre 1976[4]. Corvalán ottenne asilo politico nell’URSS e ritornò in Cile clandestinamente nel 1980 e legalmente nel 1988, quando poté partecipare alla ripresa delle libere istituzioni democratiche[5].
Nel 1989 lasciò l’incarico di Segretario Generale del PCCh, di cui restò però uno dei principali dirigenti, come membro del Comitato Centrale. Negli ultimi anni, meno impegnato nella politica attiva, si dedicò a scrivere libri come El Gobierno de Salvador Allende (2003) e Los Comunistas y la Democracia (2008).[6] Ha rilasciato, durante il suo soggiorno in Russia, alcune interviste in russo.[7][8] Luis Corvalán è deceduto nel suo domicilio a Santiago del Cile, il 21 luglio 2010.[6][9]
Opere
- Ricardo Fonseca, combatiente ejemplar (1971)
- De lo vivido y lo peleado. Memorias (1997)
- Entrevista con Margot Honecker (2002)
- El Gobierno de Salvador Allende (2003)[6]
- Los comunistas y la democracia (2008)[6]
Fonte-Wikipedia -L’enciclopedia libera e collaborativa