Le ciliegie di Celleno(VT) protagoniste di una fiaba -Biblioteca DEA SABINA
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Le ciliegie di Celleno(VT) protagoniste di una fiaba
Celleno (Vt)– Le ciliegie di Celleno diventano protagoniste di un libro per bambini e il filo conduttore di una storia che unisce fantasia, gastronomia, natura e scoperta del territorio. I ciliegi in fiore attraversano l’intero racconto di “Simonetta, Ruggero e il bosco di Celleno”, libro illustrato per bambini dai 4 agli 8 anni scritto da Giulio Gargiullo, romano con radici familiari nel borgo e Cittadino Onorario di Celleno.

Il legame nasce dall’identità stessa del paese della Tuscia, conosciuto per le sue ciliegie e per la storica Festa delle Ciliegie, che si svolge all’inizio di giugno. Tra gli elementi reali inseriti nella fiaba compaiono anche le tradizionali frittelle alle ciliegie di Celleno, preparate secondo una ricetta considerata quasi “segreta” e tramandata da alcune famiglie del paese. Nel racconto vengono servite durante il matrimonio dei due protagonisti, Simonetta e Ruggero. Il rapporto tra libri e scoperta delle destinazioni rappresenta oggi anche un’opportunità per il turismo. Il Travel Trends 2026 di Skyscanner individua nel “Bookbound” uno dei trend emergenti: il 57% dei viaggiatori ha già prenotato o prenderebbe in considerazione un viaggio ispirato dalla letteratura.
“È un dato importante anche per lo sviluppo del turismo enogastronomico italiano”, osserva Gargiullo, esperto di comunicazione e marketing digitale. “Un libro può diventare un vettore di conoscenza di un territorio e far scoprire, prima ancora del viaggio, un prodotto tipico, una ricetta, una festa e la comunità che li custodisce. La lettura può contribuire così a creare viaggiatori più informati e consapevoli, interessati non soltanto a visitare un luogo, ma a conoscerne identità e tradizioni”.
È il meccanismo su cui è costruito il libro dedicato a Celleno. In un percorso nel quale fantasia, elementi storici e realtà si fondono, il bambino insieme al genitore viene accompagnato fino a una pagina in cui scopre che il Borgo Fantasma di Celleno esiste veramente. Da qui il libro diventa interattivo: un QR Code permette di vedere immediatamente un video panoramico realizzato con drone sul vero Borgo Fantasma e sul Castello Orsini. Il luogo viene prima immaginato attraverso la storia, poi osservato nella realtà e può infine diventare la meta di una visita in famiglia.
“Il libro diventa così uno strumento di scoperta del territorio per tutta la famiglia. È un modello potenzialmente replicabile anche da altre amministrazioni comunali: prodotti tipici, ricette, feste e patrimonio locale possono entrare in una narrazione autentica e diventare un primo punto di contatto tra il pubblico e una destinazione”, aggiunge Gargiullo.
Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Comune di Celleno. “Simonetta, Ruggero e il bosco di Celleno” è disponibile in italiano e anche in lingua inglese con diffusione internazionale, con il titolo “Simonetta, Ruggero and the Cherry Forest of Celleno”, portando così la storia dei ciliegi, del borgo e delle sue tradizioni anche oltre i confini italiani. Giulio Gargiullo, nato e residente a Roma, ha radici familiari a Celleno da parte del nonno materno. Esperto di comunicazione e marketing digitale con esperienza internazionale, nel 2024 è stato nominato Cittadino Onorario del Comune di Celleno per l’attività svolta nella promozione del paese sui media italiani e internazionali.
Fonte (Agen Food)
Storia di Celleno (Viterbo)
Non si conosce la data esatta della fondazione di Celleno, anche se con tutta probabilità nel territorio sono presenti insediamenti etruschi a partire dal VII secolo a.C.
La cittadina viene poi sottomessa dai Romani che non la distruggono forse grazie alla sua posizione strategica.
Parla di un insediamento nel territorio anche Dioniso d’Alicarnasso (60 a.C. – 7 a. C.) che nei suoi scritti sostiene che la cittadina fu fondata da Italo in memoria di sua figlia Cilenia molti anni prima della fondazione di Roma.
Vista la sua importante funzione di raccordo tra le città di Volsini (Orvieto) e Ferento la cittadina nel corso della storia fu al centro di numerose contese che la vedono prima cadere in mano ai romani, poi ai Goti e, infine, ai Longobardi.
Nel 774 d.C. grazie all’intervento di Carlo Magno viene consegnata al dominio della Chiesa che la affida alla famiglia Monaldeschi della Cervara.
All’inizio del XII secolo il castello di Celleno compare tra gli alleati della Chiesa contro la minaccia imperiale.
In seguito sempre nel XII secolo rientra per lungo tempo nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini che vedono opposte le città di Orvieto e Viterbo, al fianco della quale si schiera la cittadina che partecipa, sempre sotto la guida di Viterbo, anche alla vittoria ed alla distruzione di Ferento.
Nel corso del XIV secolo continua la sua alleanza con Viterbo, impegnandosi nelle dure dispute con Roma.
Dal 1527 al 1580 è un feudo della famiglia Orsini per poi entrare a far parte definitivamente, dalla fine del Cinquecento, dei domini dello Stato Pontificio.
Nel corso del XVI secolo perde la sua importanza come centro di traffici commerciali; nel 1696 subisce una fortissima scossa di terremoto che provoca gravissimi danni all’intero antico borgo.
Si ritiene che la valle che si trova a ridosso dell’antico abitato sia sia formata proprio durante il terremoto, lasciando il centro di Celleno Antica isolato rispetto alle zone vicine.
Ad aggravare la situazione già molto difficile della sopravvivenza dell’antico borgo sopraggiungono anche una serie di gravi epidemie tra il 1832 ed il 1833.
Nel 1855 si registra infine una nuova fortissima scossa di terremoto che costringe tutti gli abitanti ad abbandonare Celleno Antica per fondare, a circa un chilometro di distanza, un nuovo centro abitato.
Il borgo fantasma
Celleno è anche noto come il “borgo fantasma”, la “città perduta” o il “paese abbandonato” della Tuscia, attribuzioni che derivano dalle tragiche vicende legate alla sua storia che hanno portato al suo abbandono nel 1855.
All’interno di quel che resta dell’antico borgo troviamo edifici parzialmente crollati, piante che si arrampicano fondendosi con le architetture, finestre vuote che si aprono direttamente sul cielo, panorami mozzafiato sulle vallate ed i campi circostanti.
Come Civita di Bagnoregio, conosciuta come la “città che muore”, anche Celleno si trova su un poggio tufaceo che è soggetto ad una progressiva e lenta erosione.
Celleno Nuovo e la Borgata Luigi Razza
La nuova Celleno nasce per ovviare ai progressivi fenomeni di erosione della rupe tufacea su cui si trova il borgo antico; Piazza della Repubblica ne è il centro amministrativo e sociale.
Il 6 luglio 1935 l’allora Ministro del Lavori Pubblici Luigi Razza visita il borgo antico e viste le sue condizioni di pericolo incarica l’Ing. Prezioso di costruire un nuovo centro abitato, di cui la Borgata Luigi Razza ne costituisce il nucleo originario.
Il 18 marzo 1951 il consiglio Comunale decreta il definitivo abbandono di Celleno Antica.
Luoghi di interesse (Celleno Antica)
Chiesa di San Donato
La piccola chiesa del XIII secolo di stile romanico presenta ancora sul fianco destro i ruderi del portale laterale. Dietro il portale il tetto crollato consente l’ingresso di alberi e piante nella chiesa. Affianco un bel campanile quadrato.
Chiesa di San Carlo
La chiesa del XVII secolo a navata unica presenta ancora un bel portale di basalto ed al suo interno sono tuttora visibili gli stucchi barocchi delle pitture.
Chiesa di San Rocco
La sola chiesa del borgo antico ancora in uso presenta un portale in peperino con lo stemma della famiglia Orsini ed un bell’altare dorato. Al suo interno troviamo un prezioso crocifisso ligneo risalente al 1600 conservato presso l’altare. Il Crocifisso si trova su una croce dipinta in nero e oro interamente circondata da un apparato barocco di raggi dorati, intervallati da nubi argentate da cui fuoriescono teste di cherubini. Nella parte superiore troviamo due angeli dalle chiome e dai panneggi dorati che sorreggono una corona posta sulla testa del Cristo. Il Crocifisso è inserito all’interno della macchina dell’altare di stile barocco.
Convento di San Giovanni Battista
Situato subito fuori l’antico borgo viene edificato nel 1600. All’interno troviamo un chiostro con affreschi che risalgono al 1700; all’esterno un grande parco, un orto e un giardino.
Castello Orsini
Al castello, che nel Cinquecento ha ospitato la famiglia Orsini, si accede attraverso la via del Ponte che immette nella piazza principale da Porta Vecchia o da Piazza del Mercato. Della costruzione è ancora visibile la cortina difensiva, il fortilizio, la possente muratura di rinforzo e la stupenda duplice arcata del ponte levatoio.
Feste
Festa Patronale
La festa del SS. Crocifisso si svolge il 14 settembre per esaltare la Croce ed il prestigioso crocifisso ligneo che si trova nella Chiesa di San Rocco. Nel corso dei festeggiamenti nel borgo antico si svolge la celebrazione religiosa, con la tradizionale processione, oltre che vari eventi folcloristici.
Festa delle ciliegie
Si svolge la seconda domenica di Giugno per celebrare la ciliegia oro rosso di Celleno con degustazioni, sfilate di carri allegorici, gruppi mascherati, musica, cene in piazza. A caratterizzano la festa la crostatona di oltre 20 metri e la gara dello sputo del nocciolo.
Presepe vivente
Nell’area del Castello decine di comparse riportano in vita la rappresentazione della natività