La “prima” volta delle donne: il voto del 10 marzo 1946 -Articolo di Marco Travaglini-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
La “prima” volta delle donne: il voto del 10 marzo 1946 –
Articolo di Marco Travaglini
Articolo di Marco Trvaglini-Sono trascorsi 80 anni dal primo voto femminile in Italia: il 10 marzo del 1946, per la prima volta, le donne italiane che avevano compiuto 21 anni poterono recarsi alle urne. Così, dopo la liberazione dal nazifascismo e la fine della guerra, le donne ottenevano finalmente il diritto di essere protagoniste a pieno titolo della vita politica e sociale del nostro paese. Una successione di cinque domeniche (10, 17, 24, 31 marzo e 7 aprile 1946) compose la prima tornata amministrativa dell’Italia liberata. La seconda avvenne qualche mese dopo, tra ottobre e novembre. In mezzo ai due appuntamenti di carattere amministrativo, il referendum del 2 giugno con la scelta tra monarchia e repubblica e la contestuale elezione dell’Assemblea Costituente.

Per la prima volta le donne poterono votare ed essere votate: 21 donne, tra cui tre piemontesi – Teresa Noce, Angiola Minella e Rita Montagnana – vennero elette all’Assemblea Costituente. Le cronache locali raccontarono così quel “nuovo inizio”: “…le donne sono state la grande novità di queste elezioni: popolane e signore, vecchie e giovani, sole o in compagnia. Parecchie mogli hanno potuto dividere con il marito l’attesa e poi l’emozione del voto; si sono viste giungere intere famiglie, magari divise nei pareri ma a braccetto. Anzi, l’elemento femminile è accorso per primo davanti alle sezioni. Molte donne uscite dalle chiese dopo la prima Messa si sono recate subito a votare per poter tornare a casa ad accudire alle faccende domestiche…”.

Si trattava di un primo passo, ottenuto grazie al ruolo fondamentale svolto da moltissime donne durante la Resistenza e che avrebbe poi trovato formale riconoscimento nella Costituzione promulgata nel 1948, di un lungo e faticoso percorso di emancipazione segnato da molteplici tappe, e che per molti versi ancor oggi non è concluso. A ottant’anni di distanza, in un paese e in una società profondamente diversi, ma ancora debitori delle lotte e delle conquiste di allora, è necessario ricordare le vicende e le protagoniste di quella indimenticabile stagione della democrazia.
Fonte-by La Porta di Vetro
L’associazione La Porta di Vetro
L’associazione La Porta di Vetro è nata il 9 aprile del 2013 con l’intento di analizzare e dibattere di alcuni temi principali quali la politica italiana, l’intercultura e l’immigrazione e i rapporti industriali.
I soci fondatori sono Stefano Maria Cavalitto, Angelo Corrù, Armando Francia, Mauro Nebiolo Vietti, Pietro Terna, Gian Paolo Zanetta e Michele Ruggiero (presidente). Oggi l’Associazione conta una trentina di soci e nel tempo si è sviluppata anche nella realizzazione di mostre fotografiche, ultima quella proposta al Museo del Risorgimento, dedicata al fotoreporter Ivo Saglietti.
Con la Riforma del Terzo Settore, l’associazione si è trasformata giuridicamente in Associazione La Porta di Vetro Aps.
La sua pubblicazione di riferimento è la rivista omonima La Porta di Vetro in formato cartaceo, mentre nel web sono attivi quotidianamente l’omonimo sito on line, e settimanalmente la newsletter, distribuita ogni lunedì, con una selezione degli articoli apparsi nella settimana precedente.