Inediti di Valentina Casadei | L’Altrove – Appunti di poesia-Biblioteca DEA SABINA
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Inediti di Valentina Casadei | L’Altrove – Appunti di poesia-
Valentina Casadei ci consegna una poesia inedita e coraggiosa.
Sesto Mese affronta il territorio quasi indicibile della gravidanza interrotta, trasformando il lutto prenatale in materia poetica di straordinaria intensità. Non si tratta di versi confessionali nel senso più immediato: la poeta costruisce un’architettura lirica rigorosa, dove il dialogo impossibile con il figlio mai nato diventa strumento di indagine esistenziale.
La struttura tripartita orchestra sapientemente i registri emotivi: dalla richiesta di perdono iniziale, carica di sensi di colpa materni (“scusami per i pianti / quelli trattenuti o fragorosi”), alla rievocazione della presenza attraverso il gesto (“Ricordi il calore delle nostre mani su di te?”), fino all’accettazione paradossale del finale, dove persino i calci fetali diventano forma di comunicazione e resistenza.

Il contesto di violenza domestica emerge per accenni, mai urlato ma costantemente presente: il padre “ubriaco a fare festa”, “steso dal whiskey”, “più ricco della notte”. Casadei evita ogni retorica vittimistica, costruendo invece una lucidità feroce che non risparmia nemmeno la voce narrante (“nascondevo dei chiodi / Mi pungevo”). Il corpo femminile si configura come spazio di battaglia silenziosa, dove convivono tenerezza impossibile e autodistruzione.
Notevole la gestione del ritmo: le interrogative serrate della prima sezione creano un’urgenza comunicativa che si placa nelle sezioni successive, dove il verso si distende in una meditazione più pacata. Il linguaggio corporeo, mai compiaciuto, raggiunge vertici di precisione anatomica ed emotiva. L’intuizione finale – “la tua assenza che continua a nutrire” – ribalta il paradigma del lutto in una forma di maternità fantasmatica che persiste oltre la perdita.
1.
Scusami per i pianti
quelli trattenuti o fragorosi
al lavoro, dietro al bancone
o sola, nel cuore della notte
mentre il padre ubriaco a fare festa con gli amici
scusami se le implosioni
sono state per te terremoti
Tremavano le membrane? Scivolavi nella placenta?
Hai sentito i tumulti il fiato corto il groppo in gola lo stomaco chiuso?
Quelle settimane senza mangiare, avevi fame?
Quelle settimane senza sonno, quando mi rigiravo nel letto, riuscivi a dormire?
Quelle settimane senza sonno, quando mi rigiravo nel letto, sapevi che non era per te?
Scusami per il dolore non tuo, per il tuo destino breve
Il padre al mattino steso dal whiskey
ancora una volta in attesa, la madre
a ingoiare rabbia come angelo muto
2.
Ricordi il calore delle nostre mani su di te?
Solo la pelle sottile come muro
fra i palmi e il naso abbozzato
sentivi quell’amore mai pronunciato
Interamente contenuto nel gesto?
Sentivi la gioia, l’entusiasmo?
E tutto quello che non avremmo mai potuto darti, lo sentivi?
Sapevi che nascondevo dei chiodi?
Mi pungevo perché tuo padre era più ricco della notte
ma la notte lo ha divorato
3.
Non preoccuparti per i calci che mi davi
erano carezze per me
eri tu che scalciavi al posto mio
nel momento in cui non ci riuscivo
cresciuta nel mio silenzio
nelle notti in cui restavo ferma a tenerti stretta, senza braccia
a pensare alla madre che mai sarei stata
al corpo che non diventa mai casa
non preoccuparti per i calci che mi davi
e chi l’avrebbe mai detto, che un calcio potesse lenirmi
il sanguinamento come arrivederci
e la tua assenza che continua a nutrire
L’AUTRICE
Valentina Casadei (1993), autrice e sceneggiatrice italiana, vive a Parigi dal 2014. Laureata in storia del cinema e diplomata in sceneggiatura alla Fémis, ha scritto e diretto due cortometraggi e sta sviluppando il suo primo lungometraggio. Le sue poesie e racconti sono apparsi su numerose riviste letterarie italiane e francesi, e ha pubblicato sei raccolte poetiche tra Italia e Francia. Collabora come lettrice, insegna sceneggiatura in una scuola di cinema, e conduce laboratori di poesia, in particolare rivolti a donne vittime di violenza.
Rivista L’Altrove
La poesia non cerca seguaci, cerca amanti. (Federico García Lorca).
L’Altrove è una rivista digitale indipendente dedicata alla poesia contemporanea e alle sue molteplici declinazioni. Fondata e diretta da Daniela Leone, la rivista nasce con l’intento di offrire uno spazio critico, plurale e interdisciplinare, in cui la poesia dialoghi con il pensiero, l’arte, la memoria, il corpo e le trasformazioni del presente.
Accoglie testi poetici, interviste, recensioni e rubriche tematiche, con particolare attenzione alle scritture femminili, migranti e marginali. Crede in una poesia capace di interrogare la realtà, di attraversare i confini, di generare riflessione e consapevolezza.
L’Altrove promuove un lavoro di ricerca e di ascolto radicale, valorizzando voci emergenti e consolidate, pratiche di traduzione, contaminazioni formali e linguistiche. Attraverso gli articoli pubblicati il progetto si propone come laboratorio di lettura e di pensiero poetico aperto e accessibile.
Ogni numero è curato con attenzione, passione, nella convinzione che la poesia sia una forma di conoscenza e di presenza nel mondo.
Per informazioni: laltrovepoet@outlook.it