Il Museo Nazionale d’Abruzzo torna al Castello cinquecentesco dell’Aquila-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Il Museo Nazionale d’Abruzzo torna al Castello cinquecentesco dell’Aquila
L’Aquila- È stata presentata oggi alla stampa la rinnovata sede del Museo Nazionale d’Abruzzo – MUNDA al Castello cinquecentesco dell’Aquila, simbolo della città e scrigno della memoria artistica regionale. Dopo oltre sedici anni dal terremoto del 6 aprile 2009, una porzione significativa delle collezioni torna finalmente “a casa”, negli spazi del piano terra e del primo piano del quarto sud est del Castello, consegnati al museo nel giugno 2025 dall’ex Segretariato Regionale per l’Abruzzo che ne ha curato, a partire dal 2016, i complessi lavori di consolidamento e restauro.

Alla presentazione sono intervenuti, insieme alla direttrice del Museo Federica Zalabra, il Direttore generale Musei Massimo Osanna, il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il Titolare dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila Salvatore Duilio Provenzano.

La consegna di questo primo stralcio ha permesso al MUNDA di procedere con il progetto museologico che ha interessato questa sezione con il nuovo allestimento museografico di ben 98 opere. L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila ha supportato il museo nelle fasi di approvazione del progetto esecutivo e nella gestione della procedura di affidamento dei lavori, operando come stazione appaltante e seguendo i lavori di allestimento, a suggellare una proficua collaborazione con il MUNDA che testimonia l’impegno delle diverse istituzioni ed enti sul territorio e che avrà ulteriori sviluppi in futuro. A questo riguardo si sottolinea il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila che ha cofinanziato gli schermi ad uso dell’imponente Touch Wall del primo piano, lungo 3,5 metri e alto 1,2 metri. L’apertura al pubblico è prevista da sabato 20 dicembre 2025.

«Il ritorno del Museo nazionale d’Abruzzo nel Castello cinquecentesco dell’Aquila – commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna – rappresenta un passaggio di grande valore simbolico e culturale: non soltanto la restituzione di un museo alla sua sede storica, ma il segno concreto di un percorso di ricostruzione che ha posto al centro il patrimonio come bene pubblico, strumento di conoscenza e fattore di coesione per la comunità. Il nuovo allestimento è il risultato di un lavoro lungo e articolato, che ha intrecciato ricerca, restauro e progettazione museografica, restituendo accessibilità a collezioni il cui rapporto con il museo e con il pubblico era stato profondamente segnato dai tragici eventi del 2009.

«Oggi non inauguriamo soltanto un nuovo allestimento, ma restituiamo alla città un luogo della memoria collettiva e alla regione uno strumento fondamentale di conoscenza del proprio patrimonio», ha dichiarato la direttrice del MUNDA Federica Zalabra durante la conferenza stampa. «Il Castello torna a essere un museo al passo con i tempi, vivo, aperto, in dialogo con la comunità e con la ricerca internazionale».

La porzione degli spazi restituita al MUNDA ospita:

- un percorso introduttivo dedicato alla storia della città dell’Aquila, del Castello e del museo, articolato in tre sale, con installazioni immersive e una narrazione per immagini dalla fondazione cinquecentesca del Castello fino ai giorni nostri;
- ambienti con pavimentazioni con stampa su vetro che riproducono le piante storiche della città, per orientare il visitatore nello spazio urbano e nel paesaggio culturale abruzzese;
- il nuovo percorso espositivo dal Medioevo al Cinquecento, cuore delle ricche collezioni permanenti del museo.
L’Aquila-Museo Nazionale d’Abruzzo – MUNDA
- Il resto delle collezioni – la sezione archeologica, le opere dal Seicento all’arte contemporanea – troverà posto progressivamente, secondo un progetto museale già definito che prevede, entro la fine del 2027, la consegna e l’allestimento del secondo piano, restituendo al museo l’intero blocco storico.
- Nel percorso espositivo il visitatore ha la possibilità in anteprima di ammirare alcuni importanti reperti della collezione archeologica, quali il Calendario di Amiternum lastra risalente agli inizi del I secolo d.C. ricomposta da diversi frammenti, probabilmente posto in origine nel foro della città di Amiternum; l’Erma di Ercole, probabilmente posizionata all’ingresso del Teatro.
Questa fortezza straordinaria torna oggi a essere un luogo della cultura vivo, dinamico, capace di parlare a tutti i pubblici, diventando al tempo stesso un simbolo di rinascita e di resilienza per l’intera comunità. La riapertura di questi spazi si inserisce in una visione più ampia che la Direzione generale Musei sta portando avanti in tutto il Paese: musei intesi come presìdi culturali attivi, radicati nei territori, aperti alla ricerca, all’accessibilità e alla partecipazione. In questo senso, il Museo nazionale d’Abruzzo rappresenta un modello significativo, capace di tenere insieme memoria e futuro, identità locale e reti nazionali, all’interno del Sistema Museale Nazionale. Il Castello dell’Aquila torna così a essere non solo uno scrigno di opere, ma uno spazio di relazione, e condivisione, chiamato a svolgere un ruolo centrale nella vita culturale del territorio»
Fonte-MiC- Ministero della Cultura-
