Daniela Tozzi-Il tempo che rimane- Merlino Edizioni-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Daniela Tozzi-Il tempo che rimane -Merlino Edizioni
Deascrizione del libro di Daniela Tozzi-Ad Annita, con due enne, piace essere definita vecchia, non anziana. È una donna generosa e attenta, che vive la sua vita in una penombra piena di solitudine e di assenze. Il romanzo racconta di occhi appannati, di memorie perdute, di vuoti indelebili, ma anche di amicizie e di affetti che non perdono vigore con l’avanzare dell’età. Il tempo che rimane è il tempo dei vecchi, pieno di ore, ma privo di futuro. Annita ribalta gli schemi restituendo a ogni istante la sua eternità.
Chi è la scrittrice Daniela Tozzi

Daniela Tozzi vive a Roma. Organizza eventi e tiene corsi di scrittura. Ha pubblicato il romanzo Bianco. Nel 2019 pubblica il libro Il tempo che rimane con l’editore Merlino Edizioni.Il tempo che rimane -Vincitore del concorso letterario nazionale “Un libro per l’inverno” edizione 2020, il secondo libro di Daniela Tozzi è una gemma dell’editoria indipendente italiana.
Trama libro Il tempo che rimane di Daniela Tozzi
Annita è una signora anziana con i capelli bianchi come fili argentati. Una donna che non si scoraggia mai di fronte alle difficoltà della vita. Affronta con coraggio e chiara consapevolezza i suoi ultimi anni “su questa terra”. Gli anni che, secondo il ciclo naturale della vita, corrispondono al tramonto dell’esistenza umana.
La storia di Annita si dipana tra due diversi ambienti.
Il primo ambiente è chiuso ed è la casa di riposo. Qui fanno la comparsa diversi personaggi secondari e grazie a essi Daniela Tozzi ci dà la possibilità di riflettere su tematiche molto forti e impegnative come la malattia terminale di Rina, la sua “difficile e sofferta” decisione unita alla complicata storia personale e affettiva. Poi l’autrice ci fa riflettere sulle truffe a danno degli anziani eseguite dai “ furbetti” che approfittano della buona fede dei vecchietti che il più delle volte evitano di effettuare le denunce alle forze dell’ordine per “vergogna”.
C’è chi come Casimiro, nonostante l’età, prende la vita sempre alla leggera, non impara nulla dai propri errori e solo l’amore incondizionato e smisurato di un figlio ritrovato in vecchiaia, potrebbe indurlo a riflettere, ma ciò…. Accade o non accade?
Seconda parte trama libro
Un’altra tematica che merita di essere menzionata è l’amore proibito che inizia a scemare e a perdere di significato quando diventa accessibile, quando si potrebbe viverlo alla luce del sole come amore “legalizzato”.
L’altro ambiente in cui si evolve il prosieguo della storia è quello aperto: la piazza.
La piazza con i suoi incontri, il suo chiacchiericcio, i suoi sussurri e i sorrisi inattesi di persone conosciute che nutrono la speranza di ricominciare a vivere e a sognare grazie a un amore nascente, anche a ottant’anni.
E non dimentichiamoci dell’amore incondizionato e disinteressato per gli animali, gatti e cani. Solosoletto, tanto cercato da Annita, riuscirà a ritrovare la sua padroncina?
Quel batuffolo dalle chiazze bianche diventerà un’ancora a cui aggrapparsi o sarà un macigno dal quale fuggire?
Commento del libro di Daniela Tozzi
Nel libro Il tempo che rimane ciò che mi colpisce di più, – al di là degli innumerevoli spunti di riflessione riguardo a tematiche molto impegnative, – è la grande abilità e maestria della scrittrice nel dipingere la protagonista sia nei suoi vizi, sia nelle sue virtù ma stando sempre defilata, non criticandola e neppure elogiandola.
La Tozzi rispetta così tanto Annita che le dà sempre del Lei, entra ed esce dal personaggio tanto che il lettore si sente trascinato dall’evoluzione degli eventi e s’innamora subito dell’arzilla vecchietta, facendo il tifo per lei, spogliandosi delle vesti dell’imparzialità.
Il finale in-atteso schiude le porte a un nuovo inizio….
Recensione libro di Pollyanna
La redazione del sito Recensione Libro.it intervista la scrittrice Daniela Tozzi autrice del libro Il tempo che rimane
- Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro Il tempo che rimane, cosa diresti?
Il tempo che rimane è una porta socchiusa su uno spicchio di vita in penombra: la vecchiaia. Ho provato a immaginare cosa vuol dire essere vecchi, cosa cambia e cosa resta. Il peso dei ricordi. Il valore dell’amicizia, la solitudine.
- Da dove nasce l’ispirazione in Daniela Tozzi per raccontare questa storia intensa sugli anziani?
In realtà questo libro mi è venuto a cercare. Una mattina di gennaio del 2019 ho pensato a mia madre seduta accanto alla finestra che guarda il movimento nella via o legge un libro, passa il tempo. Ho visto i suoi capelli bianchi, la stanza in penombra, la pila di libri sulla sedia, e mi è venuto in mente l’incipit. Ho pensato alla sua solitudine, una solitudine che non è solo assenza di compagnia. È una solitudine più profonda che nasce dai vuoti lasciati dalle persone che ha amato e che non ci sono più. Una solitudine che non ha consolazione. E allora, ho deciso di scrivere questo libro.
- Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?
Da un libro il lettore prende quello che vuole, quello che è più in sintonia con lui in quel momento. La vecchiaia è una fase della vita che, secondo me, meriterebbe più attenzione. Più che un segno, che mi sembra presuntuoso, vorrei che si facessero delle domande.
- C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?
No, chissà, forse tra qualche tempo…
- Se Daniela Tozzi dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Il tempo che rimane, quali userebbe?
Amaro, delicato, crudo.
- Perché credi si debba leggere il tuo libro?
A questa domanda posso solo rispondere utilizzando le parole di alcuni che lo hanno letto: “Mi ha fatto riflettere…”. Secondo me, è complicato essere vecchi e non sappiamo nemmeno quanto, ci vuole coraggio. Forse la prova di coraggio più grande in una vita.
- Ci racconti cosa hai provato quando hai scritto il libro?
Questa è una domanda complessa. La prima cosa che mi viene in mente è: sollievo. Era come se mi stessi alleggerendo di qualcosa che premeva dentro. Mi sono messa in discussione, mi sono fatta tante domande. E, a volte, le risposte non mi sono piaciute e ho capito che potevo fare di più come figlia. Anche se quel “di più”, poi, non sarà mai abbastanza. Ho cominciato a “vedere” i vecchi.
- Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?
Sì, ho cominciato a scrivere un altro libro, ma ancora non so dove mi porterà…
- Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?
Le nostre anime di notte di Kent Haruf
- Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?
Non saprei, un libro è un incontro e quello che per me potrebbe essere un incontro sbagliato per un’altra persona potrebbe essere quello giusto.
- Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…
Come immagini la tua vecchiaia?
Insieme a mio marito, in giro per il mondo finché sarà possibile. Dopo, mi piacerebbe andare a vivere, insieme ai miei amici più cari, in un borgo con tante casette indipendenti e un enorme spazio comune e continuare a prendere la vita come una grande occasione, da vivere al massimo, fino all’ultimo respiro.
Recensione scritta da
Redazione – Recensione Libro.it
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