Barbarano Romano(Viterbo)- Archeologi scoprono tomba etrusca inviolata-Biblioteca DEA SABINA
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Barbarano Romano(Viterbo)- Archeologi scoprono tomba etrusca inviolata-
Barbarano Romano (Viterbo)-Nell’ambito degli scavi condotti nella necropoli etrusca di Caiolo, situata nell’area archeologica di San Giuliano a Barbarano Romano , è emersa una tomba ancora intatta, databile alla fase finale dell’epoca orientalizzante, alla fine del VII secolo a.C.

Al momento della rimozione della lastra che sigillava la camera sepolcrale, sono apparsi numerosi vasi, molti dei quali in ceramica fine dipinta, riconducibili allo stile etrusco-geometrico. Questi oggetti sembrano rispondere a una precisa ritualità compiuta prima della chiusura definitiva della tomba. Sul letto funerario di sinistra si distinguono ancora in situ un bacile e diversi ornamenti in bronzo per il defunto. In queste ore si sta procedendo alla documentazione, fase preliminare rispetto allo scavo vero e proprio della tomba.

La funzionaria archeologa della Soprintendenza, Barbara Barbaro, ha sottolineato l’importanza della presenza costante dell’Istituzione sul territorio, non solo come supporto al team della Baylor University del Texas, ma anche attraverso interventi mirati in aree limitrofe, come nel caso della monumentale Tomba della Regina. Quest’ultima, imponente struttura funeraria alta 10 metri e larga 14, è contraddistinta da due ingressi e altrettante finte porte doriche. L’interesse per il sito è stato ulteriormente ravvivato nel 2023, durante le operazioni di ripulitura, quando è emersa un’altra tomba a dado, collocata a sinistra della Tomba della Regina, composta da tre camere sormontate da tre porte semi-finte. “La necropoli di San Giuliano”, spiega la dott.ssa Barbaro, “conta più di 500 tombe attorno all’insediamento, di cui la maggior parte è stata colpita dai clandestini o in antico o in tempi più recenti. Rarissimo trovare una tomba inviolata. Da qui l’eccezionalità dell’attuale scoperta”. “Un contesto integro non è centrale solo ai fini della tutela, ma anche perché ci restituisce uno spaccato completo di vita attraverso il rituale della morte”.

Sottolineando che “la collaborazione tra Soprintendenza e Università è fondamentale per la conoscenza del mondo antico” e come in particolare a Barbarano si sia creata una sinergia unica tra Ministero, Comune, Università, Parco Marturanum, Forze dell’Ordine e cittadinanza, la funzionaria commenta: “Questo è quello che succede quando si rinviene una tomba inviolata; si trasforma in un evento collettivo. Quasi l’apertura della porta del sepolcro costituisse un ponte con il nostro passato, la porta d’accesso verso i nostri antenati. Il silenzio… lo stupore, il rispetto per chi ci sta aspettando dietro a quell’enorme masso. La commozione”.

“Felici di aver sottratto materiale a chi lo vorrebbe illegalmente per pochi”, ha concluso. “Un patrimonio che racconterà invece una bellissima storia per tutti!”.
Fonte- Finestre sull’Arte
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