Archivio di Stato di Rieti-Fotoreportage”Pergamene che passione!”-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Archivio di Stato di Rieti-Fotoreportage”Pergamene che passione!”-
Archivio di Stato di Rieti-Fotoreportage Pubblicato il: 14 Ott 2022 alle 17:09

Archivio di Stato di Rieti-FotoreportagePubblicato il: 14 Ott 2022 alle 17:09
RIETI-Studiosi, esperti, famiglie e appassionati curiosi hanno riempito i due appuntamenti della nostra “Domenica di Carta”, dedicata, in questa occasione, al patrimonio membranaceo che custodiamo.Dalla mostra “I gamberi del papa” fino alle tecniche di restauro, è stato possibile capire i compiti di tutela, conservazione, studio e valorizzazione della nostra preziosa documentazione, con la storia che si rivela anche agli occhi meno abituati.

L’Archivio di Stato di Rieti conserva, tutela e valorizza circa undici chilometri lineari di materiale documentario. L’istituto, in esecuzione della normativa vigente, conserva la documentazione storica prodotta dagli uffici statali compresi nel territorio provinciale, nonché archivi di enti pubblici e archivi privati ritenuti di notevole interesse storico. Questo patrimonio archivistico costituisce una fonte di primaria importanza per la storia del territorio della città e dell’attuale provincia di Rieti a partire dai secoli dell’antico regime fino ai giorni nostri.
Da diversi anni l’Archivio di Stato di Rieti è impegnato in un’ampia opera di ricognizione del proprio patrimonio, funzionale alle attività di riordino e all’approntamento di strumenti di ricerca in grado di facilitare ai ricercatori l’accesso ai fondi. A tale riguardo, negli ultimi tempi si sta tornando a lavorare con intensità al Sistema informativo degli archivi di Stato – SIAS, giunto a pubblicazione nazionale il 18 giugno 2021 e in costante implementazione.
Nella sezione di questo sito relativa al patrimonio si illustrerà sommariamente la documentazione conservata dall’Istituto per consentire di farsene un’idea anche da remoto e per orientare la ricerca degli utenti. Una ricerca che ha le sue peculiarità. Quanti intendono accedere alla sala di studio dell’Istituto potranno anche arrivare senza avere contezza delle possibilità di esplorazione offerte dal patrimonio che esso custodisce, ma dovrebbero quantomeno giungere con una consapevolezza di base: l’archivio non è come la biblioteca. I documenti non sono, cioè, “catalogati” secondo un qualche ordine alfabetico, né esiste un soggettario da interrogare per individuare le carte di proprio interesse. Le fonti che si studiano in archivio, infatti, sono organizzate in fondi sulla base dei soggetti (istituzioni pubbliche, enti, persone, famiglie) che, per le proprie finalità, li hanno prodotti, ricevuti, raccolti, ordinati e/o conservati nel corso del tempo. Per indirizzare il proprio studio, pertanto, occorre in primo luogo appurare il nesso fra l’oggetto della ricerca e le competenze, le finalità, la storia di un determinato soggetto produttore, e di conseguenza il fondo archivistico che raccoglie la documentazione di quel soggetto.
Le varie tipologie di strumenti di ricerca approntate dagli archivisti – le guide, gli inventari, gli elenchi sommari, gli schedari – servono a facilitare questo percorso di chiarificazione degli obiettivi del ricercatore (cui naturalmente concorrono l’aiuto e la consulenza del personale della sala di studio) e, allo stesso tempo, assolvono alla funzione imprescindibile di «comunicare» il patrimonio, assicurandogli quelle possibilità di fruizione ordinaria da parte degli utenti rispetto alle quali ogni iniziativa di valorizzazione è soltanto un prezioso corollario.
Il materiale proposto in questa sezione si caratterizza per la diversità dei livelli informativi. Propedeutico alla presentazione del patrimonio è l’approfondimento sul territorio reatino, che inquadrando storicamente le sue vicende amministrative cerca di dare conto del modo in cui il patrimonio stesso si è venuto costituendo alla luce dell’applicazione, problematica per la provincia reatina, dei criteri di pertinenza territoriale. L’elenco alfabetico dei complessi archivistici fornisce la denominazione del complesso archivistico, i suoi estremi cronologici e, quando già disponibile, il collegamento diretto con la corrispondente scheda SIAS, che informa più accuratamente sul fondo e sui suoi livelli di articolazione, sui soggetti produttori, sugli strumenti di ricerca e sulla bibliografia correlata. Sempre nell’elenco saranno via via caricati gli strumenti di ricerca in formato digitale, così da consentire la richiesta dei pezzi da remoto prima dell’accesso diretto alla sala di studio. Quanto alla guida alla consultazione, essa cercha di ovviare alla momentanea assenza di elementi descrittivi più particolareggiati nell’elenco alfabetico, introducendo a livello discorsivo alle potenzialità di ricerca dischiuse dai vari complessi, distinti per periodi e per tipologie.


Diritto di consultare, dovere di mediare
L’Archivio di Stato di Rieti garantisce la consultazione del patrimonio archivistico conservato attraverso il servizio di sala di studio, che assicura la libertà e la gratuità della ricerca per motivi di studio e per finalità amministrative e personali per tutti coloro che abbiano compiuto 18 anni e siano in possesso di un documento d’identità valido, previa autorizzazione della direzione.
I funzionari di sala e i loro collaboratori sono a disposizione dei ricercatori per l’orientamento archivistico, previa prenotazione, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 15.30, con il termine delle prese del materiale archivistico fissato alle ore 14.30. Nella giornata di venerdì, considerata la concomitanza delle ricerche catastali, si accorda l’accesso alla sala di studio ai ricercatori che abbiano già documentazione in deposito da consultare o che siano in grado di formulare autonomamente le richieste dei pezzi di proprio interesse. Per quanto riguarda gli studenti universitari e i ricercatori privi di una formazione specialistica in discipline storico-archivistiche è opportuna una preliminare preparazione di base all’uso delle fonti documentarie. Pur assicurando la massima disponibilità, infatti, il personale scientifico dell’Istituto non è nelle condizioni di prestare assistenza costante agli utenti su questioni (per esempio la lettura di scritture antiche) che non siano di consulenza o di facilitazione dell’accesso al patrimonio.
Le ricerche catastali hanno luogo nell’apposita sala catasti, ubicata in uno stabile attiguo ma distinto da quello che ospita la sala di studio. Tale circostanza, unita al fatto che spesso le indagini di questo tipo si rivelano lunghe e rischiano di sottrarre indefinitamente i funzionari alle loro altre incombenze in sala di studio, ha indotto a riservare per la consultazione dei catasti la mattina del venerdì dalle ore 9 alle ore 13, previa prenotazione.
Le informazioni sul patrimonio e i consigli per orizzontarsi al suo interno sono forniti, oltre che in presenza, anche mediante il servizio delle ricerche per corrispondenza. Tale opzione può essere utilmente sfruttata sia per le richieste della documentazione necessaria alle pratiche per l’ottenimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, sia per un sondaggio dei fondi preliminare alla ricerca in sala di studio.
Accanto all’orientamento archivistico a cura del personale scientifico, gli studiosi possono usufruire della biblioteca interna a supporto delle ricerche documentarie e di un altro prezioso servizio accessorio alla fruizione, quello di fotoriproduzione, che provvede, sempre nel rispetto delle esigenze della tutela e comunque dopo valutazione di fattibilità da parte del funzionario di sala, alla fotocopiatura o all’acquisizione digitale del materiale archivistico e bibliografico. Fermo restando che dal 2017 è consentita la riproduzione con mezzi propri di beni archivistici (a eccezione di quelli sottoposti a restrizioni di consultabilità) svolta senza scopo di lucro, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, nonché per promozione della conoscenza del patrimonio culturale, le apparecchiature impiegate dal laboratorio digitale offrono agli utenti, qualora ne avessero bisogno, l’opportunità di procurarsi riproduzioni professionali. L’Istituto rilascia inoltre su richiesta copie conformi dei documenti conservati.
Tutte le attività rivolte al pubblico hanno un fine comune: assicurare il diritto degli utenti alla consultazione svolgendo l’irrinunciabile funzione di mediazione tra i bisogni di questi ultimi e il patrimonio documentario, qui declinata anzitutto nel servizio di reference garantito a quanti sono ammessi alla sala di studio. Una simile mediazione, se ben esercitata, può alleviare le difficoltà di un tipo di ricerca, quella archivistica, che difficilmente risponde subito alla sollecitazione di chi interroga i fondi, ma che al contrario procede quasi sempre per approssimazioni successive. Coniugata però con l’altra mediazione fondamentale, quella tecnica degli strumenti di descrizione e di “comunicazione” del patrimonio, essa può aprire la via a esplorazioni inaspettate.


Patrimonio da valorizzare, Istituto da vivere
La valorizzazione consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina di tutte quelle attività, a cura dell’amministrazione dei Beni culturali, volte a promuovere la conoscenza del patrimonio e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione del patrimonio stesso a ogni tipo di pubblico, al fine di incentivare lo sviluppo della cultura. La valorizzazione comprende, inoltre, finalità educative di stretto collegamento con il patrimonio, al fine di migliorare le condizioni di conoscenza e, conseguentemente, anche di conservazione dei beni culturali e ambientali, incrementandone la fruibilità. Anche la promozione e il sostegno di interventi di conservazione dei beni culturali rientrano nel concetto di valorizzazione.
Ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (art. 111), la valorizzazione si consegue mediante la «costituzione ed organizzazione stabile di risorse, strutture o reti, ovvero nella messa a disposizione di competenze tecniche o risorse finanziarie o strumentali, finalizzate all’esercizio delle funzioni ed al perseguimento delle finalità», come indicate nell’art. 6 dello stesso Codice. Questa impostazione, se da un lato si conforma ai principi e alle strategie della valorizzazione integrata territoriale del patrimonio culturale, dall’altro rispecchia il ruolo di centralità assunto dai cittadini nell’ambito dell’azione generale dello Stato.
Oltre che dai preziosi orientamenti della normativa e dalle più generali e ormai ineludibili istanze della promozione culturale (per le quali si rimanda al sito dell’ex Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale), l’Archivio di Stato di Rieti si lascia ispirare, nel perseguimento della sua missione di valorizzazione del proprio patrimonio, dal desiderio di inserirsi e di radicarsi con una voce originale nel tessuto culturale della città e del territorio, della cui identità e della cui anima esso custodisce una parte di certo non trascurabile. Le presentazioni, i convegni, le mostre documentarie, gli appuntamenti associativi e i vari progetti scientifici ed editoriali intrapresi diventano così un’opportunità per aprire sempre di più l’Istituto e per far sì che si popoli di cittadini interessati e consapevoli, in una logica di autentica condivisione della cultura e non solo di organizzazione di eventi e iniziative.
L’Archivio di Stato di Rieti possiede una biblioteca interna che, accessibile negli orari di apertura al pubblico (lunedì – venerdì, ore 8.30 – 15.30), è a disposizione di tutti gli utenti della sala di studio per il supporto alla consultazione della documentazione archivistica. Parte del patrimonio librario è conservata a scaffale aperto ed è accessibile direttamente in sala, mentre per i volumi conservati nei depositi è necessario fare richiesta al personale addetto, che cura in entrambi i casi la ricollocazione. Non è consentito in nessun caso il prestito esterno.
La consistenza della biblioteca ammonta attualmente a più di 6000 monografie e oltre 3000 periodici culturali, nazionali e locali, per complessive 182 testate, cui va aggiunta una raccolta di 78 unità tra manoscritti, stampe, CD-Rom e videocassette.
Fra le opere possedute dalla biblioteca si ricordano in particolare quelle attinenti alla storia di Rieti e del suo territorio, alla storia delle istituzioni, all’archivistica, alla paleografia e alla diplomatica, oltre ai periodici di carattere storico e archivistico. Nella raccolta dei rari figurano la cinquecentina dello statuto medievale del comune di Rieti e diverse opere risalenti al XVII e al XVIII secolo. Preziosa si rivela inoltre la raccolta delle leggi italiane, serie che data a partire dal 1861.
Accanto ai volumi acquistati direttamente o ricevuti per diritto di copia dagli autori che hanno utilizzato la documentazione dell’Istituto, l’Archivio di Stato di Rieti conserva diverse biblioteche private, spesso pervenute unitamente agli archivi dei rispettivi titolari. Tra le principali:
- la biblioteca Petrini, con testi di letteratura italiana e di critica otto-novecenteschi;
- la biblioteca Brucchietti, incentrata sulla storia dell’arte;
- la biblioteca Pannunzio-Paris, sulla storia sociale e politica del XX secolo;
- la biblioteca Di Flavio, che ha arricchito notevolmente il patrimonio librario relativo alla storia locale;
- la biblioteca Zelli, che ha incrementato il novero delle pubblicazioni sia di storia generale sia di storia del territorio, soprattutto del Leonessano.
Il catalogo informatizzato della biblioteca è consultabile QUI. Oltre a questo, l’Istituto dispone di cataloghi cartacei per titoli, autori e soggetto, nonché di schedoni amministrativi di periodici e collane che, redatti secondo le Regole italiane di catalogazione per autori (RICA) e strutturati secondo lo schema degli standard internazionali dell’ISBD, sono stati a loro volta tutti informatizzati. Si è altresì approntato un catalogo speciale, anch’esso informatizzato, per lo spoglio di un buon numero di periodici, atto a fornire informazioni più dettagliate sulle pubblicazioni. Per il momento l’operazione riguarda le riviste attinenti alla storia locale.
Le edizioni rare sono già state acquisite digitalmente e di esse si può richiedere il numero di pagine consentito in stampa digitale.
Nel rispetto della normativa vigente (art. 108 del d.lgs. 42/2004 così come modificato dall’art. 1, comma 171 della l. 124/2017), la riproduzione per uso personale di studio, ricerca e comunque per le attività svolte senza fini di lucro delle opere possedute dalla biblioteca è libera e per effettuarla è sufficiente compilare l’apposita dichiarazione. La riproduzione si attua, come indicato dalla legge sul diritto d’autore, nei limiti del 15% di volumi o fascicoli di periodici in commercio.
Le domande per le riproduzioni che devono invece essere effettuate a cura del servizio di fotoriproduzione dell’Archivio di Stato di Rieti possono essere presentate compilando l’apposito modulo. Le cifre che gli utenti devono corrispondere sono quelle stabilite dal tariffario d’Istituto.
Contatti
Archivio di Stato di Rieti
viale Ludovico Canali 7
02100 Rieti
Tel. (+39) 0746/204297
Fax (+39) 0746/481991








