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Emily Dickinson, la più grande Poetessa americana moriva il 15 maggio 1886

Emily Dickinson
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Il 15 Maggio del 1886 moriva ad Amherst, nel Massachussets, la figlia di un noto avvocato locale. Una strana donna, sempre di bianco vestita, che usciva poco di casa e che pare trascorresse le sue giornate tra ricami, marmellate e la cura del giardino. Si dice fosse epilettica e che per questo avesse preferito non sposarsi. Non sembra si fosse data troppa pena nel cercare pretendenti. Non che fosse di aspetto sgradevole, anzi, ma forse troppo presa da se stessa e dai suoi pensieri. Chissà, la sua vita interiore, così ricca, unita ai disturbi di salute di cui soffriva, le resero una quieta solitudine preferibile al destino di moglie e madre. Non si mosse molto da casa: pochi viaggi nei dintorni, solo per andare a trovare dei parenti. Col trascorrere del tempo, si ritirò al piano superiore della casa paterna, non uscendo nemmeno per il funerale dei genitori. Divenne “ la signora vestita di bianco”, strambo personaggio locale, metà fata e metà strega. Morì a cinquantasei anni, probabilmente a causa di una nefrite. Ma qui la sorpresa: la sorella ritrovò, nella sua stanza, centinaia di foglietti cuciti insieme con ago e filo, strane poesie, versi spezzati, che non rispettavano nessuna metrica. Belle, però. La famiglia decise di provare a pubblicarle. Magari a qualcuno potevano piacere. Piacquero a molti, a tutt’oggi sono continuamente ristampate. Il nome della strana signora? Non ve l’ho detto?! Si chiamava Emily Dickinson.

n. 260

Io sono Nessuno – e tu chi sei?
Sei Nessuno anche tu?
Allora siamo in due – non dirlo,
Potrebbero spargere la voce!
Com’è pesante essere Qualcuno!
Così volgare – come una rana
che gracida il tuo nome tutto Giugno
a un pantano in estasi di lei!

(Traduzione di Silvio Raffo)

(Photo by Lee Avison)

Emily Dickinson
Emily Dickinson

Articolo scritto da  Serena di Battista-  15-05-2018

Oggi, 15 maggio, nel 1886 moriva Emily Dickinson, una delle poetesse più famose al mondo. Quali sono le sue frasi e poesie più belle? Per capirle e apprezzarle meglio andiamo a scoprire la vita e la personalità di questa donna davvero fuori dal comune.

La vita di Emily Dickinson

Nata nel 1830 a Amherst, Massachusetts, da una famiglia borghese di tradizioni puritane, manifesta sin dalla giovinezza un carattere contraddittorio e complesso. Infatti, non si sa ancora per quale motivo, a venticinque anni decide di trascorrere una vita solitaria e appartata nella sua camera, nella quale si reclude. Parliamo dunque di una vita di certo ben diversa da quella delle sue coetanee.

Studia per lo più come autodidatta, grazie all’aiuto di un assistente del padre chiamato Benjamin Newton, e per un periodo frequenta il College Femminile di Mount Holyoke, che però abbandona.
Il suo carattere introverso, e il bisogno di estraniarsi dal mondo, fanno sì che stringa pochi legami affettivi e professionali nella sua vita. Anche se non manca qualche profonda amicizia: si lega a Susan Gilbert con la quale scambia numerose lettere e Samuel Bowles, direttore del giornale Springfield Daily Republican.

Dal punto di vista sentimentale sembra che Emily Dickinson abbia vissuto dei grandi amori platonici, perché si innamora di un reverendo sposato, Charles Wadsworth, e sembrerebbe anche dello stesso Bowles.
Compie pochi viaggi nella sua vita, durante i quali però incontra alcune personalità importanti nel mondo culturale, come lo scrittore e filosofo trascendentalista Ralph Waldo Emerson.

La sua forte vocazione poetica e il suo talento rimangono per lo più nascosti con lei nella sua stanza: soltanto sette dei suoi componimenti vengono pubblicati durante la sua vita. Ma alla sua morte, nel 1886, la sorella Lavinia scopre nella camera in cui si era autoreclusa ben 1775 poesie. Tutte scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo, contenuti ordinatamente in un raccoglitore. La prima raccolta di poesie viene pubblicata nel 1890.

Oggi Emily Dickinson viene giustamente considerata una delle poetesse più sensibili di tutti i tempi, e anche una delle più rappresentative. Le sue opere vengono tradotte ancora oggi, sulle sue opere vengono prodotti testi di critica sempre più approfonditi. Vediamo insieme le frasi e poesie più belle di questa poetessa immensa.

Curiosità su Emily Dickinson: gli abiti bianchi e la sua stanza

Dunque il suo carattere singolare, un approccio complicato al mondo che la circondava e un’assoluta necessità di solitudine spinsero l’autrice a vivere gran parte della sua vita in reclusione nella sua stanza. Non solo: la Dickinson vestiva solo di bianco, in segno di purezza. Un distacco totale, fisico e simbolico, dal mondo.

Mise in opera un allontanamento dalla sua stessa famiglia, il suo universo di amore.
Pensate che la Dickinson non uscì dalla sua stanza al piano superiore della casa paterna neanche alla morte dei genitori, che pure amava.
Il suo unico accesso all’esterno era l’immaginazione, il suo talento e la vocazione poetica. Forse per questo le sue parole ci sembrano tanto profonde e vere.

Emily Dickinson: le frasi e poesie più belle per celebrarla

  • Quando sentiamo il bisogno di un abbraccio, dobbiamo correre il rischio di chiederlo.
  • Perché nasca un prato, bastano un trifoglio, un’ape e un sogno. E se non ci sono le api e il trifoglio, può bastare anche il sogno.
  • Noi che abbiamo l’anima moriamo più spesso.
  • La speranza è qualcosa con le ali, che dimora nell’anima e canta la melodia senza parole, e non si ferma mai.
  • Conosco vite della cui mancanza non soffrirei affatto – di altre invece ogni attimo di assenza mi sembrerebbe eterno.
  • Fa’ che per te io sia l’estate anche quando saran fuggiti i giorni estivi.
  • Che l’amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell’amore.
  • Non conosciamo mai la nostra altezza finché non siamo chiamati ad alzarci.
    E se siamo fedeli al nostro compito arriva al cielo la nostra statura
  • Non sono solo sogni tutti i fatti, non appena ce li lasciamo alle spalle?
  • Nessun vascello c’è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane.
Emily Dickinson
Emily Dickinson

E ancora:

Ho preso un Sorso di Vita

Ho preso un Sorso di Vita −
Vi dirò quanto l’ho pagato −
Precisamente un’esistenza −
Il prezzo di mercato, dicono.
M’hanno pesata, Granello per Granello −
Bilanciata Fibra con Fibra,
Poi m’han dato il valore del mio Essere −
Un solo Grammo di Cielo!

 

 

 

A un cuore in pezzi

A un cuore in pezzi
Nessuno s’avvicini
Senza l’alto privilegio
Di aver sofferto altrettanto

Non sapendo quando l’alba possa venire

Non sapendo quando l’alba possa venire
lascio aperta ogni porta,
che abbia ali come un uccello
oppure onde, come spiaggia.

Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi

Se potrò impedire a un Cuore di spezzarsi
Non avrò vissuto invano
Se potrò alleviare il Dolore di una Vita
O lenire una Pena
O aiutare un Pettirosso caduto
A rientrare nel suo nido
Non avrò vissuto invano.

Una parola muore quando è detta

Una parola muore
quando è detta
Dice qualcuno −
Io dico che proprio
Quel giorno
Comincia a vivere.

Emily Dickinson
Emily Dickinson
Emily Dickinson
Nel settembre 2012, gli archivi di amherst college e le collezioni speciali hanno svelato questo dagherrotipo, proponendo di essere Emily Dickinson (amherst, 10 dicembre 1830-Amherst, 15 maggio 1886) e la sua amica Kate Scott. – Sì. 1859
Articolo di Luigi Quaglia-

La riva è più sicura, ma a me piace combattere con le onde.
“Emily Dickinson” Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) è stata una poetessa statunitense, considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo.
Nacque nel 1830 ad Amherst da una famiglia borghese di tradizioni puritane. I Dickinson erano conosciuti per il sostegno fornito alle istituzioni scolastiche locali. Suo nonno, Samuel Fowler Dickinson, era uno dei fondatori dell’Amherst College, mentre il padre ricopriva la funzione di legale e tesoriere dell’Istituto; inoltre, ricopriva importanti incarichi presso il Tribunale Generale del Massachusetts, il Senato dello Stato e la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.

 

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