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“Dio s’è preso il campione”. È morto Muhammad Ali

4th August 1966: American boxer Muhammad Ali, born Cassius Marcellus Clay Jnr in training for his upcoming fight against Brian London. London lost the fight, after being knocked out in the third round. (Photo by R. McPhedran/Express/Getty Images)
Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),
Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),

ONORE A MUHAMMAD ALI, CAMPIONE NELLO SPORT COME NELLA VITA

Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016), è stato un pugile statunitense, tra i maggiori e più apprezzati sportivi della storia, sia per le sue gesta sportive, sia per il suo statuto etico-umano, manifestatosi anche nella sua polemica contro il razzismo statunintese. In quegli anni fu spesso a fianco di Malcolm X, di cui condivideva le istanze del black power, seppur declinato in un’ottica religiosa. Ha vinto l’oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, come pugile professionista ha detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un’ultima breve parentesi ancora nel 1978. Mai una banalità, ma un continuo bersagliare il perbenismo di una certa America, conservatrice ed incapace di accettare che il campione del mondo dei pesi massimi rifiutasse di onorare la patria nella follia del Vietnam. Il 29 aprile 1967 Muhammad Ali – Cassius Clay viene infatti privato del titolo di campione del mondo di pugilato a causa del suo rifiuto di prestare il servizio militare per dichiarata contrarietà alla guerra in Vietnam, così giustificato: “Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato negro.”

Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),
Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),

Non una frase ad effetto, ma una coraggiosa scelta di coscienza che gli costò il ritiro della licenza e il ritiro obbligato dalle scene sportive per diversi anni, quelli in cui era al top del vigore fisico. Muhammad Ali è diventato un simbolo del ‘900, per il mondo e soprattutto per i milioni di africani figli di un’oppressione coloniale secolare, che lo accolsero come un eroe nel titanico incontro di Kinshasa nello Zaire contro il più blasonato e prediletto dai bianchi George Foremam. Ricordiamo altre sue frasi che testimoniano una personalità unica:

Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),
Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),
Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),
Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),

“Muhammad significa degno di lode, e Ali significa altissimo. Clay significa creta, polvere. Quando ho riflettuto su questo, ho capito tutto. Ci insegnano ad amare il bianco [white] ed odiare il nero [black]. Il colore nero significa essere tagliato fuori, ostracizzato. Il nero era male. Pensiamo a blackmail [ricatto]. Hanno fatto l’angel cake [pane degli angeli]bianco e il devil’s food cake [torta del diavolo] color cioccolato. Il brutto anatroccolo è nero. E poi c’è la magia nera… Quel che voglio dire è che nero è bello. Nel commercio il nero è meglio del rosso. Pensate al succo di mora: più nera è la mora, più dolce il succo. La terra grassa, fertile, è nera. Il nero non è male. I più grandi giocatori di baseball sono neri. I più grandi giocatori di football americano sono neri. I più grandi pugili sono neri.”

“Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre.”

photo datée des années 60 de l'ancien champion du monde de boxe dans la catégorie des poids lourds, Mohammed Ali (Cassius Clay). Mohammed Ali devint champion olympique des poids mi-lourds en 1960 puis champion du monde poids lourds pour la première fois en février 1964 contre Sonny Liston. Picture dated from the 60's of the U.S. boxing champion Cassius Clay (Muhammad Ali), who got the Olympic middle heavyweight gold meadal in 1960 in Rome, aged 18, and got the professional world heavyweight title for the first time in February 1964 against Sonny Liston. (Photo credit should read -/AFP/Getty Images)
photo datée des années 60 de l’ancien champion du monde de boxe dans la catégorie des poids lourds, Mohammed Ali (Cassius Clay). Mohammed Ali devint champion olympique des poids mi-lourds en 1960 puis champion du monde poids lourds pour la première fois en février 1964 contre Sonny Liston.
Picture dated from the 60’s of the U.S. boxing champion Cassius Clay (Muhammad Ali), who got the Olympic middle heavyweight gold meadal in 1960 in Rome, aged 18, and got the professional world heavyweight title for the first time in February 1964 against Sonny Liston. (Photo credit should read -/AFP/Getty Images)
Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),
Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016),

“Perché dovrebbero chiedermi di indossare un’uniforme e andare 10.000 miglia lontano da casa a far cadere bombe e proiettili sulla gente marrone del Vietnam, mentre i cosiddetti negri, a Louisville, sono trattati come cani e gli sono negati i semplici diritti umani? No, non andrò 10.000 miglia lontano da casa a dare una mano a uccidere e distruggere un’altra nazione povera, semplicemente perché continui il dominio degli schiavisti bianchi sulla gente scura di tutto il mondo. Questo è il giorno in cui diavoli di tal fatta devono sparire. Sono stato avvertito: prendere questa posizione mi potrebbe costare milioni di dollari. Ma l’ho detto una volta e lo ripeterò: il vero nemico del mio popolo è qui. Non andrò contro la mia religione, contro il mio popolo o me stesso diventando uno strumento per schiavizzare chi sta lottando per avere giustizia, libertà ed eguaglianza. Se pensassi che la guerra porterà libertà ed eguaglianza a ventidue milioni di miei simili non avrebbero dovuto arruolarmi: lo avrei fatto io, domani. Non perdo nulla restando fermo sulle mie posizioni. Andrò in prigione: e allora? Siamo stati in catene per quattrocento anni.”

“Dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra.”

“Chi non è abbastanza coraggioso da assumersi le proprie responsabilità non compirà niente nella vita.”

“L’uomo che non ha fantasia non ha ali per volare.”

“I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall’interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l’abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell’abilità.”

 

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